• Il decreto Sostegno, che verrà approvato la prossima settimana, abolisce i codici Ateco e introduce ristori in base al fatturato perso. A erogare i sussidi, dopo il flop giallorosso, sarà Sogei con un sito ad hoc.
  • Previsti 600 milioni: una boccata di ossigeno dopo lo schiaffo delle chiusure decise all’ultimo da Roberto Speranza. L’Anef festeggia: «Ora versamenti diretti e immediati».

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Dovrebbe finalmente prendere forma nel weekend il decreto Sostegno con 32 miliardi di deficit e relativi aiuti. Il ritardo accumulato è tanto. L’onda lunga dell’immobilismo del Conte bis ha lasciato senza ristori imprese e liberi professionisti dal 1° di gennaio. Adesso sperano di vedere un po’ soldi per calmierare l’imposizione del lockdown nel brevissimo periodo.

Dalle indiscrezioni sulla bozza del testo si evincono almeno quattro pilastri. Dalla proroga al 30 giugno dello stop ai licenziamenti alla Cig Covid per l’intero anno; dagli indennizzi da erogare a circa 2,7 milioni tra imprese e professionisti ai congedi per i genitori alle prese con le classi in quarantena. Ma anche l’ipotesi di stralcio delle cartelle fiscali degli anni dal 2000 al 2015 (fino a 5.000 euro comprensivi di sanzione e interessi) e il rinvio di due mesi per la ripresa degli invii di nuove cartelle e delle rate del pagamento della rottamazione ter e del saldo e stralcio. Il provvedimento, che di fatto sembra il Ristori quinquies per il quale è stato autorizzato più di un mese fa uno scostamento di bilancio di 32 miliardi di euro, è in realtà diverso. La scelta di abbandonare il criterio dei codici Ateco è un passo avanti non tanto per le erogazioni a fondo perduto (destinate nel senso proprio del termine solo alle strutture sciistiche) ma per l’inserimento del criterio settoriale. Le oltre 2,7 milioni di piccole imprese beneficeranno di un indennizzo vero e proprio in base alla perdita di fatturato in modo che l’erogazione possa coprire non solo i mancati ricavi ma pure parte dei costi sostenuti. Se il criterio è finalmente condivisibile, le incognite sono però dietro l’angolo.

A fare i bonifici non sarà più né l’Agenzia delle entrate di Ernesto Maria Ruffini (ricevuto l’altro ieri per due ore a Palazzo Chigi) né l’Inps di Pasquale Tridico. Toccherà invece alla struttura della Sogei. Dovrebbe essere messa in piedi una nuova piattaforma il cui obiettivo è fare l’ultimo bonifico entro il 30 aprile. Una missione delicata e che fino a oggi spesso si schiantata contro il muro dell’It (information technology) dello Stato. Allo stesso tempo va notata la linea di cesura. Scegliere Sogei significa sfilare dalla partita soprattutto Tridico e tutta la scia politica che il nome porta con sé. Il riferimento è ai girllini e alle prossime polemiche che scaturiranno sul reddito di cittadinanza e la sua possibile abolizione. Motivi per cui, nel complesso, Draghi sembra essersi preso tempo. Il decreto dovrebbe essere sul tavolo di Palazzo Chigi «auspicabilmente entro la prossima settimana», ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, il quale ha precisato che sono in corso le «interlocuzioni necessarie» per definire gli ultimi interventi. Il decreto, ha confermato Giorgetti durante il question time alla Camera, è «ispirato a una radicale semplificazione e immediatezza delle attuali procedure» con il superamento dello «schema normativo» dei «codici Ateco e favorendo gli automatismi della erogazione in tutti i casi in cui ciò risulta possibile e prevedendo anche in modo opzionale la possibilità di compensazione in sede di dichiarazione F24». La stessa scelta di ribattezzare il provvedimento con un nuovo nome indica la volontà di marcare una discontinuità con i Ristori del governo giallorosso.

Una posizione che dovrebbe riflettersi anche nelle scelte fiscali. Il rinvio delle cartelle al 30 aprile stavolta dovrebbe andare di pari passo non solo con il saldo e stralcio sotto i 5.000 euro, ma con un intervento radicale sulle 60 milioni di cartelle relative al 2021 e al 2022.

Sul tema dei congedi parentali è tornata invece la ministra della famiglia, Elena Bonetti: «Il prossimo decreto ripristina i congedi parentali, il diritto allo smart working e il sostegno economico per esempio per le spese domestiche, come le babysitter», come anche risorse per potenziare la didattica a distanza nelle scuole. Preoccupazione desta sul fronte confindustriale la scelta di blocca ancora i licenziamenti fino a fine giugno. Il rischio è quello di affossare ancor di più le aziende in crisi e di trascinare verso il basso quelle che dovrebbero ristrutturarsi per tornare a correre.

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