- L’onorevole Stefano Lucidi confluito nel Carroccio: «È stato come uscire da un algoritmo per entrare nel mondo reale».
- La senatrice Elena Fattori è uscita dal Movimento a novembre: «Casaleggio è un lobbista in conflitto d’interessi».
- Il parlamentare Gianluca Rospi: «Il reddito di cittadinanza doveva attrarre consensi, ma ci ha fatto perdere le europee».
Lo speciale contiene tre interviste
Senatore Stefano Lucidi, 50 anni, eletto in Umbria. Come si sente adesso che dal M5s è approdato alla Lega?
«È come se fossi uscito da un algoritmo, per entrare nel mondo reale, fatto di persone e di argomenti concreti. Del resto con gli amici della Lega avevo già collaborato su molti temi cruciali».
Com’è nata questa convergenza?
«C’è stata un’affinità di vedute nel corso dei mesi, soprattutto su sicurezza, legittima difesa, e politica estera. A differenza del M5s, la Lega è un partito ben organizzato ed efficiente sul territorio. Purtroppo nel M5s non c’era più spazio: nessuno ascoltava più».
Per questo ha lasciato?
«Da mesi Luigi Di Maio ritiene che i parlamentari siano irrilevanti sul territorio. Poi, in occasione votazioni sul Mes, ho capito che i senatori non servivano neanche a Roma».
Il governo gialloblù è stata un’occasione mancata?
«Aveva ragione Matteo Salvini a dire che il M5s era diventato il partito del no. L’errore di Di Maio è stato quello di incentrare la campagna per le europee contro il proprio alleato di governo. Per molti di noi fu una scelta incomprensibile».
Visto da fuori, quale destino c’è per il Movimento?
«Il futuro politico del M5s non è in mano né a Di Maio né a Davide Casaleggio. Sono in balìa di fattori esterni».
Quali?
«La fuga dei parlamentari, il rischio di scissione, e anche la presenza ingombrante di Giuseppe Conte, che gode di grande stima tra i parlamentari M5s».
Ipotizza che un eventuale gruppo parlamentare patrocinato da Conte possa svuotare il Movimento?
«Molti 5 stelle vedrebbero bene quest’eventualità».
Che succede se il centrodestra vince in Emilia Romagna?
«Chi è al governo non potrà svegliarsi il lunedì mattina facendo finta di nulla».
Sul blocco della nave Gregoretti Conte e Di Maio condivisero la linea con Salvini?
«È chiaro che, come nel caso della Diciotti, la decisione fu collegiale. Il fatto che il M5s abbia deciso di votare per l’autorizzazione a procedere ancor prima che venissero depositate le memorie di Salvini, è stato un gesto scorretto. Spero non sia una vendetta politica».
Comunque sia, non sembra portare rancore verso gli ex colleghi pentastellati.
«È stato un periodo formativo e necessario. Poi, nel passaggio da forza antagonista a forza governativa, il Movimento si è perso. È mancata una testa pensante che guidasse questo processo».
Su quali pratiche si concentrerà?
«Faccio parte della commissione Esteri. In questa crisi internazionale, non è ben chiaro chi nel governo abbia il pallino in mano. Oltre alle solite dichiarazioni su dialogo e diplomazia, dobbiamo lavorare perché l’Italia recuperi un ruolo centrale nel contesto internazionale».
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