La piazza sì, lo sciopero generale no. La Cisl sceglie una strada diversa da quella della Cgil sulla legge di Bilancio. Non rinuncia alla protesta, ma la accompagna con proposte e richieste di modifica della manovra, senza uno scontro permanente col governo. Da Genova, dove si è svolta la prima tappa del «Patto che unisce», Daniela Fumarola ha indicato la rotta: dopo la manifestazione delle dieci regioni del Nord, tappe il 28 novembre a Gioia Tauro e il 12 dicembre a Roma.
La distanza dalla Cgil di Maurizio Landini è soprattutto nel metodo. Mentre la Cgil punta sullo sciopero generale del 20 novembre, la Cisl preferisce una mobilitazione che tenga aperta la trattativa con istituzioni, imprese e partiti.
La Uil segue per ora iniziative territoriali. «La Cisl non ha governi amici o nemici: riconosce ciò che è positivo, chiede di correggere ciò che è insufficiente, contrasta le scelte che ritiene sbagliate», ha scandito Fumarola. «Senza pregiudizi e senza subalternità nei confronti di nessuno». Un’autonomia che rivendica anche quando significa «andare fieramente controcorrente».
Flat tax, pensioni e scuola: le tre contestazioni della Cisl al governo
La linea del dialogo non esclude critiche nette all’esecutivo. Fumarola ha elencato tre interventi da cancellare o correggere: l’estensione della flat tax al 15% agli autonomi fino a 100.000 euro di ricavi, la stretta sulla rivalutazione delle pensioni e il taglio di quasi 7.000 posti tra docenti e personale Ata.
«I conti pubblici vanno preservati, ma rigore non può voler dire rassegnazione», ha ammonito. Per la Cisl l’alternativa è un patto pluriennale su salari, welfare, formazione e investimenti, a partire dal suo Libro Verde, presentato come proposta alla politica e alle parti sociali.
Carovita, salari e sicurezza: «L’inflazione ha eroso la speranza delle persone»
La protesta nasce dal carovita. L’inflazione, ha detto Fumarola, non ha eroso soltanto salari e pensioni: «Ha eroso la speranza delle persone». Ci sono famiglie che rinunciano a cure mediche e giovani alle prese con affitti insostenibili, lavori poveri e un futuro che sembra coincidere con una valigia.
Ma la segretaria ha rivendicato una distinzione netta tra il disagio di chi manifesta pacificamente e i saccheggi del 17 ottobre, liquidati come «puro teppismo». Tra le priorità ci sono anche la sicurezza nei luoghi di lavoro, dove si contano oltre mille morti ogni anno, e il divario che penalizza le donne, tra salari inferiori, carriere discontinue e carenza di servizi.
L’unità con Cgil e Uil resta possibile, ma senza rinunciare alle differenze
Fumarola non vuole però una rottura con gli altri sindacati, anche se si sta mobilitando in maniera diversa: «Continueremo a cercare l’unità con Cgil e Uil ovunque sia possibile», purché si parta dai contenuti e si rispettino le differenze.
Da Genova ha evocato la ricostruzione del ponte Morandi come esempio di collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini. «Il futuro non si aspetta e non si appalta. Il futuro si costruisce insieme». La sfida della Cisl è dimostrare che la pressione senza sciopero può anche strappare risultati concreti.
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