- Il piano di Matteo Salvini per recuperare risorse: svuotare il fondo per il bonus cashback. Pronti un emendamento sul ripristino del Mose e due per lo scudo Ilva. Autodifesa fiscale: «Dalla pace sulle liti un miliardo all’anno».
- Il Servizio bilancio del Senato ritiene sovrastimate molte entrate da misure simbolo come plastic tax e sugar tax. M5s, Pd e Iv se le danno ancora sulla lotta agli evasori.
Lo speciale contiene due articoli
Si è tenuta ieri una conferenza stampa di Matteo Salvini con i capigruppo Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo sul pacchetto di emendamenti che la Lega sta predisponendo sulla manovra economica.
In termini di giudizio politico complessivo, Salvini è stato durissimo con il Conte due: «Il nostro è un enorme sforzo per migliorare una manovra presentata da incapaci di intendere e di volere, nel migliore dei casi. Non ho capito se è gente che ci è o che ci fa: abbiamo dei dilettanti allo sbaraglio pericolosi per sé e per il Paese. Speriamo che ci ascoltino, ammesso che sopravvivano alla loro guerra per bande quotidiana».
E ancora: «Un risultato l’hanno ottenuto», ha sarcasticamente notato il leader leghista: «Stanno mettendo d’accordo tutta Italia… Ho incontrato i sindacati dei vigili del fuoco che saranno tutti in piazza, i poliziotti e gli agenti della penitenziaria l’hanno già fatto. E poi benzinai, agricoltori, Confindustria, Confcommercio, Confartigianato: tutti hanno espresso giudizi negativi». «Quanto ai pensionati», ha concluso Salvini, «l’elemosina di tre euro all’anno grida vendetta».
Il capogruppo alla Camera Molinari ha spiegato che l’attività emendativa leghista è volta a «smontare l’aumento della pressione fiscale: vogliamo dimostrare che alcune di queste tasse potrebbero essere evitate». E Molinari ha indicato il primo strumento per reperire risorse: colpire il cashback, meccanismo che doveva rappresentare un incentivo all’uso della carta di credito ma – come La Verità ha ampiamente spiegato nelle scorse settimane – produrrebbe effetti perversi. «Sostituendo quella misura», ha spiegato Molinari, «si recuperano 3 miliardi per cancellare la tassa sulla plastica, che è come metterci un dazio da soli, la tassa sulle bevande zuccherate e quella sulle auto aziendali. Cancelliamo quello che doveva essere – ma non è – un incentivo e traiamo da lì le risorse per tagliare altre tasse». In mattinata era stato lo stesso Salvini a lanciare una proposta tranchant: «Per i danni provocati dal maltempo a Venezia si utilizzi subito uno dei tre miliardi che il governo vorrebbe regalare a chi paga con bancomat o carta di credito». Inoltre il Carroccio ha depositato una richiesta di emendamento alla manovra per stanziare subito 100 milioni per la manutenzione del Mose.
Il capogruppo al Senato Romeo, chiarito che da parte del suo gruppo «non c’è nessuna volontà di ostruzionismo, ma solo emendamenti mirati», ha sottolineato tre priorità. Primo: la Lega ha presentato per due volte e in due provvedimenti diversi l’emendamento per il ripristino dello scudo legale sul caso Ilva. I senatori leghisti hanno inserito l’emendamento sia nel loro pacchetto di modifiche alla manovra sia tra gli emendamenti al decreto clima («Voglio vedere se diranno che non è ammissibile: prima o poi dovranno fare i conti con questo emendamento», ha chiosato Romeo). Secondo: un emendamento per introdurre le norma applicativa che manca («per volontà dei Cinquestelle», ha rimarcato il capogruppo leghista) per far scattare la videosorveglianza negli asili nido e nelle case di riposo. Terzo: ripristino dei 400 milioni per la sicurezza nei Comuni che erano stati stanziati ai tempi di Salvini al Viminale e che il governo non ha prorogato.
Successivamente ha ripreso la parola Salvini per sottolineare un’altra misura leghista che «renderebbe un miliardo di euro l’anno»: si tratta della pace fiscale per le liti pendenti in materia tributaria. Si tratta di un aspetto apparentemente paradossale, ma che dà la misura del trattamento oppressivo subito dal contribuente italiano. La Lega, facendo di necessità virtù, propone che se un contribuente è in lite tributaria con lo stato e vince o in primo o in secondo grado, possa evitare di essere trascinato fino al terzo e ultimo grado pagando qualcosa (ovviamente in misura inferiore). Annota Salvini: «Speriamo che qualche genio non ci dica si tratti di un condono». In effetti, sarebbe paradossale definire così un pagamento – sia pure ridotto – a carico di chi ha vinto un grado di giudizio: ed è vero che per molti contribuenti potrebbe essere una soluzione, pur di chiudere la lite e uscire dal labirinto del contenzioso. E in più lo stato incasserebbe, e ci sarebbe un effetto deflattivo delle liti in terzo grado.
Le ultime bordate di Salvini sono partite sulla vicenda Ilva: «Quando torneremo al governo, non vorrei operare in condizioni di emergenza perché questi, nel frattempo, hanno fatto scappare le imprese che erano in Italia. Stanno facendo più danni della grandine. Si tratta di un danno devastante a livello mondiale: danno l’idea dell’Italia come paese non serio, dove cambia il governo e cambiano le regole».
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