- Il capo della Lega: «Sulla sessualità la penso diversamente, ma è inaccettabile che un testo finisca al rogo» Il generale: «Ora mi dedicherò alle presentazioni». La sinistra e Fi difendono Guido Crosetto: suo intervento giusto
- L’affondo dell’ex sindaco di Roma contro il ministro meloniano: chieda scusa all’ex comandante della Folgore, è stato offensivo. Un nuovo partito? A breve decideremo.
Lo speciale contiene due articoli
Il caso scaturito dalle opinioni espresse dal generale Roberto Vannacci nel suo libro Il mondo al contrario continua a infiammare il dibattito politico, con Matteo Salvini che ieri è tornato sulla vicenda: «Governo diviso su Vannacci? Il governo», argomenta Salvini, «sta pensando agli stipendi e alle pensioni degli italiani, al lavoro e alla ricchezza da creare, ma vorrei vivere in un Paese in cui ognuno è libero di leggere i libri che ritiene. Ritengo di essere libero di leggere il libro del generale, poi se su alcuni passaggi non sarò d’accordo lo dirò, perché si può essere d’accordo o non d’accordo. Per quello che riguarda ad esempio il dibattito su omosessuali ed eterosessuali», aggiunge il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, «io credo che sia superato, per me ci sono uomini, donne, ragazzi e ragazze, quella sulla sessualità è una scelta personale, siamo in un paese libero, ognuno vive la sua vita privata come vuole. Detto questo», sottolinea ancora Salvini, «mi rifiuto di vivere in un Paese che mette all’indice Tizio o Caio perché quel libro non s’ha da leggere. Questo succede nei regimi, magari in Unione sovietica funzionava così, in Corea del Nord funziona così. Ma siamo in un Paese libero, in Europa, nel 2023. Se a uno non piace un libro non lo compra, se non è d’accordo lo contesta, ma il rogo lo facevano con la caccia alle streghe qualche secolo fa. Per fortuna».
Il leader della Lega non si tira indietro di fronte alle domande dei cronisti, a margine della sua visita a San Marino: «Quando andavo al liceo leggevo i libri di Ernesto Che Guevara», racconta Salvini, «se uno a 50 anni ha voglia di leggere quello che scrive un generale della Folgore che ha fatto missioni in Iraq, Somalia, Afghanistan, salvando vite e rischiando la sua di vita, ritengo di essere libero di leggerlo, se poi ci saranno dei passaggi su cui non sarò d’accordo lo dirò». Salvini, ricordiamolo, due giorni ha avuto un colloquio cordiale con Vannacci, e le indiscrezioni sulla possibilità di una candidatura dello scrittore con le stellette nelle liste della Lega alle prossime Europee, prospettiva anticipata dalla Verità, si rincorrono vorticosamente.
Il generale, da parte sua, sembra perfettamente a suo agio nel ruolo di corteggiato speciale, in termini politici, di questa estate 2023: «Oltre a Salvini», rivela Vannacci, «sono stato contattato da altri esponenti politici di cui non farò il nome, se vorranno renderlo pubblico lo faranno loro. Ho ricevuto tantissimi messaggi e manifestazioni di supporto. Non ho avuto alcun colloquio con il ministro Crosetto, il quale ha tutta l’autorità per criticarmi. Ho ricevuto diversi inviti per la presentazione del mio libro. Da Vipiteno a Lampedusa sono in tantissimi ad avermelo proposto, si tratta di associazioni, organizzazioni, di singoli privati e personaggi famosi. Non dico di aver accettato, le valuterò. L’inchiesta preliminare sul mio caso», precisa Vannacci, «è partita da uno o due giorni e una volta finita si vedrà se si configura l’ipotetica partenza dell’iter per un provvedimento disciplinare: sono un incursore e non mi arrendo alzando le mani, qualora ci fosse un provvedimento disciplinare rappresenterò le mie ragioni nelle sedi opportune». A proposito di Guido Crosetto, va registrato come in queste ore il ministro della Difesa sia difeso a spada tratta dalle opposizioni. «La posizione del ministro Crosetto su Vannacci è ineccepibile», dice Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, «ma preoccupa il silenzio della premier Meloni che ritiene di non dover difendere il proprio ministro. Non c’entra nulla con la libertà di pensiero offendere ebrei, donne, migranti, ambientalisti. Tutto ciò è contro la nostra Costituzione perché il generale è un pubblico ufficiale e deve servire il proprio Paese con disciplina e onore».
«Crosetto ha ragione», scrive sui social il deputato di Più Europa Benedetto Della Vedova, «quando sottolinea che in questo caso non si tratta di difendere la libertà di espressione, il free speech, ma di altro. Vannacci è stato e continuerà ad essere libero di esprimersi avendo come unico limite la legalità, ma un generale è un servitore e un difensore della Repubblica».
«Dire a uno», sottolinea il presidente del Pd, Stefano Bonaccini, «che non può assumere un incarico istituzionale di un certo tipo e di grande rilievo nel momento in cui dice che esistono le razze e che i gay non sono persone normali, perdonatemi ma ha fatto bene il ministro Crosetto».
Durissimo l’attacco a Vannacci del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Se uno ha un problema perché si ritiene accantonato all’Istituto geografico», dice Gasparri all’Adnkronos, «messo in un ruolo non centrale nella struttura militare, forse pensa: “Creo un bel casino estivo, stampa e giornali non sanno cosa scrivere ad agosto». Ma io non mi presto a questo casino. Ne ho visti tanti di questi personaggi anche nel mondo militare. Alcuni bravi, altri meno bravi. L’esperienza di vita mi ha fatto emettere questa sentenza», aggiunge Gasparri, «poi i fatti ci diranno come vanno le cose: molti di questi cercano il seggio, ma non lo trovano. Perché una cosa è candidarsi un’altra essere eletti».
«Sono dalla parte del ministro Crosetto», commenta il leader di Italia viva Matteo Renzi, «è la discussione fra due tipi di destra, una sovranista e una più conservatrice, è in corso un regolamento di conti fra di loro, Crosetto è una persona perbene e a lui vanno il mio affetto e la mia solidarietà».
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