- La Regione rossa per anni ha difeso la comunità degli abusi sui bambini. Adesso che, grazie al commissario, è iniziato il nuovo corso chiede i danni.
- «Siamo disposti a intervenire anche sugli affidi in Liguria». Jacopo Marzetti, Garante dei minori del Lazio e membro della task force ministeriale, risponde all’articolo della Verità: «Chiederò alle autorità competenti di poter agire».
- In Val d’Enza sbarca Nicola Zingaretti: «Su Bibbiano aggressione oscena». I dirigenti locali dem continuano a difendere Andrea Carletti, il sindaco agli arresti domiciliari. Il segretario in visita ai militanti: «La politica ha pianificato l’attacco contro di voi».
Lo speciale comprende tre articoli.
Invece di chiedere scusa, pretendono un risarcimento. E non parliamo di pochi spiccioli, ma di oltre 5 milioni di euro. Tanto hanno chiesto la Città metropolitana di Firenze e, soprattutto, la Regione Toscana guidata da Enrico Rossi del Pd al Forteto, la cooperativa di Vicchio (Firenze) divenuta il terrificante simbolo del malfunzionamento del sistema di gestione dei minori in Italia. Fondato nel 1977 da Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi, nel corso degli anni il Forteto ha collezionato denunce e condanne per abusi e maltrattamenti su minori. Bambini che erano affidati ai sedicenti professionisti dopo essere stati tolti alle famiglie.
Nonostante ciò, ha sempre goduto del supporto delle istituzioni locali e della sinistra intellettuale. Gli affidi di minorenni al Forteto sono cessati nel 2012, e nel 2017 Fiesoli è finito in carcere con una condanna pesantissima (condanne anche per alcuni degli altri 9 imputati, pure se per alcuni di loro è intervenuta la prescrizione, come nel caso di Goffredi).
Nel 2018, finalmente, la cooperativa il Forteto è stata commissariata. Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha inviato Jacopo Marzetti, già Garante dei minori del Lazio, il quale in poco tempo ha picconato il sistema malato ed è riuscito a riportare un po’ di luce in quel di Vicchio.
Ora, però, accade qualcosa che ha dell’incredibile. «Mi è arrivata una richiesta di risarcimento danni da più di 5 milioni di euro dalla Regione Toscana e dalla Città metropolitana di Firenze per danno di immagine. Questa richiesta metterebbe in crisi l’attività produttiva della azienda, quindi di tutti i dipendenti, e non darebbe la possibilità di risarcire le vittime, che è uno dei motivi del commissariamento», ha detto Marzetti lunedì. Surreale: proprio ora che sul Forteto si cominciano a dissipare le ombre e che la cooperativa, grazie al commissariamento, ha ripreso a funzionare in modo corretto, le istituzioni locali vogliono soldi. E a chiederli sono esponenti del Partito democratico, erede di quella sinistra che ha sempre cullato, supportato e finanziato il Forteto e i suoi carnefici. Tra l’altro, giova ricordare che nel 2014, quando Deborah Bergamini di Forza Italia presentò una mozione per chiedere il commissariamento della comunità, il Partito democratico fu l’unico a votare contro. E adesso invece i dem vogliono battere cassa?
«Come commissario non mi aspettavo da parte della Regione una richiesta simile proprio ora che stiamo cercando di cacciare tutti quanti i coinvolti nel procedimento e fare un’azione a tutela delle vittime e dei lavoratori», dice Marzetti alla Verità. «Oltretutto la richiesta è totalmente infondata, in quanto la Regione non è stata riconosciuta parte civile nei confronti della cooperativa. Mi chiedo come mai questa azione avvenga proprio quando il Forteto ha avuto da poco dei fondi da parte di Legacoop e Confcooperative, proprio per il supporto all’attività imprenditoriale. E mi chiedo perché la stessa azione non sia stata fatta nei confronti dei condannati penalmente per gli abusi».
Ieri la Regione Toscana ha tentato una specie di retromarcia. «La Regione aspetta l’esito del processo penale sulla vicenda del Forteto, per poi intentare come parte lesa una causa civile. Ma è pronta eventualmente anche a soprassedere alla richiesta dei danni: ma è necessaria una risposta formale del commissario governativo», ha detto il governatore Rossi.
Secondo il presidente della Toscana, «la Regione, nella vicenda, si è sempre considerata parte lesa, è al fianco delle vittime e difende i lavoratori della cooperativa con determinazione. Per queste ragioni si è costituita parte civile in sede penale e, al termine del processo penale, come disposto dallo stesso giudice, ha comunicato formalmente la volontà di intentare una causa civile, l’unica sede deputata a quantificare il danno subito come parte lesa». Rossi dunque chiede a Marzetti di produrre «una risposta solenne e formale alla lettera della Regione Toscana. Solo in questo modo noi potremo prendere le nostre determinazioni e essere pronti a soprassedere alla richiesta danni con atti formali e conseguenti».
È facile immaginare che Marzetti, in qualità di commissario, invierà la lettera richiesta da Rossi. Resta che tutta la faccenda è davvero incredibile, anche perché sull’atteggiamento della Regione Toscana ci sarebbe molto da discutere.
«Ma quali vittime, la Regione e la Città metropolitana hanno delle responsabilità gravissime», dice Giovanni Donzelli, di Fratelli d’Italia. «Nel 2000 la Corte di Strasburgo condannò l’Italia per gli abusi del Forteto. Il governo di allora chiese spiegazioni alla Regione, e un funzionario regionale rispose nero su bianco che andava tutto bene, che al Forteto c’era un clima meraviglioso. Abbiamo le carte. Io, negli anni successivi, ho chiesto che questo dirigente fosse licenziato o sanzionato, ma ancora due anni fa Rossi e la giunta regionale lo hanno difeso, fino a che non è andato in pensione con il massimo di premi di produzione. Non solo: dopo l’arresto di Fiesoli, la Regione ha continuato a finanziare progetti al Forteto, altro che vittime».
Secondo Donzelli «questa causa intentata dalla Regione sembra la ritorsione di chi non ha gradito il commissariamento del Forteto. Soldi o non soldi, danneggia il nuovo corso della cooperativa, che finalmente non è più in mano agli orchi. Quindi viene il sospetto che ci sia ancora l’interesse, da parte di Regione e Pd, a difendere l’indifendibile».
Donzelli fa notare un altro particolare non irrilevante: «Quando noi, negli anni passati, abbiamo chiesto il commissariamento del Forteto, da sinistra ci hanno sempre risposto che non si poteva perché bisognava tutelare i lavoratori della cooperativa e l’indotto. E adesso che la coop non è più in mano agli orchi la vogliono danneggiare chiedendo i danni?».
Intanto, dopo lunga attesa, si è finalmente insediata la commissione parlamentare che dovrà fare chiarezza su quanto accaduto nella comunità degli orrori. La prima riunione ufficiale dovrebbe essere il 4 settembre (scossoni politici permettendo). A quanto pare, sugli orchi toscani c’è ancora molto da indagare.
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