Il ministro per l’Innovazione, Paola Pisano, batte un colpo sull’applicazione che dovrebbe tracciare gli italiani malati di Covid-19. Dopo la chiusura del bando la settimana scorsa, ieri mattina sul sito del ministero sono comparsi i nomi della task force digitale che si occuperà dell’emergenza. Ci sono otto gruppi di lavoro, con ben 74 persone, coordinate da Paolo De Rosa e Walter Ricciardi. Il primo è già nel team digitale, esperto di cloud, mentre il secondo è il consulente del ministro Roberto Speranza. A quanto pare avrebbe dovuto esserci anche la figlia di Ricciardi, Maria Luisa, ma poi è stata rimossa per evitare polemiche. Che non mancheranno. La lista di esperti si attendeva infatti da almeno una settimana. Fino a venerdì scorso si parlava di un gruppo di 30 nomi, ora invece sono più che raddoppiati. In teoria la task force dovrebbe muoversi con rapidità, dato che in Francia e in Repubblica Ceca sono già pronte applicazioni di tracciamento, come anche in Slovacchia che ha approvato una legge che consente al governo di monitorare i movimenti di coloro che sono stati infettati. Sono Paesi che hanno impiegato meno di un mese per realizzarle, mentre in Italia, dove l’emergenza è iniziata il 31 gennaio e dopo una serie di annunci roboanti, è ancora tutto fermo. Per di più le regioni iniziano a muoversi in autonomia, lanciando nuove applicazioni che, secondo gli hacker etici, sono fin troppo semplici da bucare: sono facilmente aggirabili sul fronte privacy e relativo furto dei dati.
Nel team lanciato dalla Pisano c’è un po’ di tutto, ma in particolare diversi esponenti vicini al Movimento 5 stelle. Uno di loro è Andrea Roventini, vicino al guru grillino Davide Casaleggio, già nell’orbita di un posto da ministro dell’Economia del governo di Giuseppe Conte nel 2018. Con lui, nel gruppo che dovrà curare l’impatto economico, c’è Giovanni Dosi della scuola superiore di Sant’Anna. Dosi e Roventini sono stati i consulenti delle strategie per l’innovazione tecnologica dell’Italia, presente a dicembre dal ministero. Insieme con loro c’era appunto Casaleggio. Oltre a Massimo Gambardella, candidato senza successo nel 2013 e poi assunto in commissione bilancio, si registrano anche gli avvocati Guido Scorza ed Ernesto Belisario, entrambi nel gruppo dedicato alla gestione dei dati. Il primo, che è anche consigliere giuridico del ministro Pisano, era tra i candidati per il garante della privacy. Il secondo (figlio di Felice ex capogruppo dell’Italia dei valori di Antonio Di Pietro) è consulente del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Entrambi fanno parte dello studio legale E-Lex. Nel gruppo tecnologie per il governo dell’emergenza ci sono anche i professori Carlo Alberto Carnevale Maffè e Alfonso Fuggetta, che sono in aziende che si occupano di sviluppo di tecnologie. Fuggetta è amministratore delegato del Cefriel, consorzio per la digitalizzazione che vede tra i suoi azionisti Telecom Italia, Eni, Microsoft, Fastweb e Vodafone. C’è anche Francesca Bria, presidente del fondo nazionale per l’innovazione e moglie del sociologo Evgeny Morozov.
Se la lista dei cosiddetti esperti doveva alleviare la pressione sul ministro, ora rischia di aumentarla. C’è malumore nella comunità scientifica. Non è chiara la modalità con cui sono stati scelti i «saggi». E l’applicazione non c’è ancora.
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