Undici deputati sospesi per la rissa. Pd e M5s si aggrappano all’episodio (indecente) alla Camera per fingere di essere oggetto di intimidazioni: martedì il corteo a Roma. Senato «occupato» per il voto sul premierato.
Tutti convocati dal presidente della Camera mentre le tensioni si spostano in Senato. Dopo la rissa di mercoledì e le contestazioni di ieri mattina l’Ufficio di presidenza di Montecitorio, guidato da Lorenzo Fontana, ha visionato i filmati relativi alla rissa scoppiata in aula mentre era in corso l’esame del ddl sull’Autonomia differenziata. I componenti dell’ufficio, insieme ai questori, ascolteranno Leonardo Donno, il deputato del M5s che aveva tentato di mettere sulle spalle del ministro Roberto Calderoli un tricolore rimediando sanzione ed espulsione. Ma da lì lo scoppio della bagarre perché, come si vede dai filmati, alcuni parlamentari hanno tentato di avvicinarsi all’esponente grillino che però era stato subito circondato dai commessi e seppur protetto da loro e non raggiunto da alcuna manata, è improvvisamente crollato a terra. Soccorso, è uscito dall’Aula in sedia a rotelle. Ieri Donno ha detto: «Mi hanno attaccato in cinque, ho ricevuto un pugno allo sterno. Roba da squadristi» e ha anticipato l’intenzione di denunciare i suoi aggressori.
«Ci vorrebbe il Var, guardate bene il filmato» ha detto Igor Iezzi capogruppo del Carroccio nella commissione Affari costituzionali accusato di aver preso a pugni il grillino, e per questo destinatario di 15 giorni di sospensione. Sull’episodio è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa: «Non importa la colpa di chi è. Quello che sottolineo è che, anziché cercare di far vedere in questi giorni l’Italia conscia del proprio ruolo e della propria importanza, con le dovute differenze, mentre c’è il G7, stiamo dando un’immagine peggiore di quella che diamo normalmente. Mi sembra un harakiri».
Intanto nella serata di ieri sono arrivate anche le sanzioni: 7 giorni di sospensione per Amich, Cangiano, Forgiuele, Mollicone e Stumpo. Tre giorni invece ad Amendola e Candiani, due a Scotto e Stefanazzi. A Donno, invece, comminati 4 giorni. Ieri mattina, l’opposizione aveva denunciato «violenze inaccettabili» e «metodi squadristi» tanto che la seduta per l’esame del ddl Calderoli è stata subito interrotta proprio perché da sinistra sono stati contestati i verbali della Camera, che hanno definito «disordini» e non «aggressione» l’episodio increscioso con Donno. Interventi al vetriolo da parte delle opposizioni dopo che è stata bocciata con 42 voti di scarto proprio la richiesta di correggere il verbale proposta dalla capogruppo del Pd Chiara Braga. Ma a far degenerare la situazione è stata una dichiarazione di Andrea Crippa, il vicesegretario della Lega, che ha commentato i comportamenti dei suoi colleghi, incluso quello di Furgiuele, espulso per aver mimato il gesto della X Mas: «Cantare Bella ciao (come aveva fatto l’opposizione in Aula) è un gestaccio più che mostrare il gesto della XMas». E sull’aggressione a Donno, Crippa ha aggiunto: «Certi deputati dovrebbero stare in un circo». Parole riportate in Aula dal pentastellato Riccardo Ricciardi: «Crippa preferisce sia evocata la XMas che Bella ciao. È una cosa che non sta né in cielo né in terra».
Da lì l’opposizione ha intonato ancora una volta Bella ciao e scandito «Fuori i fascisti dal Parlamento». Sospesi ancora una volta i lavori, Pd, M5s, Avs e Più Europa, con lo slogan «Difendiamo l’unità nazionale», hanno deciso di organizzare una manifestazione per martedì 18 giugno in piazza SS. Apostoli a Roma, lo stesso giorno in cui al Senato è previsto il voto finale sul premierato. Intanto a Palazzo Madama, dove doveva continuare la discussione sugli emendamenti al ddl sul premierato, sono proseguite le tensioni con le senatrici di opposizione che hanno occupato i banchi del governo, in segno di protesta per l’episodio Donno ed hanno sventolato il tricolore e in risposta i colleghi della maggioranza hanno intonato l’Inno di Mameli.
«Non è pensabile che non si accetti un tricolore», le parole del capogruppo M5S Stefano Patuanelli, mentre qualcuno della minoranza si è anche diretto verso i banchi del governo per consegnare una bandiera italiana alla ministra delle Riforme Elisabetta Casellati. I commessi hanno provato a riportare l’ordine strappando i fogli dalle mani dei parlamentari. I senatori pentastellati sono usciti dall’aula in segno di protesta mentre la presidente di turno, Licia Ronzulli ha sospeso i lavori per mancanza di numero legale. Anche su questo episodio è intervenuto il presidente La Russa assente in Aula: «Non c’è stata bagarre, al di là di qualche forma di esasperazione penso un po’ strumentale, senza che fosse qualcosa di paragonabile ai tumulti di ieri (mercoledì, ndr), chiamiamoli così… C’è stata una occupazione dei banchi. Io non c’ero, la dinamica non tocca a me dirla, quello che mi dispiace è che in questi giorni rischiamo di apparire peggiori di quello che siamo 330/350 giorni all’anno. Situazioni che non si verificano normalmente, quasi a dipingere volutamente o meno peggio di quello che è la nostra ottima Italia».
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