• Problemi online per depositare le pratiche del condono dell’ex Equitalia. Giornata di stop anche per l’altro software gestito da Sogei, che lo scorso anno ha bucato pure le scadenze dello spesometro.
  • Lo storytelling renziano mostra le sue crepe anche in questo campo: doveva essere «facile» redigere il 730 precompilato, invece il rischio di multe salate è dietro l’angolo.

Lo speciale contiene due articoli.

Periodicamente accade. Stavolta sono il sito e l’app dell’Agenzia delle entrate a finire in tilt per un’intera giornata, quella di ieri. La penultima utile per chiedere la rottamazione delle cartelle.

La protesta inizia a montare sui social nel week end. Da Twitter a Facebook, cittadini e professionisti, capeggiati dai dottori commercialisti, hanno denunciato l’impossibilità di utilizzare il sito che va a singhiozzo e l’app dell’Agenzia delle entrate e riscossione per inviare le istanze di adesione in via telematica. E anche agli sportelli la situazione non va meglio, con file fin dall’alba nelle principali città italiane.

L’associazione nazionale dei commercialisti (Adc) ha pubblicato su facebook un avviso ai propri iscritti: «Il sito dell’Agenzia della riscossione risulta inaccessibile. Solo pochi giorni fa Adc aveva denunciato in un comunicato quanto gli strumenti tecnologici con cui i commercialisti dovrebbero adempiere alle prestazioni (gratuite) che ci vengono richieste dallo stato spesso funzionino poco e male o siano complicate da usare».

L’operazione rottamazione bis dovrebbe portare poco meno di due miliardi di euro nelle casse dello Stato nel prossimo biennio, quindi le domande che non vanno in porto per problemi tecnici potrebbero procurare non pochi problemi di gettito.

Sempre nel pomeriggio di ieri è arrivata la richiesta di rinvio tecnico della scadenza da parte del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili con un comunicato stampa in cui chiede al renziano presidente dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, Ernesto Maria Ruffini, di «prendere in considerazione l’ipotesi di un rinvio tecnico dei termini per la rottamazione bis». Si tratta di una «situazione dovuta, molto probabilmente, a un effetto imbuto legato all’approssimarsi della scadenza, che non agevola l’adesione alla seconda sanatoria delle cartelle esattoriali», spiegano alcuni commercialisti. «Nei giorni scorsi, avevamo già segnalato problemi sulle comunicazioni sui ruoli, in molti casi non consegnate ai destinatari», ricordano. «Alla luce di queste problematiche», conclude il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, «è forse opportuno prendere in considerazione l’ipotesi di un rinvio tecnico dei termini per la rottamazione bis».

Al momento da parte dell’Agenzia non è arrivato alcun feedback. Anzi, a quanto risulta alla Verità, la rottamazione online è finita ieri sera a mezzanotte, mentre la giornata odierne è valida solo per le pratiche fisiche, quindi direttamente agli sportelli.

È dunque l’ennesimo imbarazzo digitale per la nuova Agenzia che a detta di Matteo Renzi doveva essere il fiore all’occhiello nonché emblema del rapporto tra pubblica amministrazione e cittadino. «Basterà un sms», ha ripetuto più volte l’ex premier. Invece quando si arriva al redde rationem i sistemi gestiti da Sogei non sembrano all’altezza.

Esattamente come non lo erano stati lo scorso ottobre, quando si rese inevitabile la proroga dello spesometro, dal momento che la piattaforma per inserire le fatture e i corrispettivi, dopo giorni di stop e di bachi nella privacy dei dati dei contribuenti, ha ripreso le sue funzionalità in un paio di settimane dopo la dead line.

Il viceministro all’Economia, Luigi Casero, aveva assicurato «che a tutti saranno dati i tempi per adempiere agli obblighi dello spesometro».

Prima però, per evitare di andare avanti a mini proroghe, il ministero ha preferito attendere che il sistema venisse completamente ripristinato e che da Sogei (la società controllata dal Tesoro che gestisce i sistemi informatici) arrivasse la relazione tecnica chiesta dal ministro per fare chiarezza sul tipo di problema informatico che aveva mandato ko il sistema. Casero, in risposta alle denunce dei commercialisti, aveva ribadito di aver stoppato le sanzioni per i ritardi. «Penso sia questione di ore, un giorno o due, stabiliremo un termine congruo per far sì che ci possa essere l’invio delle fatture», disse all’epoca il vice ministro al question time della Camera. Adesso non c’è nemmeno un governo a cui rivolgersi e l’ipotesi di una proroga sembra molto difficile. Le giustificazioni ufficiali si basano tutte sulle situazione eccezionale. Peccato che la scadenza fosse prevista da mesi. Non solo. Ieri ad andare in crash è stata anche l’anagrafe, anch’essa gestita da Sogei. A Milano e Roma tutte le funzioni per il rilascio della carta d’identità elettronica sono saltate. La stessa cosa era successa a metà marzo e pure a metà gennaio. Ogni volta le motivazioni sono diverse, ma è chiaro che il delegato per la digitalizzazione del Paese, Diego Piacentini, ex Amazon, ha davanti a sé una strada molto lunga e piena di buche.

Claudio Antonelli


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