I disabili sono le vittime dimenticate del covid
  • Le misure di contenimento per l’emergenza si fanno sentire di più su chi ha disabilità, fisica e psichica. Proprio ora le imprese potrebbero attrezzarsi per abbattere quelle barriere che non permettono ai ragazzi disabili di vivere tranquillamente
  • A Milano il servizio di assistenza per gli studenti continua a non funzionare. Un gruppo di genitori ha presentato una diffida contro il comune di Milano di Beppe Sala. «Non solo pregiudicano in concreto il diritto allo studio e alla regolare frequenza scolastica a cui i minori hanno diritto, ma li espone anche al rischio di danni ulteriori».
  • E’ uscito nei cinema «The Specials – Fuori dal comune,» un film con Vincent Cassel che racconta il mondo dell’autismo. E’ stato presentato da un Robot: parliamo di un Pepper che si porta dietro un laboratorio di robotica inclusivo, denominato #RobotFriend, pensato per ragazzi autistici ma aperto a anche a coetanei normodotati.

Lo speciale contiene tre articoli


Disabilità e emergenza sanitaria. C’è un mondo che sta soffrendo più di altri le misure di contenimento dell’emergenza Covid 19. E’ quello della disabilità, sia fisica sia psichica. Uno studio dell’IRCCS Fondazione Stella Maris realizzato a luglio, con un campione di 700 famiglie, ha provato ad analizzare l’impatto che la pandemia Covid 19 e il lockdown hanno avuto sui figli, sia sulla salute psicofisica, sia sulla continuità terapeutico-riabilitativa. Ne è emerso che in bambini e ragazzi con problematiche neuropsichiatriche tra i 6 ai 18 anni è stato osservato un aumento della sintomatologia ossessiva-compulsiva, dei comportamenti correlati a un disturbo post-traumatico da stress e di alterazione del pensiero. E’ evidente quindi, che, nonostante gli sforzi degli ultimi anni, ci sia ancora molto da fare. Soprattutto adesso. Anche perché investire nel mondo della disabilità è ormai diventato un ordine per le aziende, nel campo della ristorazione come in quello dell’intrattenimento.

A promuovere un incontro sul tema è stata Angsa Lombardia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) lo scorso 27 ottobre. Perché «quando parliamo di disabilità di tipo cognitivo il discorso è tutt’altro che banale ma si tratta di un filone sul quale, anche in un’ottica di business, oltre che di civiltà, ha molto senso insistere». Nel post Covid 19, il turismo e la ristorazione, che da sole cubano circa il 13% del PIL italiano, sono chiamati a vivere una grande sfida ed il tema dell’ospitalità e dell’inclusività vi rientrano appieno. Il mondo sta diventando inoltre sempre più sostenibile e una società, specie se quotata, non può prescindere dal dare la dovuta attenzione a queste tematiche.

Per Anna Curtarelli Bovi, presidentessa di Angsa Lombardia, «anche in virtù dei numeri importanti che sottende l’autismo (le statistiche parlano di 1 persona su 60 diagnosticata come autistica), ritengo che lo spingere verso l’ospitalità e l’inclusività possa essere non solo un tema di civiltà ma anche un’opportunità che tutte le società del settore dovrebbero cogliere. Questo aiuterebbe anche molte famiglie, che hanno una persona con questa tipo di problematica, a poter fruire di servizi più inclusivi che mettano al centro le proprie esigenze». E Alessandra Locatelli, ex ministro della disabilità, sostiene che «l’autismo, così come altre disabilità, si porta, infatti, dietro numeri importanti: persone e famiglie le cui esigenze non possono più essere ignorate. Auspico che soggetti privati e pubblici possano lavorare insieme al fine di individuare una strategia innovativa atta a valorizzare, potenziale e rendere appetibile l’offerta turistica anche alle persone più fragili».

Ma c’è anche chi lavora nel mondo della ristorazione, come Stefania Atzori, amministratore delegato di Sirio, azienda impegnata proprio negli ospedali: “Siamo partiti proprio dal mondo ospedaliero, dove il rispetto e il conforto dei pazienti e dei visitatori è al centro del nostro business» spiega. «In questo ambiente così complesso e intrinsecamente legato alla solidarietà e all’empatia, abbiamo imparato e affinato tutte le modalità di accoglienza, i format adeguati, i pasti adatti ai vari regimi alimentari, anche quelli religiosi – halal, kosher, per andare incontro a tutte le richieste di pazienti, personale e visitatori, per farli sentire ” a casa”, considerati, unici”. Spazio anche alle aziende quotate. Anna Lambiase, ceo di V-Finance, spiega che «considerare le diversità all’interno di una organizzazione aziendale rappresenta un punto di forza che viene valutato sempre con maggiore importanza anche nel confronto con gli investitori attraverso il Bilancio di Sostenibilità che include principi come le pari opportunità, la non discriminazione e l’uguale dignità per tutte le forme di diversità».

Non solo. «L’esperienza del mercato dei capitali ci fa capire come la finanza stia svolgendo un ruolo sempre più importante nel processo di transizione sostenibile reindirizzando ingenti flussi economici verso le attività maggiormente orientate ad implementare strategie di sostenibilità nel lungo periodo grazie ad un sempre maggiore commitment per il recepimento dei principi ESG e di finanza sostenibile innovativa: il trend degli investimenti dei Fondi europei ESG in Europa, secondo i dati di MorningStar, ha fatto registrare nel 2019 una crescita del 56% rispetto all’anno precedente per un valore di 668 miliardi di Euro”.

Andrea Buragina, tra i fondatori della start up Lorf, ha illustrato il progetto “Autism Friendly”, denominato “BlueBeeFriend”: «L’obiettivo che ci si pone all’interno di questo progetto, in collaborazione con Angsa Lombardia, è quello di dare supporto a tutte quelle strutture che intendano in futuro approcciare questo target di utenza in maniera corretta. L’Ape Blu è un’ape molto rara, data per estinta solo qualche anno fa. Abbiamo allo scopo definito un protocollo con un taglio molto pratico riferito ai comportamenti da adottare, in contesti differenti, ogni qualvolta ci si trovi ad interagire con una persona con autismo. L’idea è quella di offrire una consulenza a 360 gradi che, partendo dalla formazione del proprio personale, possa arrivare anche ad una riorganizzazione degli spazi funzionale allo scopo di garantire accessibilità, ospitalità ed in ultima analisi inclusività».

E infine il turismo. Cecilia De Ranieri di Alpitour World sottolinea: che «l’accessibilità e l’inclusività sono due importanti sfide che passano dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle differenze di ognuno di noi. In un’azienda articolata e interconnessa come la nostra, il primo passo è stato dunque raccogliere e identificare le esigenze, comprendere a fondo i bisogni per poi offrire delle soluzioni e delle risposte concrete anche alle fasce più fragili: si tratta di un programma in divenire, portato avanti con associazioni e realtà che testano strutture e servizi per rendere le vacanze accessibili e sempre più inclusive».



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