A tre settimane dalla perquisizione informatica dello scorso 15 ottobre il liceo classico di Campobasso (la scuola frequentata fino allo scorso anno da una delle due vittime e dalla sorella maggiore) torna al centro delle indagini sul giallo di Pietracatella. La convocazione dei professori, sentiti negli ultimi giorni in Questura come persone informate sui fatti, rappresenta un passaggio investigativo da non sottovalutare.
La strada imboccata dagli inquirenti sulla morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi, 50 anni e della figlia quindicenne Sara Di Vita, moglie e figlia di Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella e già tesoriere del Pd molisano, potrebbe presto portare alla svolta attesa ormai da quasi undici mesi.
Pietracatella, convocati i professori del liceo di Campobasso
Venti giorni fa i poliziotti erano entrati nell’istituto per acquisire i dati del server centrale del liceo nell’ambito delle quattro perquisizioni informatiche disposte in altrettante scuole (frequentate da persone considerate più o meno vicine alle vittime e in generale alla famiglia Di Vita) dalla Procura di Larino per far luce sulle ricerche riguardanti l’acquisto e le modalità di preparazione e somministrazione del veleno che sarebbero state effettuate in giorni e settimane collegabili a quanto accaduto a Pietracatella. Evidentemente gli elementi acquisiti dall’analisi dei computer della scuola hanno spinto la Squadra mobile del capoluogo molisano, guidata da Marco Graziano, a chiarire alcuni aspetti di interesse investigativo attraverso la convocazione degli insegnanti di Sara e Alice Di Vita. E l’obiettivo primario di chi indaga resta quello di chiudere il più possibile il cerchio attorno a uno o più sospettati.
Le analisi sulla ricina e i 131 campioni sequestrati
I nodi da sciogliere, però, non mancano. Anche perché dalla Germania i tecnici del Robert Koch Institute non hanno dato un responso definitivo sull’eventuale presenza di tracce di ricina su uno o più dei 131 campioni sequestrati in casa Di Vita. Le indagini proseguono nel massimo riserbo.
Gianni Di Vita: «Non ho paura di nulla»
Ad attenderne l’esito, ad oggi come parte offesa, c’è Gianni Di Vita che ai microfoni de La Vita in Diretta e dell’emittente molisana Teleregione ha rotto il silenzio degli ultimi mesi, ribadendo di «non aver paura di nulla perché non ho nulla da nascondere». Il suo auspicio è che questa storia «finisca il prima possibile». Ma come? Per chi ha già perso la moglie e una figlia la conferma dell’ipotesi del duplice omicidio volontario «sarebbe come una seconda tragedia». Dopo quasi un anno, tutta Pietracatella, a partire dall’ex sindaco, vuole sapere cosa è successo ad Antonella e Sara: «Senza la verità» ha ammesso Gianni Di Vita con il pensiero rivolto soprattutto a sua figlia «io e Alice non saremo mai sereni».
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