Per Mario Roggero, il gioielliere settantaduenne di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, condannato in via definitiva dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori e per il ferimento di un terzo, non si prospetta solo una lunga permanenza in carcere, ma anche una serie di risarcimenti che si annuncia faraonica. E che di fatto diventa una condanna a vita anche per tutta la sua famiglia.
Solo di provvisionali, il gioielliere dovrà pagare alle 15 parti civili, l’impressionante cifra 780.000 euro. Complessivamente la somma chiesta a Roggero arriva a 3,3 milioni di euro, ma a stabilire la fondatezza di quelle rivendicazioni dovrà essere, adesso che è arrivata la condanna definitiva, un giudizio civile, che valuterà ogni singola posizione. Dopo la sentenza di primo grado di dicembre 2023, nel maggio del 2024, i due immobili di proprietà di Roggero erano stati sottoposti a sequestro conservativo, disposto sulla base della provvisionale. E con l’esecutività del pronunciamento sulle questioni civilistiche il sequestro conservativo si è convertito in pignoramento immobiliare.
Il gioielliere ha già versato 300.000 euro (recuperati vendendo altri immobili), quindi attualmente devono essere corrisposti altri 480.000 euro, oltre alle spese legali, che ammontano ad almeno 88.000 euro.
Richieste risarcitorie alle quali Roggero e la sua famiglia non sono in grado di poter far fronte, tanto da aver lanciato, nei mesi scorsi, una raccolta di fondi.
Alla «figlia di fatto» di Andrea Spinelli, uno dei rapinatori uccisi, le toghe del Tribunale di Asti hanno riconosciuto una provvisionale di 20.000 euro, a fronte di una richiesta di 245.000 euro, la stessa cifra rivendicata dalla madre dell’uomo, che ha però ottenuto un «acconto» di 30.000 euro.
Il «padre di fatto» del rapinatore ucciso (rappresentato da un diverso avvocato dello stesso studio legale che assiste gli altri congiunti) ha chiesto anche lui 245.000 euro, per i quali ha ottenuto una provvisionale di 20.000. La convivente di Spinelli ha diritto a una provvisionale di 60.000 euro, calcolati su una richiesta di 323.000 euro, mentre al fratello e alla sorella dell’uomo, che hanno rispettivamente chiesto 124.000 e 137.000 euro, sono andati 20.000 euro a testa.
Singolari le motivazioni con cui i legali dei familiari del rapinatore ucciso hanno chiesto il risarcimento: «Nel caso di specie la sofferenza delle parti civili è particolarmente intensa, in quanto le immagini della morte del loro congiunto sono state riprese dalle telecamere e danno atto di un omicidio volontario caratterizzato da particolare violenza, rappresentata anche da ripetuti calci al volto della vittima accasciata a terra e già colpita mortalmente al cuore, sofferenza ulteriormente ampliata dalla risonanza mediatica che ha avuto la vicenda».
I fatti che hanno portato alla condanna del gioielliere risalgono al 28 aprile 2021, quando Roggero subì una rapina a mano armata all’interno del suo negozio. Tre banditi, armati di pistola (poi risultata finta) e coltello si fecero irruzione nell’attività, terrorizzando il commerciante, sua figlia e la moglie. Secondo le dichiarazioni rilasciate nel corso del processo dal gioielliere, l’arma gli fu puntata in faccia ripetutamente, per costringerlo a consegnare il contenuto della cassaforte, mentre la moglie fu colpita duramente al volto. Convinto di essere in imminente pericolo di vita e affermando di voler proteggere sé stesso e la famiglia, dopo un’iniziale colluttazione all’interno del negozio, Roggero reagì sparando ai rapinatori in fuga dalla gioielleria con una pistola legalmente detenuta.
A portare alla condanna del commerciante è stato proprio il conflitto a fuoco che si tenne all’esterno della gioielleria. Mentre tre i rapinatori cercavano di fuggire in auto con il bottino, Roggero li inseguì sparando in rapida successione quattro colpi di pistola. Il bilancio di quell’episodio fu tragico: due banditi, Giuseppe Mazzarino e Spinelli rimasero uccisi. Un terzo complice, Alessandro Modica, ferito a una gamba, patteggiò successivamente una condanna a 4 anni e 10 mesi di reclusione per la tentata rapina alla gioielleria. Ma questo non gli ha impedito di rivendicare un risarcimento di 214.886 euro, che con la «personalizzazione massima» potrebbe arrivare a 250.000 euro. Nella richiesta i legali dell’uomo, (che era riuscito a fuggire dal luogo della tentata rapina per poi essere arrestato qualche ora dopo) affermano che Roggero «esplodendo non uno, ma ben due colpi di arma da fuoco nella direzione del Modica ha per ben due volte attentato alla sua vita». Tra le varie voci che quantificano il danno, spicca quello del danno biologico di 140.000 euro, legato a un’invalidità permanente del 35%, la cui esatta origine non è però specificata nel documento. A Modica i giudici hanno riconosciuto una provvisionale da 10.000 euro a fronte degli 80.000 richiesti.
Il paradosso è che Roggero sarà di fatto l’ultimo condannato per una vicenda simile a dover risarcire quelle che per la legge sono le sue vittime.
Il nuovo decreto sicurezza, approvato tre giorni fa, introduce infatti una norma che prevede che chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non potrà più chiedere un risarcimento in sede civile, indipendentemente dalle eventuali responsabilità penali di chi si è difeso da un’aggressione, da un furto o da una rapina.
Una norma che sembra scritta pensando proprio al caso di Roggero, che però non ne potrà usufruire.
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