Giuseppe Tango, presidente dell’Associazione nazionale magistrati
Giuseppe Tango, presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Ansa)

Il fondatore del Movimento 17 ottobre, Youssef Siher torna a casa. E immediata scoppia la battaglia politica con il centrodestra che insorge mentre l’opposizione invita la maggioranza a rispettare le scelte della magistratura e a non sostituirsi a essa, invitando Giorgia Meloni a riferire alle Camere.

Mentre fonti del Viminale definiscono «assolutamente non condivisibile» la mancata convalida del fermo di Siher, non poteva mancare l’Anm che, definendo «scomposte e irricevibili» le parole della premier, ha offerto piena solidarietà alla gip di Milano, oggetto dell’attacco.

«Le decisioni dei magistrati si possono contestare nel merito e impugnare all’interno dei procedimenti. La delegittimazione dei colleghi, persino da chi ricopre le più alte cariche istituzionali, è invece un ormai consueto esercizio di intimidazione che non dovrebbe appartenere a uno Stato di diritto. Un esercizio insopportabile. Autonomia e indipendenza della magistratura sono due capisaldi della democrazia, in cui i magistrati non possono essere il nemico da additare in ogni circostanza all’interno del dibattito pubblico. Questo comportamento arreca un danno alla credibilità delle istituzioni», ha stigmatizzato l’Associazione nazionale magistrati.

Salvini e Tajani attaccano la decisione della gip

A ritenere «incredibile» la liberazione «di un soggetto per il quale la stessa Procura di Milano aveva contestato reati gravissimi» è Matteo Salvini. Il vicepremier e leader della Lega parla di «una decisione vergognosa, incomprensibile, assurda» e si chiede se «pagherà di tasca sua il giudice che ha deciso di rimandare a casa questo galantuomo» in caso di nuovi danneggiamenti a Milano.

«Considero estremamente grave la decisione del gip», ha dichiarato il vicepremier e ministro Antonio Tajani, «una scelta che offende e demotiva il lavoro delle forze dell’ordine impegnate nella lotta al terrorismo e alla criminalità. Rimetterlo in libertà significa mettere in pericolo la sicurezza del Paese».

Incalza Riccardo De Corato, vicepresidente di FdI nella commissione Affari costituzionali alla Camera ed ex vicesindaco di Milano: «Se Siher non è colpevole, allora anche i maranza che hanno devastato Milano sono da considerarsi innocenti?».

Rammaricato Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp: «La scarcerazione di Siher è la palese dimostrazione di un pericoloso disallineamento tra l’operato delle forze dell’ordine e la risposta del sistema giudiziario. La decisione della magistratura rappresenta uno schiaffo all’impegno di chi veste una divisa e vanifica l’azione di contrasto messa in campo con fatica sul territorio. Occorre essere chiari: se non c’è continuità tra l’arresto e la sanzione si rendono del tutto inutili i nostri sforzi e l’efficacia dei decreti sicurezza».

«Le decisioni della magistratura si rispettano, ma è difficile comprendere una decisione di questo tipo. Sulla sicurezza non possiamo permetterci passi falsi», ha scritto la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli.

Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali, rinnovando i complimenti alle forze dell’ordine, ha sottolineato i pareri contrastanti dei magistrati, chiedendosi se «possiamo parlare di giustizia giusta».

Carlo Fidanza, capodelegazione di FdI al Parlamento europeo, ha definito la decisione della gip «un colpo gravissimo alla lotta contro l’estremismo e la violenza», mentre l’europarlamentare di FdI Nicola Procaccini ha sottolineato che la decisione lascia «sconcertati e ignora la gravità degli elementi evidenziati dal procuratore e dalla pm».

Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, ha affermato che «la mancata convalida dell’arresto non è garantismo, ma un insulto alla logica, al diritto e alle forze dell’ordine».

Schlein e Conte difendono la magistratura

Nessun dubbio e sostegno totale alla gip milanese da parte del campo largo.

«Ma veramente, dopo 15 milioni di elettori che hanno bocciato la loro riforma costituzionale, siamo ancora qui a sentire attacchi ai giudici per distrarre dal fatto che non stanno dando risposte a un Paese che soffre? La Meloni vada a casa, così può fare il concorso in magistratura e realizzare il suo sogno di sostituirsi ai giudici», ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Le fa eco Laura Boldrini: «Ancora una volta, un giudice diventa target degli attacchi di Meloni e dei suoi ministri, come nella tradizione peggiore delle democrature che calpestano la separazione dei poteri».

«Giorgia Meloni spacca le vetrine delle istituzioni e oramai veste i panni di una teppista della separazione dei poteri», scrive sui social il deputato del Pd Gianni Cuperlo.

«Il video della presidente Meloni è davvero grave e inaccettabile. Servirebbero invece, in un caso simile, molta pacatezza e perfino, posso dirlo? Pudore», ha attaccato uno dei candidati sindaco di Milano, Pierfrancesco Majorino (Pd).

Tranchant il leader del M5S, Giuseppe Conte: «È l’ennesimo attacco di Giorgia Meloni alla magistratura. È stata nominata dal popolo italiano giudice del riesame, giudice di appello? Ma ha letto il provvedimento del giudice di Milano, del gip? Lo ha compreso? È possibile che faccia sempre propaganda politica?».

Angelo Bonelli, leader dei Verdi, ha dichiarato: «Trovo inaccettabile la dichiarazione della Meloni, la magistratura la si rispetta. Non è lei il tribunale. Questa destra vuole fare la campagna elettorale calpestando lo Stato di diritto».

«Quello che mi colpisce sono le parole vergognose di Giorgia Meloni che si rivolge a un giudice di questo Paese dicendogli che si dovrebbe vergognare: e la sua colpa sarebbe quella di aver fatto rispettare la legge», ha ribadito Nicola Fratoianni di Avs.

Per la sua collega di partito ed eurodeputata Ilaria Salis, «Youssef Siher è stato sbattuto in carcere con accuse ridicole, sulla base di leggi liberticide introdotte da questo governo. Siamo un Paese allo sbando».

Secondo il segretario di +Europa, Riccardo Magi, il video di Giorgia Meloni «è eversivo perché la presidente del Consiglio si permette di contestare delle decisioni della magistratura senza entrare nel merito di quella decisione. È allergica ai limiti del potere, ma noi non possiamo tollerarlo».

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