Visto che in Romania le è riuscito di far annullare le elezioni perché a Bruxelles non piacevano i risultati, stavolta la maggioranza Ursula si prepara in anticipo e cerca di tagliare i viveri a quelli che potrebbero essere gli oppositori al dogma europeo, in particolare in Germania e in Italia. Tentano di colpire Roberto Vannacci, che però un risultato politico lo porta a casa: spacca il centrodestra e la maggioranza di governo in Italia.
A Strasburgo hanno infatti deciso, in nome di vaghissimi valori europei, di mettere sotto indagine il partito Esn (Europa delle nazioni sovrane) al fine anche di tagliare i finanziamenti al gruppo parlamentare, che però è cosa diversa dal partito a cui aderisce Futuro nazionale dell’eurodeputato Vannacci.
La mannaia europea peraltro si abbatte anche su altri gruppi politici estranei alla maggioranza Ursula. La Procura europea ha ordinato perquisizioni in Italia, Francia Spagna e Belgio perché si sospetta che il gruppo Identità e democrazia (Id), ora sciolto e sostituito dopo le elezioni del 2024 da Patriots ed Esn, di cui facevano parte Lega, Rassemblement national e Afd, si sia intascato 4,3 milioni. A maggior ragione ieri il plenum dell’Eurocamera ha votato a scrutinio segreto la proposta partita dai socialisti di sottoporre a verifica se «Esn rispetti le condizioni di registrazione e finanziamento stabilite dal regolamento sullo statuto». A condurre l’indagine sarà la Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni (Appf), che ha inviato al Parlamento un corposo dossier sulle malefatte (presunte) di Esn. Tra le «mostruosità» attribuite a questo gruppo – vi aderiscono Alternative für Deutschland, Futuro nazionale, gli spagnoli di Salf, formazioni di tutto l’Est e Reconquête francese – ci sono il negazionismo della Shoah, richieste di remigrazione totale, oblio del nazismo. Perciò i socialisti europei hanno promosso la procedura di cui il voto del Parlamento costituisce solo l’avvio, approvato con 414 voti favorevoli (Ppe, Renew, Pse) 224 contrari (Ecr a cui appartiene Fratelli d’Italia e Patriots con la Lega) e 18 astensioni.
A Strasburgo Roberto Vannacci ha spaccato il centrodestra. Forza Italia esulta insieme al Pd impersonato dall’onorevole Alessandro Zan. Dicono i forzisti: «Non contamineremo mai i nostri valori con quelli dell’estremismo radicale neonazista. La difesa dei valori della libertà non è negoziabile». E aggiunge l’esponente del Pd: «I soldi europei non possono finire nelle casse di organizzazioni neofasciste che attaccano l’uguaglianza e i diritti umani». Esn replica: «Questi hanno un concetto ben strano della democrazia, noi avremmo votato contro anche se l’indagine avesse riguardato un partito di estrema sinistra, perché il confronto si fa sulle idee, non sui finanziamenti».
Ma in Europa e in Italia vanno di moda i «green pass» ideologici: da patentini antifascisti a quelli ambientali. Ah, sia detto per inciso, l’Europa non ha mai votato una Costituzione. Si accontenta di un generico elenco all’articolo 2 del trattato che recita: «L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati in una società caratterizzata dal pluralismo […] e dalla parità tra donne e uomini». Ops, e gli Lgbtq+ che non voglio essere né donne né uomini? Bisogna stare sul generico, anzi sul generale. Vannacci escluso, però!
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