«Avremmo potuto garantire i domiciliari a Mario Roggero, ma niente. Ancora una volta il governo ha fatto cadere la maschera». È lapidario Edoardo Ziello, capogruppo di Futuro nazionale alla Camera, dopo la bocciatura di un emendamento al disegno di legge sulla «detenzione domiciliare dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che aderiscono a un programma di recupero».
Il provvedimento, valido per i condannati con pena non superiore a otto anni, è stato approvato (135 sì, 42 no, 82 astenuti) senza il correttivo dei deputati di Roberto Vannacci, che avrebbero voluto estendere i benefici anche a coloro che commettono un reato «in conseguenza di stati emotivi, purché determinati da un impulso contingente insorto in stato di provocazione, ovvero in reazione a reiterate condotte prevaricatrici o vessatorie, in assenza di premeditazione e di motivi abietti o futili».
Significava la detenzione domiciliare per Roggero, senza passare dalle forche caudine della grazia o da surreali escamotage. Ma l’emendamento è stato ritenuto inammissibile perché «riguarda altre casistiche», con una motivazione che Futuro nazionale ritiene capziosa e fumosa. Per questo ha votato no al provvedimento insieme con il Movimento 5 stelle. Il resto dell’opposizione si è astenuto. «È il Mondo al contrario. Si dice che il tossicodipendente o l’alcolista che fa una rapina può avere diritto alla detenzione domiciliare, ma chi esce e si difende non può beneficiarne». È la spiegazione del deputato Gianangelo Bof (Fn). «Poi abbiamo le processioni da Mario Roggero… Noi cerchiamo di aiutarlo in Aula e invece c’è chi si inventa un cavillo procedurale all’interno di questo provvedimento. Il nostro emendamento poteva essere la soluzione. Cassato. Non possiamo accettare queste risposte procedurali».
Il centrodestra, al contrario, accoglie con favore la nuova legge. Lo sottolinea la sottosegretaria ai Rapporti col Parlamento, Matilde Siracusano (Forza Italia): «Si tratta di una riforma importante che rende il nostro ordinamento più giusto, più moderno, più umano e più efficace. La nuova legge introduce la possibilità della detenzione domiciliare presso le comunità terapeutiche. Il carcere non rappresenta la risposta più adeguata per chi affronta una condizione di dipendenza e il recupero può essere la strada migliore per prevenire la recidiva e favorire il reinserimento nella società».
L’avvocato Sergio Novani, capo dell’Ufficio legislativo di Fn ed ex coordinatore del pool di difensori del gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi, contesta con vigore il Niet all’emendamento vannacciano. «È la prova evidente che in questo Paese le leggi si piegano per tutelare i malviventi, voltando spietatamente le spalle alle vittime. La norma sarebbe stata applicabile solo alle reazioni d’impeto di ultrasettantenni di fronte a violente prevaricazioni, previa rigorosa valutazione del magistrato di sorveglianza». Poi l’attacco diretto alla maggioranza di governo: «Mentre una certa politica si riempie la bocca di solidarietà di facciata e fa sfilate mediatiche, solo Futuro nazionale sta facendo qualcosa di concreto per Roggero».
Mentre a Montecitorio volano gli stracci, a Grinzane Cavour si vivono giorni difficili. La famiglia del gioielliere non è ancora riuscita a far visita al parente nel carcere di Bollate. Spiega Laura, una delle quattro figlie: «Con il negozio aperto è tutto più complicato. Vedremo come fare, anche perché dobbiamo chiedere dei permessi e non è così semplice prenotarsi. Abbiamo parlato con papà al telefono, anche se per poco tempo». Lui aveva suggerito di assumere una guardia giurata per controllare la gioielleria. Laura commenta: «Vedremo ad agosto. Chiudiamo per tre settimane e cerchiamo di capire come organizzare il futuro». Ieri, alla cerimonia del Ventaglio, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, è tornato sul caso: «Faccio l’avvocato, quella non è legittima difesa. Ma è criticabile l’entità della pena».
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