Btp Valore, c’è pure una cedola del 22,25%
(Ansa)

Il numero destinato a catturare l’attenzione dei risparmiatori è il 22,25%. È la cedola minima lorda complessiva promessa dal Tesoro sul nuovo Btp Valore Insieme, il titolo quinquennale che debutterà lunedì 19 ottobre prossimo insieme al Btp Valore tradizionale. Chi lo sottoscrive al prezzo di emissione, pari a 100, e lo conserva fino al 27 ottobre 2031 riceverà il rimborso del capitale più un unico pagamento di interessi pari almeno al 22,25%, quasi un quarto della somma nominale investita. Una cifra rilevante, ma con un dettaglio da non sottovalutare e che non sempre piace agli obbligazionisti: per cinque anni non entrerà in tasca neppure una cedola.

Il ministero dell’Economia ha comunicato ieri i tassi minimi garantiti del primo collocamento doppio della famiglia Btp Valore, riservato ai piccoli investitori. Si potrà sottoscrivere fino al 23 ottobre, alle 13, salvo chiusura anticipata. I tassi definitivi saranno fissati al termine dell’offerta e potranno soltanto essere confermati o aumentati. L’investimento minimo è di 1.000 euro, senza commissioni di sottoscrizione.

Quanto si guadagna investendo 10.000 euro

Per capire il significato di quel 22,25% basta un esempio. Chi investe 10.000 euro incasserà a scadenza una cedola lorda di 2.225 euro, oltre ai 10.000 euro di capitale. La tassazione agevolata dei titoli di Stato, pari al 12,5%, riduce gli interessi a 1.946,88 euro netti. In totale arriveranno 11.946,88 euro, prima dell’imposta di bollo e degli eventuali costi del deposito titoli. Su 20.000 euro il guadagno netto sale a 3.893,75 euro.

Tradotto in un rendimento annuo finanziariamente comparabile con altri investimenti, il 22,25% ricevuto dopo cinque anni equivale a circa il 4,10% lordo composto all’anno, o al 3,62% netto, al netto della sola imposta sugli interessi. La differenza conta: dividere semplicemente 22,25 per cinque produce il 4,45%, ma non tiene conto del fatto che l’intero guadagno è disponibile soltanto alla fine del periodo.

Btp Valore tradizionale: cedole trimestrali e tassi fino al 4,70%

Il confronto è con l’altro titolo in offerta. Il Btp Valore tradizionale paga invece cedole ogni tre mesi, con tassi annui minimi del 3,70% nei primi due anni, del 4,10% nel terzo e quarto e del 4,70% nel quinto. Sommando le cedole, senza reinvestirle, si arriva al 20,30% lordo nell’arco del quinquennio: su 10.000 euro sono 2.030 euro lordi, pari a 1.776,25 netti. La differenza rispetto al Btp Valore Insieme non è un regalo del Tesoro: chi riceve denaro prima può usarlo o reinvestirlo, mentre chi sceglie Insieme rinuncia ai flussi periodici per ottenere un pagamento finale maggiore. Il ministero presenta infatti le due strutture come finanziariamente equivalenti all’emissione.

C’è poi una novità rispetto alle precedenti edizioni: questa volta non è previsto il premio fedeltà aggiuntivo. Il 22,25% è la cedola minima finale, non la somma di cedole, rivalutazioni e bonus. Scegliere fra le due alternative significa quindi soprattutto decidere quando incassare. Per chi vuole integrare stipendio o pensione, le cedole trimestrali possono essere più utili; per chi ha un capitale che non intende utilizzare prima del 2031, il pagamento unico consente di conoscere fin da oggi l’importo minimo lordo che riceverà alla scadenza.

Vendita anticipata e rischio di mercato: cosa sapere

Attenzione, però, alla parola “garantito”. Il Tesoro si impegna a pagare capitale e interessi alla scadenza, ma resta il rischio di credito dello Stato italiano. E se il risparmiatore avesse bisogno di vendere prima? Il titolo sarà negoziabile sul mercato, ma il prezzo potrà salire o scendere in base ai tassi e alle condizioni finanziarie. La cedola matura nel tempo, tuttavia il risultato di una vendita anticipata dipenderà dal prezzo di mercato e dagli interessi maturati. Proprio l’assenza di pagamenti intermedi rende Insieme particolarmente sensibile alle variazioni dei rendimenti.

Infine e non meno importante, c’è l’inflazione: i 1.946,88 euro netti di oggi sono una cifra nominale, non la misura del potere d’acquisto che si avrà nel 2031. Visti i valori a cui galoppa il costo della vita in questi ultimi anni, questo è un fattore da non sottovalutare.

Il Btp Valore Insieme offre dunque una promessa precisa, almeno il 22,25% lordo in cinque anni a chi sottoscrive oggi e arriva alla scadenza, ma non esattamente una scorciatoia per arricchirsi perché, alla fine, il tasso annuale non è poi così diverso dal suo omologo tradizionale. L’unica cosa da capire è se si può davvero rinunciare a quel denaro per cinque anni. E soprattutto se ne valga la pena, visti i chiari di luna a cui il mercato obbligazionario ha abituato i suoi aficionados.

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