La delega fiscale passa alla Camera. Voto definitivo prima di Ferragosto
Federico Freni e Giancarlo Giorgetti (Getty Images)
Allentata la stretta sulle sigarette elettroniche. In stand by la flat tax per i dipendenti.

Bagarre a Montecitorio. Nella seduta di ieri il governo è stato battuto alla Camera su un ordine del giorno di Gianni Cuperlo, del Pd, alla riforma fiscale. Il testo, su cui il sottosegretario all’Economia Federico Freni aveva espresso parere favorevole, è stato infatti bocciato con 148 no e 131 sì. Il testo di Cuperlo esortava l’esecutivo «a realizzare, in coincidenza con l’esercizio della delega, una vasta campagna di opinione utilizzando il servizio pubblico radiotelevisivo, media tradizionali e new media per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto delle diverse forme di evasione ed elusione fiscalee». Freni ha poi smorzato le polemiche: «Una tempesta in un bicchiere d’acqua», ha detto. Al sottosegretario all’Economia ha fatto seguito Tommaso Foti di Fdi secondo cui «il voto non è stato sul merito dell’odg, ma sulla illustrazione che ne è stata fatta: un inno in offesa al centrodestra».

Intanto, ieri, c’è stato il primo via libera alla delega fiscale. La Camera ha approvato il provvedimento con 182 voti favorevoli, 97 contrari e sei astenuti. Il testo passa quindi ora al Senato, l’obiettivo è approvarlo in terza lettura (quindi con un ritorno a Montecitorio) prima della pausa di Ferragosto.

Le novità sono diverse. Tra le più rilevanti c’è il cambio di rapporto tra cittadini e Fisco. In parole povere, d’ora in poi l’Agenzia delle entrate avrà l’onere della prova e spetterà a questo istituto motivare ogni atto in modo dettagliato. Non basterà quindi più procedere sulla base di semplici presunzioni e sarà necessario fornire prove concrete nel rispetto del contribuente.

Altro aspetto interessante riguarda l’obbligo di considerare l’eventuale contraddittorio preventivo prima di emettere un atto di riscossione nei confronti del cittadino, che avrà la possibilità di appellarsi a dubbi interpretativi. In pratica, l’obiettivo è cercare di rendere il Fisco più amichevole: tanto che sarà previsto un iter amministrativo che potrebbe consentire anche la cancellazione di eventuali controlli, senza che l’utente finale ne scopra l’esistenza. Questo perché, in assenza di prove in grado di superare un contraddittorio preventivo, non ci sarà il via libera a procedere.

Non solo: la norma prevede anche la detassazione di straordinari e tredicesime per i redditi più bassi. Previste anche novità per i premi di produttività grazie a un emendamento del Terzo polo: via a una riduzione dell’Ires per le imprese dove è prevista una partecipazione agli utili dei dipendenti. Il leghista Alberto Gusmeroli ha poi voluto la possibilità di rateizzare l’acconto delle tasse di novembre e di ridurre la ritenuta d’acconto per gli autonomi. In rampa di lancio anche agevolazioni per i giovani con meno di 30 anni e per le imprese, sotto forma di superammortamento per le nuove assunzioni. Ok anche al superamento dell’Irap senza aumenti sulle spalle delle società. Per quel che riguarda l’Irpef, due le ipotesi: accorpare le aliquote centrali al 27%, mantenendo quella del 23% per i redditi fino a 15.000 euro, passando a quella mediana fino a 50 mila euro, e salendo poi al 43%. O estendere la fascia al 23% da 15 a 28.000 euro, per poi salire al 33% per i redditi fino a 50.000 euro e mantenere l’aliquota del 43% per quelli superiori. Servono 6-10 miliardi che arriveranno dal riordino delle oltre 600 spese fiscali che ne costano 125. Tramontata la flat tax per i dipendenti.

Resta il superbollo (si parla di progressivo superamento), ma viene allentata la stretta sull’acquisto di sigarette elettroniche online: si potranno comprare anche da altri Paesi Ue ma la consegna dovrà avvenire in tabaccheria.

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