{{ subpage.title }}

True

I veri trionfatori di Sanremo ve li raccontiamo noi: Amadeus se la cava, Ferro no

I veri trionfatori di Sanremo ve li raccontiamo noi: Amadeus se la cava, Ferro no
Ansa
Il pagellone: la reunion dei Ricchi e poveri funziona, Francesco Gabbani sempre bravo, Achille Lauro «finto», la rissa Morgan-Bugo al limite dell'autolesionismo.
Continua a leggere Riduci
Chi sostiene il No difende una reliquia fascista
Benito Mussolini con Dino Grandi, ministro della Giustizia e autore dell'«Ordinamento Grandi» che nel 1941 stabilì l'unificazione delle carriere dei magistrati. (Getty Images)
La non separazione delle carriere è un’invenzione del 1941, sopravvissuta al regime e passata alla Repubblica. Quanti la propugnano come «baluardo democratico» stanno abbracciando un retaggio di autoritarismo. Infischiandosene della responsabilità delle toghe.

Il dottor Nicola Gratteri ha fatto una terrificante lista dei votanti Sì al prossimo referendum sulla riforma Nordio: inquisiti, rei mafiosi, massoni, Willy il coyote, lo sceriffo di Nottingham. La signora Elena Schlein in arte Elly ha sottolineato che Casapound vota Sì, quindi alla lista dei reprobi che votano Sì si è aggiunto il fascismo.

Continua a leggere Riduci
Il leader del fronte antiriforma dà dei cessi ai «sanitari per il Sì»
Giovanni Bachelet (Imagoeconomica). Nel riquadro, il post in cui dà dei cessi a chi voterà Sì
Giovanni Bachelet la fa fuori dal vaso. Deliri all’incontro pubblicizzato dalla Diocesi di Milano.

Svolta trash per i maggiorenti del fronte contrario alla riforma della giustizia: per schernire il neonato comitato dei sanitari per il Sì, Giovanni Bachelet, presidente del Comitato società civile per il No ed ex deputato Pd, ha pensato bene di accomunarlo alla foto di un wc (e di un bidet). Si dice che quando si è a corto di argomenti, il «bene-rifugio» sia l’insulto gratuito. E dare sostanzialmente dei «cessi» agli avversari politici e di pensiero non può essere altrimenti catalogato se non come insulto.

Continua a leggere Riduci

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, nelle comunicazioni alla Camera sulla guerra in Iran: «Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro, ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e antibalistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato».

«Avevamo 2.576 persone nell'area interessata dalla crisi in Medio Oriente prima che iniziasse il conflitto e, per effetto di questa situazione, nei giorni scorsi abbiamo preso altre misure: in Kuwait è in atto un movimento di 239 militari verso l'Arabia Saudita: dei 321 ne rimarranno 82. In Qatar 7 dei 10 militari stanno raggiungendo l'Arabia Saudita. In Bahrein, dove abbiamo 5 militari, stiamo ritirando il personale. In Libano stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con personale navale per eventuali evacuazioni».

content.jwplatform.com

Il ministro degli Esteri alla Camera: «L’Italia mantiene aperti i canali con l’Iran e invierà supporto alla difesa aerea dei partner del Golfo, pur ribadendo il no a armi nucleari e missili per Teheran». Con queste parole Antonio Tajani ha sottolineato l’impegno italiano per evitare l’allargamento del conflitto e ha invitato le forze politiche a unità e moderazione in un momento così delicato, condividendo con il Parlamento la scelta di sostenere la difesa dei Paesi del Golfo.



Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy