• Voto venerdì: 200 Comuni potranno mettere una terza rata sulla casa. Meno tagli ai medici, che sciopereranno a gennaio.
  • Ecco l’assegno di inclusione. Già possibile presentare domanda per 737.000 famiglie in condizioni svantaggiate: arriva a 7.500 euro. Ma bisogna fare formazione.

Lo speciale contiene due articoli.

Legge di Bilancio verso l’approvazione definitiva. La commissione Bilancio al Senato ieri ha chiuso i lavori sulla Manovra dando mandato ai relatori, Dario Damiani (FI), Guido Liris (FdI) e Elena Tesor (Lega) di riferire in Aula, dove il provvedimento è atteso per mercoledì 20 dicembre. Il voto in Senato, con la fiducia posta dal governo, secondo la conferenza dei capogruppo, è previsto per il 22 dicembre. Seguirà poi un breve passaggio alla Camera per far ottenere alla legge di Bilancio 2024 il via libero definitivo tra il 27 e il 30 dicembre. Tra le novità presenti negli emendamenti approvati ieri troviamo lo stop definitivo al Superbonus 110%, la revisione delle pensioni per i medici e un possibile arrivo di una terza rata dell’Imu. Nel dettaglio per quanto riguarda il Superbonus, dopo un lungo dibattito interno alla maggioranza, la legge di Bilancio non ospiterà una proroga.

I relatori della Manovra sottolineano però come si potrebbe lavorare ad una norma ad hoc sul Sal straordinario (stato avanzato dei lavori). Al momento la misura risulta essere ancora in fase di valutazione. Altro nodo cruciale è la pensione dei medici. In questo caso il governo ha deciso che non ci saranno tagli alle pensioni di vecchiaia per i medici, gli operatori sanitari, le maestre d’asilo, i dipendenti degli enti locali e gli ufficiali giudiziari. Focus il mondo sanitario è poi stato anche previsto un meccanismo di tutela che, in caso di pensione anticipata, porta ad una decurtazione del trattamento che diminuisce quanto più si ritarda il pensionamento: posticipare le finestre di uscita di un mese, se si maturano i requisiti nel 2025, di 2 mesi se si maturano i requisiti nel 2026, di 4 mesi se si maturano nel 2027 e di 6 a partire dal primo gennaio 2028. Modifiche che secondo il settore non sono sufficienti. Nella giornata di ieri medici, veterinari e sanitari hanno infatti proclamato uno sciopero, che sarà ripetuto a gennaio di 48 ore, quando però la Manovra sarà stata già approvata, senza possibilità di ulteriori modifiche. Sempre in tema di novità c’è l’Imu e il rischio di vederne un aumento. In oltre 200 Comuni, secondo Confedilizia, c’è la possibilità che alla prima rata di giugno e alla seconda di dicembre se ne aggiunga una terza il 29 febbraio 2024 a causa di un emendamento al disegno di legge di Bilancio che concede ulteriore tempo alle amministrazioni locali che non hanno provveduto a trasmettere nei tempi alle Finanze la delibera di approvazione delle aliquote: «Il termine per la pubblicazione delle delibere, ai fini dell’acquisizione della loro efficacia, è fissato al 15 gennaio 2024. Se le nuove aliquote comporteranno una differenza rispetto all’imposta versata al 18 dicembre i contribuenti saranno di nuovo chiamati alla cassa entro il 29 febbraio 2024, senza sanzioni e interessi. Nel caso emerga una differenza negativa il rimborso è invece dovuto secondo le regole ordinarie», precisa il testo. Oltre agli emendamenti approvati ieri, parliamo di una legge di Bilancio di 24 miliardi che ha il suo cuore nel taglio del cuneo fiscale e contributivo per il quale sono stati stanziati ben 10 miliardi di euro.

Per tutto il 2024 è stato confermato il taglio del cuneo fiscale, per i lavoratori che hanno un reddito fino a 35.000 euro di 6 punti percentuale e di sette per i redditi fino a 25.000 euro. Si tratta di una misura che coinvolge circa 14 milioni di cittadini e secondo le stime del governo di un aumento in busta paga di circa 100 euro al mese. La misura deve essere letta insieme alla revisione degli scaglioni Irpef (novità che è arrivata con il primo decreto attuativo della riforma fiscale approvato il 16 ottobre) che prevede l’accorpamento dei primi due scaglioni. E dunque, per i redditi fino a 28.000 l’aliquota fiscale sarà del 23%, dai 28.001 ai 50.000 euro si passerà al 35% e oltre i 50.000 euro si avrà una tassazione del 43%. Il vantaggio maggiore viene dunque concesso ai redditi medio bassi, fino a 28.000, dato che con la precedente suddivisione, l’Irpef era pari al 25%. Con l’attuale modifica l’aliquota si abbassa invece di due punti percentuali. A questo si deve aggiungere il taglio del cuneo fiscale e dunque una busta paga più pesante a fine mese. Meno bene invece per i redditi medio alti dato che, a fronte di un tassazione invariata, hanno meno tax expenditure. Il governo ha infatti introdotto una franchigia di 260 euro per il 2024 per le detrazioni del 19% (escluse le spese mediche).

Sono previste misure di incentivo per chi assume a tempo indeterminato. L’agevolazione maggiore è prevista nel caso in cui l’impresa dovesse assumere soggetti svantaggiati. In generale è prevista una super deduzione sul costo di lavoro per chi assume a tempo indeterminato pari al 120%. Questa è maggiorata al 130% se si assumono mamme, under 30, persone con invalidità e percettori del reddito di cittadinanza. Da ricordare come l’Ace viene abrogata alla luce dell’introduzione delle nuove agevolazioni per le imprese che assumono nuovo personale e delle global minimi tax. Sempre lato aziende ci sono poi altre due misure interessanti. La prima riguarda la revisione dei fringe benefit. Questi sono stati portati a 2.000 euro per i lavoratori con figli e a 1.000 per tutti gli altri. E la seconda i congedi parentali, che sono stati allungati di qualche mese fino al sesto anno di vita del bambino. Infine, è stato previsto per le madri lavoratrici, con almeno due figli, una decontribuzione, fino ai 10 anni del più piccolo, se i figli sono due, e dei 18 anni se sono tre.

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