Il Garante per i minorenni che applaudiva Bibbiano era stato nominato dal Pd
  • Malgrado le segnalazioni, l’autorità regionale per l’infanzia, Maria Clede Garavini, sosteneva il sistema Val d’Enza. Forse perché organica alla sinistra e amica di Claudio Foti.
  • I ministri dell’Interno e della Famiglia, Matteo Salvini e Alessandro Locatelli, siglano un documento comune per la tutela dei minori. In Friuli passa l’emendamento per la videoregistrazione dei colloqui. E il Pd si astiene…

Lo speciale contiene due articoli

Quando è esploso il caso Bibbiano, il Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Emilia Romagna, Maria Clede Garavini, ha immediatamente difeso il sistema regionale di gestione dei minori. «Se i “fatti” venissero verificati», ha dichiarato alla stampa, «le prime vittime sarebbero i bambini, lesi nei loro diritti fondamentali e, nello specifico, ad avere una crescita sana all’interno del loro ambiente di appartenenza. Sarebbero vittime le famiglie lacerate nelle relazioni, nella identità, violate nelle specifiche funzioni. Sarebbero parte offesa anche i numerosi servizi e professionisti che svolgono con impegno e rigore le loro funzioni di protezione, di cura dei bambini e degli adolescenti. E anche noi rappresentanti dei diritti, la Regione e la comunità tutta».

A suo dire, il «funzionamento complessivo» dei servizi sociali dell’Emilia Romagna «è di qualità, solido, sostenuto da percorsi formativi e da un aggiornamento costanti. I professionisti, nel loro operato, seguono metodologie e tecniche studiate, sperimentate, e hanno un confronto interdisciplinare costante. Esiste nel nostro territorio una cultura organizzativa e professionale consolidata e i “fatti”, così come sono rappresentati, sono lontani dalle modalità gestionali e operative comunemente praticate, per questo sono stupita e disorientata da quanto si legge e si ascolta».

A quanto pare, però, il Garante non era del tutto ignaro che qualcosa, a Bibbiano e dintorni, non stesse andando per il verso giusto. È stata l’agenzia Ansa a spiegare che, «quando nei mesi scorsi i carabinieri di Reggio Emilia iniziarono a indagare, acquisendo atti negli uffici pubblici, la dirigente dei servizi sociali della Val d’Enza, Federica Anghinolfi, si rivolse al Garante regionale per l’infanzia per bloccare l’inchiesta, dicendo che l’attività dei militari stava di fatto intralciando i procedimenti sui minori». La Anghinolfi, una delle protagoniste principali dell’inchiesta, indagata e ai domiciliari, cercò di fare pressioni per cavarsi dagli impicci. A contattare il Garante, tuttavia, furono anche alcuni genitori a cui erano stati tolti i figli. Chiesero un aiuto, e il Garante si rivolse ai servizi della Val d’Enza onde ottenere una dettagliata relazione sulle varie situazioni. Dopo tutto, questo è il compito del Garante: vigilare sul corretto funzionamento del sistema di gestione dei minorenni.

In effetti, già nel 2015, l’allora Garante Luigi Fadiga aveva notato che in Val d’Enza si registrava un numero enorme di casi di maltrattamento su minori. Ma la faccenda fu liquidata senza particolare preoccupazione: si pensò che il numero di casi di abuso segnalati fosse un titolo di merito dei servizi sociali locali, che erano riusciti a far emergere vicende che altrimenti sarebbero passate sotto silenzio.

Nel 2016, Fadiga fu sostituito dalla Garavini. Come si apprende dalla stampa dell’epoca, a proporla per l’incarico fu Giuseppe Paruolo del Partito democratico, che la presentò con entusiasmo: «Un curriculum di assoluto valore, una proposta di eccellenza, orientata a quelle che sono le materie di competenza dell’organo di garanzia. Una professionista con una lunga esperienza, persona attiva e proattiva che potrà svolgere con tutta l’energia questo ruolo».

Purtroppo, sembra proprio che l’energia sia venuta meno quando si è trattato di verificare l’operato degli assistenti sociali di Bibbiano e dintorni. Anzi, a dire il vero la Garavini ha avuto modo di approfondire ciò che avveniva in Val d’Enza, ma le conclusioni che ne ha tratto sono diverse da quelle che ci si potrebbe aspettare.

Nel giugno del 2017, infatti, la Garavini ricevette a Bologna i responsabili del centro La Cura di Bibbiano, uno dei luoghi simbolo dell’inchiesta «Angeli e demoni». Dopo l’incontro fece esibizione di entusiasmo: «Da oggi», disse, «c’è uno spazio costruito a misura di bambino, in grado di accogliere e prendersi cura dei troppi minori che hanno bisogno di un sostegno specialistico per guarire dalle ferite e dalle violenze da cui sono stati segnati».

Il Garante spiegò che l’incontro con i bibbianesi le aveva «permesso di riflettere assieme ai rappresentanti del centro sulle risposte che la comunità della Val d’Enza e in particolare le istituzioni e le associazioni stanno fornendo alle famiglie che presentano difficoltà nelle relazioni, nell’accudimento e nell’educazione dei figli: i minori d’età in queste situazioni possono essere esposti anche a traumi più o meno complessi che incidono nell’evoluzione, determinando anche disturbi significativi e vissuti dolorosi».

Non è tutto. La Garavini spese parole d’elogio per il centro La Cura, «rappresentato da professionisti di più servizi, è impegnato in programmi articolati che prevedono la valutazione e interventi specialistici e di cura, con il supporto, nella formazione e supervisione, del Centro studi Hansel e Gretel di Torino». Addirittura – come riporta proprio il sito del centro Hansel e Gretel, il Garante arrivò a ipotizzare future collaborazioni.

Di sicuro c’è che, nell’ottobre del 2018, la Garavini ha partecipato a un bel convegno celebrativo del progetto La Cura promosso dalla Regione Emilia Romagna, prodotto da Sinonimia (la casa di produzione dell’indagata Fadia Bassmaji) e animato da quasi tutte le persone coinvolte in «Angeli e demoni», da Federica Anghinolfi a Claudio Foti. A quanto sembra, insomma, la Garavini aveva ottimi rapporti con il gruppo della Val d’Enza e pure con il centro Hansel e Gretel. Chissà, forse è proprio per questo che non è mai andata in fondo alla questione degli abusi in eccesso di Bibbiano…

Francesco Borgonovo

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