Giovani fermati a Milano mostrano la denuncia dopo gli scontri e i saccheggi del 17 e 18 ottobre 2026
Giovani fermati a Milano mostrano la denuncia ricevuta dopo i disordini (Ansa)

C’è chi ha preso a manganellate i poliziotti, chi ha scagliato contro gli agenti cassonetti della spazzatura, tavolini di un bar, sanpietrini e bottiglie di vetro. E chi, dopo aver mandato in frantumi la vetrina di un negozio di abbigliamento sportivo, è stato trovato con la merce appena saccheggiata ancora tra le mani.

Sono le accuse contestate ai devastatori protagonisti della guerriglia urbana di Milano dello scorso fine settimana, arrestati nelle ore successive ai fatti e per i quali la Procura ha chiesto e ottenuto una misura cautelare (quattro restano in carcere e uno va ai domiciliari con braccialetto elettronico) all’esito dell’udienza di convalida davanti al gip. Resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale, devastazione e saccheggio i gravi reati ipotizzati per i vandalismi di piazza Duomo e dintorni.

Le misure cautelari dopo gli scontri a Milano

Tutti giovanissimi, al massimo poco più che ventenni (in compagnia di tanti minorenni), per i pm hanno mostrato «una significativa capacità criminale» e dato prova «di una assoluta disinvoltura ad improvvisare azioni distruttive di rara violenza». Farouk Mabrouk, nato in Tunisia ma residente a Brescia, compirà 19 anni tra poco più di una settimana. È ritenuto tra i responsabili della devastazione e del saccheggio del negozio Footlocker di via Passerella.

Il saccheggio del Foot Locker

Armato di spranga avrebbe dapprima «mandato in frantumi le vetrine del negozio e devastato gli arredi» per poi «depredare una vasta quantità di merce esposta»: scarpe, felpe e magliette che stringeva tra le mani all’arrivo degli agenti. E a un poliziotto che stava provando a fermarlo avrebbe rifilato una gomitata. Fatti avvenuti domenica 18 ottobre, a nemmeno ventiquattro ore di distanza dai gravissimi disordini del giorno prima.

Per la pm Aurora Stasi il giovane tunisino pur avendo piena contezza delle «conseguenze penali» delle sue azioni non ha mostrato «alcuna remora nell’adoperare violenza».

Le violenze contro gli agenti durante i cortei

E sono tra i protagonisti proprio degli scontri di sabato 17 ottobre tre giovani italiani di Milano e dintorni di età compresa tra i 19 e i 24 anni. Zeno Palamara si sarebbe scagliato con violenza contro l’agente che stava per fermare un minorenne, causando al poliziotto «lesioni personali in corso di refertazione». Il gip gli ha concesso i domiciliari perché «non vi è prova che abbia partecipato agli scontri e agli atti di devastazione».

Marco Labruna, invece, oltre a cercare di colpire gli agenti con calci e pugni, a volto coperto avrebbe iniziato a lanciare tavolini, cassonetti della spazzatura, bottiglie e sanpietrini contro i poliziotti. Anche Kevin Monegro, arrivato in piazza Duomo con il volto travisato da un passamontagna raffigurante il viso del calciatore Cristiano Ronaldo avrebbe reagito con inaudita violenza al legittimo intervento delle forze dell’ordine dopo aver scagliato verso gli agenti diversi oggetti, tra cui un raccoglitore metallico per rifiuti.

Il gip: «Violenza indiscriminata e incontrollata»

Dopo l’encomiabile sforzo della polizia, tocca alla magistratura assicurare alla giustizia i violenti che pensano di barattare il sacrosanto diritto a manifestare con l’anarchia della delinquenza e della devastazione. E anche per il gip Fabrizio Filice «l’organizzazione delle proteste non sembra ruotare intorno a una specifica istanza sociale, bensì perseguire il deliberato scopo di dare sfogo a una violenza indiscriminata e incontrollata» peraltro con «un rischio altissimo che possa accadere di nuovo».

Per sabato sono state annunciate manifestazioni in otto città: oltre a Milano ci sono Bologna, Torino, Roma, Firenze, Padova, Genova e Bari. «Non possiamo», spiega il segretario generale del Coisp, Domenico Pianese, «continuare a misurare la tenuta dell’ordine pubblico sulla capacità dei colleghi di incassare violenza» dopo aver definito «impressionante» il dato relativo ai minorenni coinvolti, ben 220 sulle 271 persone accompagnate in Questura.

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