Nel libro di Ranucci c’è una «terza donna» che potrebbe avere un ruolo nell’inchiesta
Sigfrido Ranucci (Ansa)

«Fango» e «gossip». Sigfrido Ranucci ha reagito così alla pubblicazione da parte del sito Esperia e di alcuni quotidiani, tra cui il nostro, di alcuni passaggi scabrosi del suo libro autobiografico La scelta. Nel tomo, il conduttore non ha risparmiato ai lettori dettagli intimi sulle relazioni intrattenute da lui con una stagista e una fonte, Karoline ed Emilia.

La prima avrebbe scoperto, a causa di una email, il tradimento di Sigfrido con la seconda. Dopo aver lanciato un urlo sarebbe fuggita via dalla stanza d’albergo che condivideva con il giornalista («Sei una merda», era stato il suo addio), venendo travolta da un Suv di passaggio («Quando arriva l’ambulanza Karoline ha lo sguardo vitreo, sembra che guardi verso il supermercato lì davanti», ha annotato l’autore).

Ma il conduttore, tra le pagine chiare e le pagine scure, ha indugiato anche sugli orgasmi delle sue partner. Una decisione un po’ sorprendente che, ad anni di distanza, è stata evidenziata dai cronisti di diverse testate.

Ranucci ha replicato sui social al «fango quotidiano», spiegando che i suoi accusatori «non hanno saputo distinguere parti reali da quelle romanzate del libro» (anche se nell’introduzione si fa riferimento solo al fatto che il volume sia un «autoritratto» e non un romanzo). Il conduttore ha anche puntualizzato: «Non ho mai avuto rapporti con stagiste. Appare singolare, ma non casuale, che su oltre 350 pagine del libro […] abbiano selezionato e male solo le pagine di gossip».

In effetti all’appello manca la donna forse più importante del libro, Lavinia, che, secondo alcune nostre fonti, è stata lambita dalle indagini dei pm capitolini sulla bomba esplosa davanti a casa Ranucci il 16 ottobre 2025.

Si tratta di una specie di Supergirl dai capelli chiari. «Riconosco nel buio le fragranze di prugna e gardenia del suo profumo, Casablanca Lily, la chioma bionda legata, e mi siedo vicino a lei», si sdilinque Sigfrido. E la sua compagna di avventure, in una delle loro tante scorribande, esclama: «Stare insieme a te è come vivere in un film. Non ci si annoia mai. Non si ha mai un momento di pace. Ma mi elettrizza. Promettimi che sarà sempre così. Mi sento sempre in fuga con te, con la sensazione che non ci prenderanno mai, perché nessuno riuscirà mai a entrare nella tua mente prima del tuo agire».

Nella sua autobiografia, Ranucci ci offre qualche informazione in più sulla sua Bond girl: «Lavinia l’avevo conosciuta nell’estate del 2016: si occupava della comunicazione di un pezzo grosso dell’industria italiana e avrebbe voluto che intervistassi il suo datore di lavoro. In quell’occasione si era seduta davanti a me a un tavolo di un bar, seminascosta da un bicchiere di spritz». E fu subito colpo di fulmine («Era talmente bella, con un sorriso solare e occhioni enormi che sprizzavano sagacia, che mi imbarazzava»).

La donna «era dotata di qualità e competenze tecnologiche molto raffinate e aveva contatti inconfessabili con apparati del deep state. Si trasformò in una straordinaria bodyguard delle mie fragilità. Fu provvidenziale nel salvarmi dai colpi bassi e dalle trappole che alcuni esponenti politici e investigatori infedeli stavano preparando».

Per un periodo Lavinia, a causa del suo lavoro, prima di conoscere Ranucci, avrebbe intessuto rapporti con i «nemici» politici di Ranucci e, successivamente, avrebbe messo in guardia Sigfrido da quelle stesse persone.

Nel libro Lavinia dice: «Devo confessarti una situazione. Avrei voluto parlartene di persona in questi mesi, ma non ho mai avuto il coraggio. È tardi, ma è importante che tu sappia. Io, prima di incontrarti, ho frequentato per anni i politici che ti stanno attaccando. Sanno che ora ti sono vicina. Mi hanno chiesto informazioni su di te, e mi hanno chiesto di abbandonarti perché stanno per far uscire delle cose brutte su di te, mi hanno mandato un messaggio stamattina. Qualcuno ha fatto dossieraggio su di te, e oggi in Commissione di vigilanza ti copriranno di fango».

Si tratta di accuse, mai confermate di «bullismo sessuale».

Lavinia, a questo punto, avrebbe ammesso: «È solo grazie a te che ho capito quanto fango c’è in quel mondo che ho frequentato, e che – devo dirti la verità – mi divertiva. Vedevo solo la loro potenza, e pensavo fosse frutto di una loro superiorità. Ho scoperto grazie a te che vivono di sotterfugi, di protezioni a matrioske, uno protegge l’altro che significa anche proteggersi a vicenda, prestandosi anche a gettare merda sugli altri se si sentono attaccati. Ho vissuto come una cieca. Convinta che loro fossero la luce».

Lavinia sarebbe stata al corrente di un progetto per rimuovere Ranucci dalla conduzione di Report, e avrebbe scoperto chi fossero gli autori della lettera anonima presentata in Commissione di vigilanza Rai contro il conduttore. «A ottobre 2022 avevano anche agganciato il direttore di un quotidiano, offrendogli la guida editoriale di Report. Ti volevano smerdare per poterti uccidere», avrebbe detto la donna.

Ma Lavinia assomiglia a un’altra donna, il cui nome inizia con la stessa lettera: L., che è stata attenzionata nell’inchiesta per l’amicizia con Ranucci e con il faccendiere Valter Lavitola, considerato dalla Procura di Roma il mandante della bomba.

Sul suo rapporto con L., Lavitola ha provato a buttarla in caciara: «Ci può essere pure un’altra pista: che io e lei eravamo amanti e abbiamo deciso di uccidere Sigfrido». Poi si era fatto un po’ più serio e ci aveva detto: «Se fosse venuto fuori che è stata la nostra amica avrei detto che era impazzita completamente, che aveva dato i numeri al Lotto, ma avrei ritenuto questa pista assai più credibile delle altre». Lavitola, l’«amico fraterno» di Ranucci, sembra avere un conto in sospeso con la donna: «È una brava ragazza, però perde il controllo, anche in pubblico, non è più padrona di quello che fa». Per questo, per Lavitola la dama bionda non può essere del tutto esclusa dal novero dei sospettati: «Se fossero stati 100 fuochi d’artificio dentro a un foglio di carta, anziché nitroglicerina, non mi sarei meravigliato più di tanto se a metterli fosse stata lei».

Ranucci aveva cercato di dissuaderci dal battere la «pista sentimentale» seguita all’inizio dell’inchiesta dai magistrati: «Fare una pagina su questa storia è ridicolo. Su una pista inesistente. Questa storia della pista passionale è una cazzata. Te lo giuro. Poi sei libero di credermi o meno».

All’inizio i magistrati avevano acceso i riflettori sul rapporto di L. con Ranucci e sui loro presunti litigi.

Ma poi, ne è convinto il conduttore, la pista aveva perso centralità.

Sui social l’amica ha mostrato il suo lato protettivo.

Sotto un post di Ranucci del giugno 2025 che dava conto degli ottimi risultati di Report, ha scritto: «Nonostante gli ascolti, hanno deciso di togliere quattro puntate. In conferenza stampa l’ad Rossi ha dichiarato che la decisione di tagliare le puntate di Report è stata il frutto di un’attenta analisi di marketing. A questo punto vorrei chiedere all’ad quali siano i dati e i numeri a cui fanno riferimento per prendere certe decisioni. […] Qualcosa non torna, e fortunatamente la matematica non è un’opinione!».

L. è stata per quasi sette anni executive assistant del segretario generale di una federazione di settore della Cisl. Tra le mansioni della donna c’era anche la gestione dei rapporti con i media. Il padre, storico sindacalista, ha definito Ranucci «un caro amico», mentre il vecchio capo di L. dentro alla Cisl è stato accusato su vari blog di essere la fonte di un’inchiesta a puntate di Report intitolata gli «Insindacabili», incentrata su compensi, rimborsi e liquidazioni dei dirigenti della confederazione.

L. successivamente ha iniziato a collaborare con Fincantieri, il colosso pubblico della cantieristica che ha dato importanti commesse al cantiere Vittoria di Adria (Rovigo), struttura al centro di una controversa inchiesta di Report. Ma, per il suo incarico nel settore delle Risorse umane, la donna non avrebbe avuto un ruolo nel confezionamento del servizio che, secondo Ranucci, sarebbe il vero movente dell’attentato ai suoi danni.

Da non perdere

Inchieste

Ranucci adesso piange sul fango versato

La redazione del programma di approfondimento lancia l’allarme e dice di essere sotto pesante attacco. Ma ad esporla è stato lo stesso conduttore quando ha iniziato a frequentare Lavitola, facendolo perfino entrare negli studi della Rai