libro piccolo Domenico
Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo Domenico, nella sala stampa della Camera dei Deputati durante la presentazione del libro «Un cuore bruciato» (Ansa)

«Sono molto arrabbiato». Tra le lacrime non riesce a dire altro il padre del piccolo Domenico Caliendo, morto a due anni e quattro mesi il 21 febbraio 2026 dopo un trapianto di cuore al Monaldi di Napoli. È il momento più commovente della presentazione del libro che racconta la sua storia scritto dalla madre Patrizia Mercolino.

«Questo libro è la storia di Domenico, da quando nato, non è solo la vicenda che gli è accaduta, ma chi era Domenico. È sempre stato un combattente, io come mamma ho cercato di proteggerlo in tutti i modi, ma penso che qualsiasi mamma farebbe la stessa cosa. Spero di dare forza a tante mamme perché quando una mamma ama il proprio figlio fa tutto. Io purtroppo non sono riuscita a salvarlo, avrei tanto voluto farlo, purtroppo non ce l’ho fatta e mi do la colpa anche se non è colpa mia», ha detto in conferenza stampa.

Alla conferenza stampa hanno partecipato Rita Dalla Chiesa (Fratelli d’Italia), Simonetta Matone (Lega), Annalisa Imparato, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, e Matilde Siracusano (Forza Italia) che ha ospitato l’evento. «Come istituzioni, abbiamo il dovere di ascoltare e di accertare la verità per comprendere come agire nel sistema sanitario, affinché tragedie come quella di Domenico non si verifichino più», ha detto Siracusano aprendo la conferenza. «Questo governo, sin dai primi giorni, si è mosso in questa direzione, profondendo il massimo impegno nonostante le complessità che hanno accompagnato questa legislatura. Dobbiamo fare ancora di più, questo è sicuro».

«Questo libro è un monito per la ricerca della verità e una riflessione sullo stato della sanità italiana», interviene Imparato. «Spesso gli scenari delle indagini nei casi di malasanità fanno emergere, all’interno delle équipe mediche, frizioni e deficit di comunicazione che inevitabilmente compromettono la salute del paziente. A questo si unisce un’eccessiva importanza data ai numeri invece che alla persona». Rita Dalla Chiesa rivolge anche un pensiero al dolore di «quella mamma di Bolzano che ha mandato il cuore di suo figlio inutilmente». Quello di Patrizia Mercolino «è dolore vero, autentico. Ha passato qualcosa che nessuno dovrebbe mai passare». «A Patrizia è toccata in sorte la cosa più crudele che può succedere all’essere umano. Un dolore che non passerà mai. Avere il cuore in pace significa anche sapere che c’è un responsabile», così Simonetta Matone.

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