La giunta a trazione Pd del Comune di Ercolano rischia di battere un record poco edificante, quello di essere la prima amministrazione finita nel mirino dell’Antimafia prima ancora di insediarsi. Secondo quanto riportato ieri da Il Mattino, infatti, la Dda di Napoli ha aperto un fascicolo, affidato al pubblico ministero Stefano Capuano, all’interno del quale sarebbe stato acquisito il video che riprende l’ex segretario locale del Pd, Antonello Cozzolino, con alcuni esponenti della famiglia Suarino, vicina al clan Ascione-Papale.
Gli inquirenti avrebbero inoltre acquisito altre clip pubblicate sui social che potrebbero fornire elementi sui presunti rapporti tra i Suarino e alcuni politici legati alla maggioranza. Uno scenario che sta facendo tremare il sindaco Antonella Garzia, proclamata da poco più di un mese, che adesso vede all’orizzonte lo spettro, senza aver praticamente mai riunito la sua giunta, della «commissione d’accesso». Ovvero dell’ispezione che il Prefetto può disporre se si sospettano infiltrazioni della criminalità organizzata. Il suo scopo è verificare se l’azione amministrativa è stata condizionata dalla mafia, compromettendo il buon funzionamento dell’ente. Il timore del primo cittadino nasce anche dal fatto che, prima che Napolitoday pubblicasse il video, Cozzolino era in predicato di ottenere un assessorato. Nello specifico, nelle immagini si vede l’esponente dem che festeggia in pizzeria la vittoria elettorale di fine maggio alle amministrative in compagnia di Natale Suarino, in passato latitante e condannato per associazione camorristica. Nella clip si sente Cozzolino dire: «Pagherò la mia scommessa, Natale». Alla cena erano presenti anche i consiglieri comunali da lui appoggiati alle elezioni tra cui Marco Cozzolino, eletto in consiglio comunale con 1.111 preferenze, e Nancy Scognamiglio (977 voti). Antonello Cozzolino ha tentato di giustificare la parola «scommessa» dicendo che era riferita all’esito delle elezioni e al fatto che avrebbe pagato quella pizza. Ma la spiegazione non ha impedito l’immediato commissariamento del partito a livello locale.
L’amministrazione, intanto, tenta di correre ai ripari con un’operazione che appare più mediatica che di contenuti, la convocazione del pool anti-camorra varato insieme alla giunta, un gruppo di politici anti-clan di cui fanno parte l’ex sindaco, Nino Daniele, Paolo Siani, fratello di Giancarlo, il giornalista de Il Mattino ucciso dalla camorra nel 1985, l’ex questore Antonio Borrelli e l’eurodeputato del Pd Sandro Ruotolo.
L’operazione, che ricorda da vicino il tentativo dell’ex sindaco di Roma Ignazio Marino di smarcarsi dall’immagine negativa causata dall’indagine sul cosiddetto «Mondo di Mezzo» (che aveva investito anche la sua maggioranza), nominando il magistrato Alfonso Sabella assessore alla Legalità.
Una mossa d’ immagine (al netto dei proclami e della scelta di nomi più o meno noti, i poteri di un’amministrazione locale nel contrasto alla criminalità organizzata sono estremamente limitati) che però non aveva impedito il progressivo sgretolamento della maggioranza di Marino, la cui esperienza da sindaco si era conclusa con la controversa vicenda delle dimissioni di massa dei consiglieri di maggioranza e opposizione.
Ma a Ercolano il sindaco Garzia tira dritto, e ieri, a margine della commemorazione del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della scorta, dopo aver annunciato che nella sua città «si volta pagina», ha detto: « Io non sono deputata né a esprimere giudizi né a emettere sentenze: ciascuno per il proprio ruolo saprà chiarire questa vicenda».
Sta di fatto che in Campania i comuni guidati dal centrosinistra sciolti in poco tempo per infiltrazioni mafiose sono quattro: Castellammare di Stabia (60.000 abitanti); Torre Annunziata (50.000); Pagani (35.000); Sarno (31.000). Per Castellamare e Torre Annunziata si tratta del secondo scioglimento in quattro anni.
Ma criticità sono emerse, oltre che a Ercolano, anche a Portici SanGiuseppe Vesuviano. Nella prima delle due cittadine il senatore Sergio Rastrelli (Fratelli d’Italia) ha chiesto di «fare piena luce» e «con urgenza» sul vicesindaco, Ciro Di Martino, in relazione ad «alcune informazioni relative ai rapporti personali intercorrenti tra il neo vicesindaco e soggetti che, in passato, sono stati coinvolti, anche per legami con clan camorristici, in vicende giudiziarie».
A San Giuseppe Vesuviano, invece, Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia in Campania ha puntato il dito su Antonio Borriello, anche lui vicesindaco, di cui un parente avrebbe organizzato una festa alla quale «avrebbero partecipato», insieme ad esponenti dell’amministrazione comunale, anche alcuni personaggi legati ad ambienti della criminalità organizzata. Per questo Martusciello ha chiesto l’invio di una commissione d’accesso.
Il centrodestra, però, non intende limitarsi alle denunce fatte venerdì scorso durante una conferenza stampa svolta al Consiglio regionale della Campania alla quale, oltre a Martusciello e Rastrelli, hanno partecipato anche il capo dell’opposizione in Consiglio regionale, l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano (Fdi), e il deputato leghista Gianluca Cantalamessa.
Dopodomani, infatti, è prevista una manifestazione organizzata dal centrodestra proprio a Castellammare di Stabia alla quale parteciperanno anche esponenti nazionali di rilevo di Fratelli d’Italia, come i due capigruppo di Camera e Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, e il responsabile dell’organizzazione del partito Giovanni Donzelli.
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