- Anche Maurizio Landini mobilita la piazza: domani sciopero generale. Partono le occupazioni negli atenei Il ministero dell’Interno: «Valutazione oculata sui permessi e i congedi degli agenti dall’1 al 6 ottobre».
- I manifestanti pretendono che Milano sciolga il gemellaggio con la città di Tel Aviv. Riccardo De Corato (Fdi): «È assurdo e inconcepibile che Palazzo Marino li tolleri ancora».
Lo speciale contiene due articoli
Siamo entrati nella fase più calda delle proteste pro Gaza. L’allerta è generale e massima, con il ministero dell’Interno che ha diramato una circolare in cui invita tutti i questori a una «valutazione particolarmente attenta e oculata della concessione di permessi, congedi e qualsiasi altra forma di assenza legittima al personale di polizia dall’1 al 6 ottobre». In poche parole, servono più agenti possibili per fronteggiare qualsiasi tipo di emergenza. A destare le preoccupazioni del Viminale non è soltanto la manifestazione nazionale di sabato, ma anche i possibili disordini che potrebbero verificarsi man mano che le imbarcazioni della Flotilla navigano verso la Striscia.
L’ultimo messaggio inviato dalla ciurma della flotta progressista, del resto, era un evidente appello politico: «Stiamo entrando nella zona ad alto rischio. I lavoratori di tutto il mondo si stanno preparando per mobilitazioni di massa. Un attacco alla Flotilla è un attacco alla Palestina. Per favore, condividete questo messaggio il più possibile. Unitevi a noi. Fermate il genocidio. Tenete gli occhi su Gaza». A questo appello, quasi una chiamata alle armi, hanno risposto in particolare tutte quelle forze di sinistra che hanno già occupato le piazze e non ne vogliono sapere di smobilitare. In prima fila ci sono, ovviamente, la Cgil e i sindacati di base, ossia Usb, Cobas e Cub, che hanno annunciato uno sciopero generale senza preavviso qualora la Flotilla venisse fermata dalle autorità israeliane.
Durante una conferenza stampa convocata ieri dalle quattro sigle, Maurizio Landini ha dichiarato di essere pronto a «uno sciopero generale che riguardi tutte le lavoratrici, tutti i lavoratori, di tutti i settori pubblici e privati». In serata, lo sciopero è stato programmato per la giornata di domani. Dopo aver chiarito la posizione dei sindacati, il segretario della Cgil ha anche attaccato Giorgia Meloni, ritenuta colpevole di aver definito «irresponsabili» gli equipaggi della Flotilla.
Anche l’Usb, il gruppo che ha fatto finora da mattatore delle proteste, ha ribadito che «l’assenza di un intervento davanti a un genocidio si configura come complicità. Il governo sta violando il dettato costituzionale. Queste sono le basi giuridiche dello sciopero», ha affermato Guido Lutrario, membro dell’esecutivo nazionale Usb. Che, oltre a definire «legale e legittimo» lo sciopero senza preavviso, ha anche detto che «bisogna andare oltre». Come ha spiegato il sindacalista, «se vogliamo fare quello che il governo non fa, è necessario produrre un embargo nei confronti di Israele. I portuali lo stanno già facendo, sono fermamente decisi a impedire il commercio con un Paese genocida. È successo a Livorno e Genova e deve succedere in tutti gli altri porti». Di più: «Vogliamo bloccare il Paese per restituirgli la dignità calpestata da questo governo». La risposta dell’esecutivo non si è fatta attendere: «Non permetteremo che Cgil ed estremisti di sinistra portino in Italia il caos. Non tollereremo nessuno “sciopero generale improvviso”», ha scritto su X il vicepremier Matteo Salvini.
Oltre ai sindacati, però, si stanno muovendo anche i collettivi studenteschi. Le prime rivolte sono partite da Roma, dove l’altro ieri un corteo si è concluso con l’occupazione della facoltà di Scienze politiche alla Sapienza. Da lì la protesta si è diffusa in altre città universitarie della Penisola, come Padova e Napoli, dove ieri sono state occupate le sedi sia dell’Orientale che della Federico II. A dirigere gli studenti dell’ateneo romano, in particolare, ci sono formazioni di estrema sinistra come Cambiare rotta, Osa e Udu. «Dopo tanti anni l’università è stata bloccata, le lezioni interrotte, le biblioteche chiuse, e tutta la comunità accademica si è unita sulle stesse parole d’ordine: blocchiamo tutto, supportiamo la Global Sumud Flotilla e rompiamo ogni tipo di rapporto col genocidio», hanno scritto in un comunicato i militanti di Cambiare rotta. Che poi hanno minacciato: «Se la Flotilla verrà attaccata, siamo pronti di nuovo a bloccare tutto».
Sulle occupazioni della Sapienza si è espressa in prima persona Giorgia Meloni. Anche stavolta, ha dichiarato il premier, «le nostre forze dell’ordine devono perdere tempo con questi figli di papà dei centri sociali che stanno creando problemi alla Sapienza, dove hanno sostituito la bandiera dell’Europa con quella della Palestina. E qui a sinistra ci sarà un cortocircuito perché potrebbero trovarsi in difficoltà». In effetti, tra gli obiettivi della critica degli studenti figura anche Elly Schlein, da loro definita «complice del genocidio». Dalle università, in ogni caso, la protesta si è estesa anche alle scuole. Nella Capitale, per esempio, sono già stati occupati tre licei: il Rossellini, il Cavour e il Socrate. Ma anche a Torino, altro epicentro dei disordini, gli studenti hanno preso possesso del liceo Galileo Ferraris.
Ieri, alla notizia che la Flotilla era stata abbordata da Israele, la rabbia è esplosa in mezza Italia. «Aggredita la Global Sumud Flotilla, 3 ottobre sciopero generale. Ora e il momento di bloccare tutto», ha scritto il sindacato di base Usb sui suoi canali. La stessa portavoce italiana di Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, ha invitato alla rivolta: «Non lasciamoli soli. Ora tocca all’equipaggio di terra fare la sua parte». A Napoli, in serata, manifestanti hanno occupato i binari della stazione Centrale causando il blocco del traffico ferroviario in arrivo e in partenza e forti ritardi. A Roma, attivisti si sono concentrati vicino alla stazione Termini, per una manifestazione spontanea. Le forze dell’ordina hanno cinturato lo scalo, in un clima di altissima tensione.
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