Più passano i giorni e più si ingarbuglia il pasticcio della società Montedomini a Firenze. Più arrivano nuove notizie e più la posizione del sindaco dem, Sara Funaro, diventa difficilmente sostenibile, in mancanza di una spiegazione o di un chiarimento dettagliato. Che per il momento il primo cittadino non ha nessuna intenzione di dare. L’ultima arriva da un esposto di Salviamo Firenze, il comitato civico nato per contrastare la speculazione immobiliare e la svendita del patrimonio storico nella città di Dante.
Nella segnalazione si chiede alla Procura di valutare gli «elementi di potenziale illegalità» rispetto all’operato della azienda pubblica che dovrebbe avere quale principale missione, le politiche di inclusione sociale e la cura degli anziani.
E invece? Da giorni c’è polemica politica e non solo perché documenti alla mano si è scoperto che diversi immobili della società vigilata da palazzo Vecchio venivano utilizzati per attività di locazione turistica nel cuore della città. Detta così si fa fatica a capire il problema. Problema che invece nasce dalla linea politica del sindaco che ha fatto della battaglia agli affitti brevi un segno distintivo del suo mandato.
Sotto la Funaro, infatti, Firenze è diventata la città italiana più inflessibile nei confronti degli Airbnb, con paletti e divieti che si sono estesi oltre il centro storico e sono arrivati in periferia. Insomma, perché ai privati è vietato svolgere con un proprio bene l’attività che invece è consentita a una società del Comune? E perché di queste attività non se ne sapeva nulla fino alla meritoria inchiesta del Corriere Fiorentino e alle denunce del comitato civico?
La Funaro non ha mai risposto sul punto, facendo intendere di esserne allo scuro e di aver avviato indagini interne per capire meglio. Troppo comodo. Anche perché il caso si sta allargando a macchia d’olio. Secondo la denuncia di Salviamo Firenze, dal 2021 a oggi, la Montedomini non avrebbe emesso bandi a canone concordato o per persone fragili, contravvenendo quindi a quella che dovrebbe essere la sua attività principale. Non solo, perché nel dossier allegato all’esposto si spiega che «17 avvisi di bando su 19 presentano gravi anomalie».
Mancherebbero trasparenza, rispetto delle regole e della vocazione sociale dell’azienda pubblica. Qualche esempio? Per i «4+4», ha spiegato al Corriere Fiorentino il portavoce di Salviamo Firenze, Massimo Torelli, non sarebbe stato applicato il criterio previsto dal regolamento, quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma quello della proposta «più alta per mezzo di offerte segrete».
Mentre in altri casi, per accedere al bando serviva un reddito superiore ai 2.000 euro, e l’essere proprietario di un altro immobile a Firenze non costituiva un principio ostativo. Ma soprattutto non ci sarebbero stati bandi per affittare le case a canoni calmierati per i redditi medio bassi. Che per una società come Montedomini dovrebbe essere il minimo sindacale.
«A questo punto», spiega alla Verità Alessandro Draghi, vicepresidente del consiglio comunale e consigliere di Fratelli d’Italia, «se la sindaca Funaro non riferisce in aula ha l’obbligo di dimettersi. Ogni giorno ci sono nuove notizie che gettano nubi sull’operato della Montedomini. Urge un cambio di passo che potrà avvenire solo sostituendo il direttore generale, Emanuele Pellicanò, che svolge ruoli apicale nella Montedomini da più di un decennio. Insomma sarebbe il caso di mettere in pratica il principio di una sana rotazione dei dirigenti anche per dare un segnale di discontinuità».
I dirigenti certo, il consiglio di amministrazione anche, ma è inutile nasconderselo, la posizione più delicata è quella del sindaco che da questa storia ne esce indebolita sia in termini politici che di credibilità personale. Possibile che non ne sapesse nulla? È credibile che l’attività di locazioni turistica fossero portate avanti dai conduttori (chi prende in locazione l’immobile) all’oscuro del Comune. Documenti alla mano sembra quasi impossibile, ma non c’è solo questo. «Sara Funaro», continua Draghi, «è stata vice presidente di Montedomini dal 2009 fino al 2014, per 10 anni è stata assessore al Welfare e alla Scuola e il suo attuale assessore al Welfare ha lavorato in Montedomini. Insomma ci sono una vicinanza e una contiguità che lasciano pochi spazi ai dubbi». La Funaro prova a resistere, fa sapere che sono state avviate tutte le indagini e prende tempo. Ma intanto il cerchio si stringe.
Oggi è previsto che la minoranza compatta protocolli la richiesta di istituire una commissione di indagine al più presto. Un segnale molto forte perché oltre all’opposizioni, che schiera Italia Viva, Firenze Democratica, M5s e Sinistra Progetto Comune, insieme al centrodestra, è possibile che pure Avs la sostenga.
Difficile per la Funaro continuare a far finta di nulla. Ma anche dire qualcosa che spieghi il pasticcio nel quale si è cacciata risulta alquanto complesso.
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