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L'intervento dei Vigili del fuoco per domare l'incendio scoppiato a Milano, in via don Giovanni Minzoni, in un capannone (Ansa)

L’incendio che ha devastato il deposito Bartolini nel quartiere Bovisa di Milano riaccende la polemica sulla viabilità del cavalcavia Bacula-Ghisolfa. Secondo Samuele Piscina, consigliere comunale e segretario milanese della Lega, nella sera di mercoledì alcuni mezzi dei Vigili del Fuoco diretti verso via Don Giovanni Minzoni sarebbero rimasti imbottigliati nel traffico provocato dal restringimento della carreggiata per i lavori della nuova pista ciclabile.

Piscina parla di circa 20 minuti necessari per superare un tratto normalmente percorribile in pochi minuti e chiede che la viabilità dei mezzi di emergenza abbia la precedenza sulle scelte urbanistiche dell’amministrazione Sala.

Un punto, però, deve essere subito chiarito: i Vigili del Fuoco hanno operato con grande professionalità e rapidità. Le prime squadre partite dal distaccamento cittadino di via Sardegna e via Messina hanno comunque raggiunto il deposito in meno di 12 minuti, riuscendo a impostare immediatamente le operazioni di contenimento. Nel corso della notte il dispositivo è salito a circa 50 uomini, provenienti anche dal Comando di Monza, con sei autopompe, quattro autobotti, tre autoscale, droni e mezzi per gli interventi in quota. Nessuno è rimasto ferito o intossicato.

La polemica sollevata da Piscina non nasce nel vuoto. Il cavalcavia Bacula è da settimane al centro di forti criticità. I lavori per realizzare due percorsi ciclabili protetti hanno ristretto la carreggiata di una delle principali direttrici utilizzate per attraversare i binari ferroviari. Già il mese scorso i residenti della zona segnalavano code superiori alla mezz’ora per appena 350 metri. Un autista della Croce Viola aveva denunciato di avere impiegato un quarto d’ora per percorrere 200 metri e aveva quel passaggio particolarmente problematico per gli interventi urgenti. Il Comune aveva risposto parlando di disagi temporanei legati al cantiere.

Del resto negli anni delle giunte Sala non è stato l’unico episodio. Nell’ottobre 2023 un’ambulanza con sirene e lampeggianti accesi fu filmata nel traffico di corso Monforte, dove erano in corso i lavori per la nuova ciclabile: impiegò circa tre minuti per percorrere 700 metri. Nello stesso periodo altri mezzi di soccorso incontrarono difficoltà in corso Buenos Aires, dopo la posa dei cordoli di protezione della pista. A dicembre, durante il soccorso a un uomo colpito da malore, ambulanza e automedica avrebbero faticato ad avanzare perché le auto incolonnate non riuscivano a creare un corridoio. In via Sacchini, infine, un’ambulanza non riuscì ad accedere normalmente alla strada trasformata in area pedonale, episodio sul quale Fratelli d’Italia presentò un esposto.

Intanto proseguono gli accertamenti sul rogo della Bartolini. Dopo una notte di lavoro, l’incendio è stato domato e il pericolo cessato. Le fiamme sarebbero partite da un pacco caricato su un camion destinato a Torino, ora sequestrato. Un dipendente avrebbe visto uscire del fumo dalla merce stipata prima della rapidissima propagazione dell’incendio. La Procura dovrà convalidare il sequestro e aprire un fascicolo; insieme ai Vigili del Fuoco indaga anche la Digos, per verificare l’eventuale presenza di sostanze acceleranti e stabilire se il rogo sia stato accidentale, colposo o doloso.

Il magazziniere Sonny Salac ha tentato di spegnere le fiamme e poi ha fatto evacuare il personale, mentre due operai hanno sganciato diversi rimorchi, limitando i danni. Il comandante provinciale Mauro Caciolai ne ha pubblicamente elogiato il coraggio.

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