Spunta un trust nascosto di Sala: accertamenti di Procura e Gdf
Al centro l sindaco di Milano Beppe Sala (Ansa)

La trasparenza dovrebbe essere un esercizio abbastanza semplice: dichiarare ciò che può interessare i cittadini. Negli anni trascorsi fra Expo 2015 e Palazzo Marino, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha invece mostrato una singolare inclinazione per la trasparenza differita. I fatti vengono spesso confermati, ma soltanto dopo.

L’ultimo caso nasce dagli accertamenti della Procura di Milano e della Guardia di finanza sulle consulenze pagate da Engineering a Finalter, società partecipata per il 20 per cento dal Trust Inter riconducibile al sindaco. Gli investigatori stanno verificando fatture, contratti ed effettività delle prestazioni. Secondo il Corriere, l’inchiesta è iscritta a modello 21 e riguarda persone già registrate come indagate, i cui nomi non sono indicati. La storia ha radici lontane. Comincia con Pietro Galli, amico del sindaco, già responsabile di vendite, biglietti e sponsorizzazioni di Expo 2015 e ora nel cda di Atm. Quando si presentò al grande pubblico, nel suo curriculum dichiarava di non avere cause d’incompatibilità, senza citare una condanna definitiva a due anni per bancarotta fraudolenta. Compariva come «Piero»: con quel nome il primo controllo del casellario non restituì precedenti; cercando «Pietro», l’Anac trovò la sentenza. Non è provato che la variazione fosse intenzionale, ma contribuì a impedire che la condanna emergesse, come ricordato nel libro Scacchiera Expo di Lorenzo Bagnoli e Luca Rinaldi. L’incarico restava consentito, perché la bancarotta non rientrava fra i reati ostativi. L’Autorità segnalò anche un possibile conflitto: Galli proveniva da Bain & Company, che aveva contribuito al piano economico di Expo, ed era quindi passato dalla società consulente all’ente consigliato. Sala, informato della condanna, gli confermò la fiducia. Il 23 dicembre 2015, mentre Sala era ancora commissario e ad dell’Esposizione, nacque Finalter, società di consulenza. Sala sottoscrisse il 20% del capitale. Il restante 80% era detenuto da Cinque G, società riconducibile a moglie e figlia di Pietro Galli. Con la candidatura a sindaco trasferì la quota nel Trust Inter, di cui risulta ancora titolare del 20%. Il trust non è mai comparso nelle dichiarazioni patrimoniali annuali del sindaco. Sala sostiene di avere seguito l’interpretazione fornita dal segretario generale del Comune. Nella vicenda ricompare il notaio Filippo Zabban, davanti al quale fu costituita Finalter e che Sala nominò successivamente trustee. Zabban ha avuto incarichi collegati al Comune ed è stato scelto da Inter e Milan per il rogito della vendita di San Siro. Lo stesso professionista collega quindi Finalter, il trust del sindaco e una delle più importanti alienazioni immobiliari del Comune. Il punto più delicato riguarda però i rapporti fra Finalter, Engineering e le partecipate milanesi. Il bilancio 2024 di Finalter registra poi 460.000 euro di ricavi da consulenza e attribuisce ai rapporti con Engineering e Uteco un ruolo determinante nei risultati. Engineering avrebbe versato a Finalter quasi 2 milioni complessivi. Finalter avrebbe inoltre investito, attraverso un veicolo lussemburghese, in una quota indiretta della stessa Engineering. Società, quest’ultima, che avrebbe ottenuto contratti dal Comune e da partecipate come Mm e A2A, con Galli allo stesso tempo nei consigli di Finalter, Engineering e di Atm. Va ricordato che anche la pubblicità dei finanziamenti elettorali aveva presentato un problema di trasparenza: nei documenti pubblicati dal Comune i nomi dei donatori risultavano oscurati, come aveva scritto La Verità. Nel 2021 Mirko Paletti, presidente di Società Trading Immobiliari, versò 10.000 euro alla campagna di Sala. Poi si scoprì che una società riconducibile alla sua area aveva acquistato l’ex Scuola Cova di corso Vercelli 22, immobile proveniente dal patrimonio comunale. Nel 2016 emerse che Sala non aveva indicato la casa di Pontresina in Svizzera e alcune partecipazioni. Il procedimento penale fu archiviato e Sala dichiarò di avere regolarmente assolto gli obblighi fiscali. Il consigliere comunale di Fdi, Enrico Marcora, ha chiesto che il sindaco riferisca già domani in aula.

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