Le società tecnologiche volano: spicca Nvidia, specializzata nelle schede grafiche, che schizza del 193% L’esperto di Gamma capital markets: «Ancora sottovalutate la aziende cinesi come Alibaba e Baidu».

Da inizio anno è il Nasdaq ad aver trascinato al rialzo la Borsa americana e l’indice mondiale. Ma se si guarda in profondità son in particolare soprattutto sette titoli ad aver guidato le danze, mettendo a segno un rialzo a inizio giugno del 53%. I «magnifici 7» sono stati Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla. Gli altri 493 titoli del paniere S&P 500 sono rimasti fermi con una variazione quasi nulla. La loro ascesa ha ampiamente contribuito alla performance di Wall Street. Il Nasdaq 100 ha registrato il miglior primo semestre della storia tra gennaio e fine giugno di quest’anno, con guadagni di quasi il 40%, di cui quasi quattro quinti dovuti ai suoi sette campioni.

In particolare, il grande vincitore è stato lo specialista di schede grafiche Nvidia. Si tratta del numero uno tra i titoli con il più forte aumento del prezzo delle azioni (+193%), grazie al boom dell’intelligenza artificiale. Gli altri «magnifici sette», in riferimento alla loro performance da inizio anno, sono: Apple (+49%), Microsoft (+45%), Alphabet (ex Google, +35%), Amazon (+55%), Tesla (+113%) e Meta (+151%).

Molto bene, poi, si è comportato anche il gigante del software Adobe (+50% da inizio anno) che sta cavalcando ottimamente questa fase e la nuova era dell’intelligenza artificiale generativa. «È una società che, come azienda di consulenza finanziaria indipendente, seguiamo in particolare all’interno di un portafoglio dedicato a selezionare le migliori delle 100 aziende di maggiore capitalizzazione al mondo», spiega Salvatore Gaziano, direttore investimenti di Soldiexpert scf.

L’ascesa di questi titoli è così importante che la società che gestisce il Nasdaq 100 è stata costretta a rivedere in via eccezionale le ponderazioni dell’indice. Obiettivo: ridurre il peso dei colossi tecnologici, diventati troppo egemonici all’interno dell’indice. Concretamente, le sette maggiori società dell’indice Nasdaq 100 vedranno diminuire il loro peso nell’indice, passando dal 56% totale al 44%, a favore degli altri 93 membri. Naturalmente questo movimento avrà un impatto in questa settimana nei portafogli di molti fondi d’investimento attivi e passivi che vorranno adeguarsi ai nuovi pesi.

«Siamo molto ottimisti nei confronti delle mega cap tecnologiche, in parte per le revisioni al ribasso degli utili subite l’anno scorso che, di conseguenza, hanno abbassato le valutazioni», dice Robert Milano, senior investment strategist di AllianceBernstein. «Accanto a tutti i vantaggi portati dall’Ai, quest’anno anche i ricavi sono migliorati: stiamo iniziando a vedere una migliore gestione dei costi, e le valutazioni sembrano abbastanza ragionevoli da questo punto di vista».

Inoltre, oltre alle big tech americane, aggiunge Carlo De Luca, responsabile risparmio gestito di Gamma capital markets, «a questa selezione occorre aggiungere alcuni titoli cinesi come Alibaba, Baidu e Tencent che, rispetto ai loro equivalenti tecnologici americani, sono ancora sottovalutati (circa un decimo) e noi riteniamo che questo gap alla lunga si andrà a ridurre».

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