- Mai uscito il report differenziato sui casi promesso da Speranza Doveva servire a terrorizzare gli indecisi con la forza dei dati
- Istituti sommersi dai «pannolini» con l’elastico. Nessuno riesce a fermare le forniture
Lo speciale contiene due articoli
Doveva arrivare ad agosto in alcune regioni, a settembre in altre. Invece siamo a ottobre e del famoso bollettino differito per vaccinati e non, promesso dal ministro della Salute Roberto Speranza, non c’è traccia. Obiettivo dello sdoppiamento del consueto bollettino settimanale – uno con i dati aggregati relativi ai vaccinati, e un altro con i numeri riguardanti i non vaccinati – era quello di mostrare quali sono i rischi per chi non si immunizza e convincere così gli indecisi.
Peraltro la richiesta all’Europa, attraversata dalle proteste no vax, era arrivata proprio dall’Oms che aveva invitato gli Stati a usare «risolutezza» nella gestione della campagna vaccinale. Lo stesso ministro aveva ribadito che in Italia le epidemie sono due: quella che colpisce lievemente i vaccinati e quella, ben più grave, che mette in pericolo coloro che non sono vaccinati. Quindi due liste, una degli immunizzati che raramente finiscono intubati (ma non sono esenti dalla possibilità di contagio) e una dei non vaccinati. Dopo un anno e mezzo dall’avvento dell’epidemia la svolta sui report con i dati su contagi, ricoveri e morti da Covid per rendere ancora più chiara l’importanza della vaccinazione ovvero far trasparire l’efficacia dei vaccini e rendere chiare le differenze tra chi si è coperto rispetto ai rischi del contagio e chi ha scelto, nonostante il green pass, di non farlo. Un’arma in più per convincere gli indecisi a vaccinarsi. Ma anche per verificare sul territorio l’effettiva gravità del contagio così che, dati alla mano, si possono indicare ai non vaccinati il livello di pericolo che stanno correndo. L’unico problema era l’allineamento delle Regioni. Ognuna infatti ha un proprio metodo di monitoraggio di contagi, morti, posti letto occupati in terapia intensiva o in reparti ordinari.
L’obiettivo di fondo, secondo i funzionari ministeriali, era anche «prevenire le fake news che si moltiplicheranno quando in autunno le ospedalizzazioni saliranno». Secondo il ministero il doppio report giornaliero voleva evitare inoltre quanto è accaduto nelle ultime settimane in Israele, dove le polemiche dei no vax sono aumentate dopo che una quota di chi si è sottoposto all’inoculazione è finita in ospedale per la variante delta. «In realtà», aveva detto un dirigente, «la percentuale di vaccinati ricoverati in Israele è infinitamente più bassa di quella dei non vaccinati. Questi ultimi sono pochi e dunque per un paradosso statistico è sembrato che i vaccini non funzionassero, quando è vero invece l’esatto contrario».
Epperò il bollettino differenziato resta un’altra promessa mancata del ministro leader di Articolo 1, ma nel frattempo, malgrado gli allarmi e le minacce, l’estate è scivolata via insieme alla stagione turistica con successo, la percentuale di ospedalizzazioni è molto inferiore rispetto allo stesso numero di casi delle ondate precedenti, e le differenze a livello regionale non sono più allarmanti né tali da subire cambiamenti di colore. Sul report relativo al periodo 22-28 settembre della Fondazione Gimbe, ieri si leggeva che ci sono ancora 8,3 milioni di persone non vaccinate mentre il 76% della popolazione (45.041.109) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+590.166 rispetto alla settimana precedente) e il 71,3% (42.259.253) ha completato il ciclo vaccinale (+913.805). In aumento del 4,1% il numero di somministrazioni nell’ultima settimana (1.546.235), con una media mobile a 7 giorni di 204.606 somministrazioni.
Intanto, aspettando il termometro separato dell’evoluzione della pandemia, i dati del bollettino giornaliero emanato dal ministero confermano la curva in discesa dell’epidemia. Sono stati 3.804 i casi di coronavirus ieri in Italia, compresi i 296 contagi pregressi della Sicilia, Quindi a fronte di 3.212 contagiati, i decessi sono stati 51, erano 63 mercoledì. Le persone guarite o dimesse ieri sono state 5.714 con un totale complessivo nel nostro Paese di 4.4347.126 mentre gli attuali contagiati sono 94.308 pari a 1.671 in meno rispetto al giorno precedente. Scendono i ricoverati con sintomi: 3.198 (meno 119 rispetto a mercoledì), mentre i tamponi effettuati sono stati 308.836 (mercoledì erano stati 295.452) con un tasso positività dell’1,23%. Scendono anche i pazienti in terapia intensiva, 440 (-10 dal giorno prima).
Nel frattempo il ministro Speranza ha firmato la circolare sulla terza dose di vaccino anti Covid. Sarà inoculata ai soggetti dagli 80 anni di età, al personale e agli ospiti delle Rsa e, in un momento successivo, agli esercenti le professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario che svolgono le loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi, a partire dai 60 anni.
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