Oltre tre milioni di euro (per l’esattezza 3.110.961) sono troppi per un concerto, anche se è il concerto di Andrea Bocelli? E soprattutto la regione Friuli Venezia Giulia che ha sopportato per intero il costo ha gestito bene quei soldi? Le procedure sono state trasparenti? Si è svolto tutto correttamente? È stato il modo giusto per onorare i mille morti del terremoto del 1976, cinquant’anni dopo? O molti di quei morti si rivolterebbero nella tomba a sapere cosa avviene nella loro terra di gente onesta e lavoratrice? E soprattutto a vedere come si comporta chi dovrebbe onorare la loro memoria?
L’esposto all’Anac sul concerto di Bocelli
Sono alcune delle domande cui dovrà rispondere presto l’Anac. È pronto infatti un esposto che parte proprio dal Nordest e che chiede all’autorità anticorruzione di indagare sul concerto di Andrea Bocelli del 7 maggio 2026 presso la caserma Goi Pantanali di Gemona del Friuli. Diciamolo subito: il cantante, gloria e lustro italiano, non ha colpe: ha incassato il ricco cachet, come previsto (la fattura per le prestazioni artistiche complessivamente ammonta a 1.250.000, ma a Bocelli direttamente sarebbero andati 760.000 euro) e ha emozionato il pubblico come sa sempre fare lui. Ma su tutto quello che è successo dietro e attorno ci sono un po’ di ombre, e non sono purtroppo ombre de vin.
A cominciare dal fatto che l’organizzazione di tutto l’evento è stata affidata con «procedura negoziata senza pubblicazione di bando» a una società (Fvg Live) il cui titolare è socio (in altre società) e lavora abitualmente con il figlio dell’assessore alla Protezione civile, Riccardo Riccardi. Proprio l’assessore che sta all’origine di tutta l’operazione.
I conti e la proposta di Fvg Live
Ma cominciamo dall’inizio. È il 16 gennaio 2026 quando il Comitato per il cinquantennale del terremoto in Friuli, che appunto è costituito dall’assessore alla Protezione civile, decide di organizzare un concerto. Sceglie la data (il 7 maggio), individua Andrea Bocelli come artista e quantifica la spesa in 3.133.838 euro, quasi esattamente quella che sarà poi la spesa effettiva. A qualcuno già questa somma potrebbe sembrare eccessiva in termini assoluti, dal momento che si decide di spendere 200 euro per ognuno dei 16.000 spettatori del concerto (cifra fuori mercato: se lo organizzasse un privato farebbe un buco…). Ma soprattutto quello che stupisce gli estensori dell’esposto all’Anac è «la coincidenza dell’importo» con la proposta presentata da Fvg Live il 9 marzo 2026, cioè quasi due mesi dopo. Come facevano al Comitato a sapere che la cifra richiesta sarebbe stata proprio quella? Avevano la palla di vetro? Un uccellino suggeritore? Nei successivi decreti si dice che l’importo è stato determinato «in aderenza all’offerta» di Fvg Live. Offerta che, però, al momento della quantificazione della spesa non c’era. Almeno ufficialmente.
L’offerta infatti arriva, come dicevamo, il 9 marzo. Sono tre paginette scarse, un documento piuttosto modesto considerata la rilevanza dell’operazione. «Volevamo proporre un grande evento con un artista italiano di fama internazionale», scrive Fvg Live. Poi si parla della «realizzazione di un’arena da 16.000 spettatori», tribune, pavimentazioni, villaggio temporaneo per camerini e uffici, area catering, servizio audio, video e «luci di alta gamma». Quindi la parte rilevante: «La nostra proposta è onnicomprensiva e la parte tecnica e organizzativa non è né scindibile né negoziabile dalla proposta artistica». Né scindibile né negoziabile, proprio così. Infine il prezzo: 2.568.720 euro più Iva al 22 per cento (565.118) che guarda caso fa esattamente 3.133.838 euro, cioè la cifra stanziata dalla regione due mesi prima che arrivasse la proposta.
La gara chiusa con un giorno di anticipo
A questo punto tutto accelera. Il 10 marzo il decreto della Protezione civile (n. 51) individua la Direzione centrale attività produttive e turismo come soggetto proposto all’organizzazione dell’evento. Il 12 marzo viene pubblicato il decreto (n. 12822) che di fatto avvia la procedura di affidamento, e già il 13 marzo (cioè il giorno dopo) la procedura viene chiusa avendo «accertato la risposta dell’operatore economico Fvg Live». Oplà, tutto fatto in meno di 24 ore. Da notare, altra piccola stranezza, che sulla piattaforma telematica dove è stato pubblicato il disciplinare di gara, c’era scritto «scadenza del termine per la presentazione delle offerte entro le ore 17 del 14 marzo». Ma il 13 marzo, un giorno prima, è già tutto finito e viene fatto il decreto di assegnazione. Ovvio: è arrivata la Fvg Live, che senso ha aspettare ancora?
Si potrebbe obiettare: la Fvg Live rappresenta in esclusiva Bocelli e se si vuole avere lui da là bisogna passare. Vero. Ma intanto potrebbe venire il sospetto sul motivo per cui alla regione Friuli Venezia Giulia, negli ultimi tempi, piacciano quasi soltanto i cantanti rappresentati da Fvg Live: possibile che quelli rappresentati da altre società non siano adatti? Ma c’è un altro fatto, più rilevante, quello centrale di tutta questa vicenda: l’esclusiva, infatti, vale per l’artista non per tutto il resto (palco, luci, facchini, tribune, pavimenti, service audio e video, catering, etc) che per altro rappresenta la parte maggiore dell’appalto. Risulta infatti che le spese per le prestazioni artistiche (tutto compreso) ammontino a 1.250.000 euro più Iva (cioè 49% del totale). Tutto il resto ammonta a 1.300.000 euro più Iva (51%). È stato corretto assegnare anche tutte queste attività (che sono la parte economicamente più rilevante) senza bando e senza gara? E se si fosse fatta una gara quanto si sarebbe risparmiato?
«Il problema», dice l’esposto, «non è la possibilità di acquisire senza gara una prestazione artistica unica. Il problema è il perimetro del contratto concretamente affidato: non il solo ingaggio artistico ma un servizio omnicomprensivo di organizzazione dell’evento. Il contratto afferma che tali prestazioni devono essere “unitariamente” intese ma questa imposizione deriva dalla proposta dell’operatore che qualifica la componente tecnica e organizzativa come “non scindibile né negoziabile” dalla proposta artistica». Insomma, Fvg Live dice: se vuoi Bocelli ti prendi anche tutto il resto, che per altro costa più di Bocelli. E la Regione accetta, senza ulteriori verifiche. Va tutto bene? O c’è stata qualche infrazione? E quei 3 milioni di euro potevano essere di meno (senza nulla togliere alla bravura di Bocelli e al successo del suo concerto)?
I rapporti tra Fvg Live e la famiglia Riccardi
Sarà l’Anac naturalmente a rispondere. Resta solo da capire chi ci guadagna da questa operazione. Presto detto: l’amministratore di Fvg Live si chiama Luca Tosolini, 59 anni, di Udine. Tosolini è anche consigliere e vicepresidente di Eilo, una società che si occupa fra l’altro di gestione di servizi per i concerti, che spesso ottiene commesse proprio da Fvg Live. Ed è proprio in Eilo che s’incrociano i destini e le azioni di Luca Tosolini (socio di minoranza di Eilo con la Fvg Live) e di Giovanni Riccardi, figlio di Riccardo, assessore alla Protezione civile (socio di maggioranza di Eilo attraverso la Opix Holding di cui è amministratore). L’unione d’intenti è sancita poi anche dal presidente di Eilo: si chiama infatti Silvia Tosolini, e oltre a essere una stretta parente di Luca Tosolini (amministratore di Fvg Live) abita anche casualmente a Udine nella stessa via e nello stesso civico di Giovanni Riccardi, il figlio dell’assessore…
Insomma fra la famiglia Tosolini e la famiglia dell’assessore ci sono rapporti stretti di ogni tipo, a cominciare dai rapporti societari e da quelli d’affari. Qualche esempio? 25 luglio 2026, Trieste, concerto del gruppo musicale inglese Gorillaz: Regione Friuli V.G. stanzia 400.000 euro, l’evento è organizzato da Fvg Live e i biglietti sono venduti dalla piattaforma di Eilo; 31 maggio 2026, Gorizia, concerto di Cesare Cremonini, Regione Friuli V.G. stanzia 800.000 euro, l’evento è organizzato da Fvg Live e i biglietti sono venduti dalla piattaforma di Eilo; luglio 2025, concerti di Robbie Williams a Trieste e Thirty Seconds to Mars a Gorizia, Regione Friuli V.G. stanzia 600.000 euro, gli eventi sono organizzati da Fvg Live e i biglietti sono venduti dalla piattaforma di Eilo…
I dubbi sulla gestione dei soldi pubblici
Insomma Fvg Live, società benedetta dall’alto, ottiene ricchi contratti e soldi dalla Regione, e poi affida lavori (vendita biglietti, etc) proprio alla Eilo di cui Giovanni Riccardi è, tramite la Opix, socio di maggioranza. Può essere che l’avveduto padre, l’assessore Riccardo, non si sia mai accorto di nulla di tutto ciò. O che lo trovi normale. Così come può essere che l’assessore regionale alle Attività produttive e al turismo Sergio Bini trovi normale tutto quello che abbiamo raccontato fin qui. Ma noi che da sempre amiamo il Friuli Venezia Giulia sappiamo che in quella terra non perdonano nessuna leggerezza. Perché da quelle parti amano la trasparenza. La lealtà. Perché sono persone serie e oneste, che hanno rispetto per i il lavoro. Per i soldi. Per chi paga le tasse. E ancor più per la memoria di chi è morto sotto le macerie 50 anni fa.
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