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Il presidente inizia a trattare quando gli interessi sul debito americano, giunto a 39 trilioni di dollari, arrivano al 4,5%. È successo un anno fa sui dazi. A farne le spese pure i nostri Btp, cresciuti oltre il 4% prima delle aperture all’Iran, con lo spread in zona 100.

Quattro virgola cinquanta per cento. Questa percentuale è quella chiave per capire le mosse di Donald Trump e quindi dei mercati. Questa famoso 4,5% è l’interesse pagato dal Tesoro americano sulla montagna di debito su cui siedono gli Stati Uniti. Sopra questa soglia, il mercato giudica insostenibile la gestione del rosso federale.

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I nostri bond tornano a ballare, ma i fondamentali non c’entrano: dipende da conflitto nel Golfo e giochi degli investitori. Il debito americano sfora i 39 triliardi, il 124% del Pil.

C’è stato un tempo non troppo lontano in cui i Btp erano diventati quasi noiosi. Il titolo di Stato italiano non faceva più paura: roba buona per tranquilli cassettisti. Poi è arrivata la guerra e il mercato ha ricordato a tutti che la memoria è corta ma il rischio no.

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I mercati sono consapevoli delle difficoltà della Germania nella gestione delle finanze pubbliche e nel mantenere una stabilità di governo. Ora gli investitori puntano sull’equilibrio politico di Roma.

È ancora nell’aria l’eco del trionfale collocamento del Btp a 15 anni di martedì scorso: 14 miliardi con rendimento lordo del 3,99%, incassati dal Tesoro con un’unica emissione a fronte di una domanda per ben 157 miliardi, proveniente da 380 investitori istituzionali, di cui quelli stranieri hanno assorbito l’84% del collocamento.

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L’Olanda rivoluziona i mercati
Friedrich Merz (Ansa)
Scatta la riforma dei fondi pensione dei Paesi Bassi, i più ricchi del Vecchio continente: potranno investire in attività rischiose. Possibili minori acquisti di Bund, favoriti i Btp.

L’Olanda diventa protagonista dei mercati. Non con i tulipani, ma con una riforma che rischia di fare più rumore di una riunione di emergenza della Bce. Con il nuovo anno il più grande sistema pensionistico dell’Unione europea - quasi 2.000 miliardi - liberalizza gli investimenti. Tradotto: i fondi pensione olandesi, finora campioni mondiali della prudenza, smettono i panni del nonno parsimonioso. Meno obbligazioni di Stato, meno swap sui tassi a trent’anni, più spazio ad asset rischiosi: debito societario, mutui, investimenti che oscillano. Una rivoluzione silenziosa che potrebbe ridisegnare gli equilibri dei mercati europei. Per anni l’Olanda è stata un’eccezione: un sistema privato che continuava a promettere rendite certe in un mondo a tassi zero e popolazione che invecchia. Missione impossibile. L’inflazione ha bussato alla porta, i rendimenti non bastavano più, e lo spettro dei tagli alle pensioni faceva capolino. Così nel 2023 arriva la nuova legge: tempo fino al 2028 per passare a un sistema dove conta quanto versi e come vanno i mercati. Niente più assegni garantiti, ma pensioni che salgono e scendono come un indice azionario.

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Assalto al Btp Valore: già 5,4 miliardi
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
I risparmiatori rispondono: il primo giorno di emissione sfiora il record. A questo ritmo lo Stato potrebbe incassare 10 miliardi. La richiesta media è stata di 35.000 euro.
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