Dal centrodestra fino ai poliziotti: tutti vogliono cambiare la manovra
Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti (Ansa)

Slitta ancora il decreto bollette. Si tratta del secondo rinvio per il decreto già previsto nel Cdm dello scorso 28 ottobre. Se ne riparla lunedì prossimo. Da Palazzo Chigi viene lasciato filtrare che ci sono ancora aspetti da approfondire ma il nodo sarebbe la copertura. La manovra economica, nonostante l’avvio dell’esame parlamentare, è ancora un cantiere aperto per la maggioranza.

Le maggiori risorse chieste dalle Regioni per la sanità, il ripensamento del governo sui tagli al personale della scuola, l’impegno di aprire la finestra a 64 anni per le pensioni richiedono il riconteggio dei saldi o, come ha sollecitato Forza Italia, maggiori risorse che il ministero dell’Economia dovrà trovare. Per la Lega si può chiedere di più al settore finanziario, che contribuisce per 5,8 miliardi nonostante le proteste di banche e assicurazioni. Il conto finale, al momento, resta a 26 miliardi. È un lavoro certosino di spostamento delle voci di spesa, di cesello per far tornare i conti.

Manovra, scontro tra Lombardia e Lega sui fondi per la sanità

Ieri è stata un’altra giornata di fuoco incrociato sui due pilastri della manovra, sanità e scuola. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, è tornato a incalzare il governo chiedendo che i 4 miliardi per il pensionamento anticipato a 64 anni siano spostati sulla sanità. «Nessuno vuole lasciare lavoro a quell’età, la vita si è allungata e si può continuare a lavorare», dice.

La replica viene da Emanuele Monti, presidente della commissione Welfare della Lombardia e capo del dipartimento Sanità della Lega: «Non accettiamo che per finanziare un diritto si debba sottrarre a un altro. Le risorse vanno recuperate anche rivedendo misure assistenzialistiche poco selettive, contrastando gli abusi e gli interventi che finiscono per favorire chi non ha effettivamente titolo, compresi gli immigrati». Ma la richiesta di maggiori fondi vede compatte le Regioni di ogni colore politico: servono minimo 5,5 miliardi, ne sono previsti in tutto 3,4 miliardi. Di qui la richiesta – arrivata però dai governatori di centrosinistra – di destinare al fondo per il Ssn anche gli 1,6 miliardi stanziati per la card anziani. Anche medici e infermieri sono sulle barricate e chiedono retribuzioni migliori. Mentre le imprese sanitarie protestano per le novità sul meccanismo del payback, un tema su cui la Lega apre a modifiche.

Scuola, Salvini e Zangrillo contestano i tagli

Altro capitolo caldo, la scuola. Dopo il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, anche il collega della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ammette di essere stato colto di sorpresa. «La manovra è molto articolata. Il Consiglio dei ministri è una sintesi e ci sono degli argomenti che sfuggono. Così come Salvini, anche io non ne sapevo nulla dei tagli», si giustifica e dice che trattandosi di una legge di Bilancio «complicata, che non ci dà grande spazio per rispondere a tutte le istanze». E rimanda come ultima spiaggia per i correttivi, all’iter parlamentare, «dove potrà esser migliorata e modificata. Peggiorata no».

Ed elenca temi rimasti sospesi, dei quali non si è parlato in Consiglio dei ministri come la previdenza del personale delle forze armate. Non a caso il Siulp, il sindacato della polizia, minaccia di scendere in piazza proprio perché nella manovra «non c’è traccia delle risorse stimate e promesse per la previdenza dedicata» che, ribadisce il segretario Felice Romano, non sarebbe un privilegio ma «la diretta traduzione di un principio già sancito per legge, quello della specificità del lavoro svolto».

Fissato invece per il 20 novembre lo sciopero della Cgil e la Flc punta sulla mobilitazione di tutto il comparto della scuola.

Pensioni, Irpef e condono: le richieste di Forza Italia

C’è tempo fino al 17 novembre per presentare gli emendamenti ma il ministero dell’Economia ha detto chiaro e tondo che per le modifiche parlamentari la dote è di 120 milioni. Quindi per ogni ulteriore intervento, è necessario trovare le risorse. Per le pensioni oltre all’uscita a 64 anni c’è il capitolo della sforbiciata all’indicizzazione degli assegni previdenziali: la manovra prevede penalizzazioni fino a 1.300 euro all’anno per quelli più ricchi, secondo le stime dei sindacati. Forza Italia si è impegnata a ridurre il taglio.

Aperto anche il capitolo Irpef. L’obiettivo di Forza Italia resta l’estensione dell’aliquota del 33% fino a 60.000 euro di redditi, al momento è stata portata da 50.000 a 55.000. Servirebbero circa altri 1,2 miliardi. Spunta l’ipotesi di riaprire i termini del condono edilizio del 2003, che in Campania ai tempi non fu recepito dalla giunta di Antonio Bassolino. La sanatoria riguarderebbe solo gli abusi realizzati entro il 31 marzo di quell’anno. FI propone modifiche alla exit tax, la tassa per chi ha patrimoni da almeno 800.000 euro e si trasferisce all’estero.

Intanto il Cdm di ieri ha deciso la nomina di Nuccio Altieri alla presidenza dell’Anac e di Giulio Centemero nel cda della Consob.

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