Da venerdì prossimo si potrà circolare liberamente all’aperto in tutta Italia senza indossare la mascherina. Basterà portarla con sé per indossarla in caso di affollamento, così come resta obbligatorio indossarla al chiuso. Lo prevede l’ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Dall’11 febbraio fino al 31 marzo (quando scadrà lo stato di emergenza) «è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private» e «nei luoghi all’aperto è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé i dispositivi di protezione delle vie respiratorie e di indossarli laddove si configurino assembramenti o affollamenti», si legge nell’ordinanza. Dove si precisa anche che non hanno l’obbligo di indossare il dispositivo di protezione delle vie respiratorie i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva.
L’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto e non solo nei luoghi chiusi in tutte le Regioni era entrato in vigore il 25 dicembre (e poi prorogato) dopo il varo delle nuove regole inserite nel dl Festività decise nella cabina di regìa del 23 per fronteggiare la variante Omicron. Fino ad allora l’obbligo valeva solo nelle Regioni in zona gialla. Con le nuove regole scattate il giorno di Natale, inoltre, in alcuni luoghi era diventato obbligatorio anche utilizzare le le Ffp2 nei luoghi chiusi (come cinema e teatri), sui mezzi di trasporto pubblico (sia quelli cittadini che quelli a lunga percorrenza), e per partecipare a eventi pubblici sportivi al chiuso e all’aperto, come le partite allo stadio. Una decisione presa nell’ottica del tentativo di raffreddare la curva. Ebbene, il 25 dicembre erano 54.762 le persone risultate positive al Covid, circa 4.000 in più rispetto al giorno prima, numero mai registrato dall’inizio della pandemia, con 144 vittime. Ieri i contagi risultavano 101.864, secondo i dati del ministero della Salute, con 415 vittime. Morale: l’obbligo delle mascherine all’aria aperta non è servito granché.
E le altre restrizioni quando verranno allentate? «Ora siamo all’inizio di una nuova fase, con la solita gradualità si allenteranno le altre misure come le mascherine al chiuso e il green pass», ha detto ieri il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Un altro passo, quello di entrare in un locale o in un negozio senza mascherina potrebbe essere fatto a fine marzo, ormai alle porte della primavera. Soprattutto se i casi saranno ridotti a proporzioni più accettabili, diciamo «pre Omicron» (intorno ai 10.000 al giorno). Ma al ministero non vengono date indicazioni chiare, il mantra resta sempre quello del «teniamo sotto controllo la curva epidemica».
Nel frattempo, però, nelle scuole l’obbligo di indossare le mascherine resta. E dopo le polemiche dei mesi precedenti sulle chirurgiche, adesso c’è la grana di quelle Ffp2: i presidi denunciano prezzi esosi, oltre che alcuni difetti materiali dei dispositivi di protezione. Bisogna ricordare che vi sono due distinzioni quando si parla di mascherine Ffp2: quelle che invia il ministero per le scuole dell’infanzia e nelle scuole superiori dove ci sono casi di alunni impossibilitati a indossare protezioni e quelle che le scuole possono acquistare dalle farmacie che hanno aderito all’accordo con la struttura commissariale e che servono nei casi di lezioni in presenza con studenti positivi in autosorveglianza, misura già prevista per la secondaria ma che adesso sarà valida anche per la scuola primaria. Già pochi giorni fa era stata la segretaria generale del sindacato Cisl Scuola a lanciare l’allarme: «Hanno all’interno pezzettini di alluminio ed elastici corti che le rendono inutilizzabili». C’è poi l’aspetto economico: sono molti i presidi che segnalano le differenze di prezzo delle Ffp2 acquistabili sul Mepa (il Mercato elettronico della Pubblica amministrazione) e quelle in farmacia. Il protocollo d’intesa firmato lo scorso 4 gennaio dal commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, dal ministro Speranza e da Federfarma stabilisce che il prezzo finale di vendita, alle scuole, delle Ffp2 non sia superiore a 0,75 euro per ciascun pezzo. Il problema è che il prezzo massimo fissato dal protocollo è ben superiore a quello praticato dal mercato libero, oltre che a quello reperibile sul Mepa. Senza sottovalutare i problemi di reperimento: ancora molti dirigenti scolastici segnalano carichi di mascherine chirurgiche e poche Ffp2.
Intanto in Spagna da giovedì anche nei cortili delle scuole non sarà più obbligatorio indossare la mascherina (così come negli spazi aperti): «I bambini e le bambine hanno dato un grande esempio di responsabilità in tutto questo periodo e potranno giocare in cortile negli intervalli senza mascherina»; ha annunciato la portavoce del governo, Isabel Rodríguez, ricordando che le mascherine saranno ancora obbligatorie in spazi chiusi e in eventi come concerti o partite di calcio allo stadio. Dall’altra parte dell’Oceano, negli Usa, quattro Stati – Connecticut, Delaware, New Jersey e Oregon – hanno annunciato che ne sospenderanno l’uso obbligatorio in classe. Altri 11 Stati dell’Unione (Florida, Iowa, Montana, Tennessee e Texas) non hanno in realtà mai reso obbligatorio l’uso delle mascherine in zone pubbliche incluse le scuole. Altri come New York stanno valutando la situazione. La California, inoltre, revocherà dal 15 febbraio l’obbligo di indossare mascherine negli ambienti chiusi per le sole persone vaccinate contro il Covid-19.
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