Tegola pure per la Sturgeon: condannato l’ex marito dell’ultrà scozzese pro Ue
L’ex primo ministro scozzese Nicola Sturgeon con l’ex marito Peter Murrell (Ansa)

Indipendentismo, progressismo, europeismo e fatture false. Molte fatture false, per un importo totale di oltre 460.000 euro e con decine di spese pazze, come un suv Jaguar e un caravan a cinque stelle.

Con la condanna a cinque anni di Peter Murrell, a lungo marito dell’ex premier scozzese Nicola Sturgeon, sullo Scottish national party cala un macigno.

Con la giustizia la Sturgeon se l’è cavata: non sapeva nulla delle acrobazie finanziarie del consorte e neppure aveva subodorato alcunché dal tenore di vita. Ma per lo Snp è quasi una maledizione, visto che Lady Nicola (56 anni) prese il potere dopo che il predecessore Alex Salmond fu travolto (e arrestato) da un’inchiesta per violenza sessuale, per poi essere completamente assolto poco prima di morire d’infarto nel 2024. Peter Murrell invece ieri ha patteggiato, dopo essersi riconosciuto colpevole di varie malversazioni.

Secondo le carte dell’inchiesta sulle spese del partito per l’ennesimo tentativo di organizzare un referendum indipendentista, tra il 2011 e il 2023 il sessantenne marito della Sturgeon avrebbe falsificato i codici per l’accesso ai conti del movimento, disponendo mandati di pagamento per le spese più folli e registrandole con fatture inesistenti. Se si tiene conto che erano soldi delle donazioni dei militanti scozzesi, lo scandalo è micidiale. Tra le spese personali di Murrell ci sono alcune auto (tra cui una Jaguar), penne Montblanc e orologi di lusso e un camper da 150.000 euro. Ma anche una macchinetta per il caffè da 1.500 euro, un paio di chili di caffè macinato, videogiochi e oggetti da regalo o di arredamento per la cucina. Il tutto per un conto finale da 460.000 euro. Quando si è riconosciuto colpevole, un mese fa, Murrell ha ammesso che non era più in grado di controllarsi. Se non l’avesse fermato la polizia, si sarebbe divorato le finanze del partito.

La cronologia dello scandalo è molto veloce, specie se vista dall’Italia e paragonata a storie simili. Ad aprile del 2023, il tesoriere infedele viene arrestato con le accuse che ieri lo hanno portato alla condanna. Due mesi prima, senza nessun apparente motivo, Nicola Sturgeon si era dimessa dal governo e dalla guida del partito dopo nove anni di leadership assoluta. A giugno 2023 viene fermata anche lei e interrogata per sei ore dalla polizia. Viene rilasciata senza nessuna accusa, perché sarebbe riuscita a dimostrare che non sapeva assolutamente nulla delle disonestà del marito e al termine dell’inchiesta non emergeranno prove del contrario. L’ex premier, nota per i tailleur pastello e i capelli sempre cortissimi, divide i propri destini non solo dal tesoriere ma anche dal coniuge e si separa nel pieno dell’inchiesta giudiziaria. Il 15 gennaio del 2025, Sturgeon annuncia che la coppia ha deciso, «di comune accordo e con il cuore pesante», di «mettere fine al matrimonio» dopo 15 anni di unione. Due mesi dopo l’annuncio dell’avvenuto divorzio, l’ex premier viene ufficialmente prosciolta.

Il resto è storia recente. Murrell finisce in galera e lo scorso mese si riconosce colpevole. Avrebbe rischiato una condanna ad almeno sette anni di carcere, ma con il patteggiamento deciso ieri se la caverà con cinque anni e tre mesi, più una somma ancora da determinare, tra interessi e penali. In ogni caso, i suoi legali hanno detto in udienza che il loro cliente ha i fondi necessari per restituire la somma che il tribunale indicherà. I fatti ormai sono cristallizzati, per l’ex coppia più potente di Scozia: ha fatto tutto lui, all’insaputa di lei. Murrell guadagnava 100.000 euro l’anno, ma aveva un tenore di vita ben superiore. Però i conti bancari della coppia erano separati.

E a proposito di separazioni, Sturgeon ha incarnato per quasi un decennio un volto eroico di sinistra, al contempo progressista e nazionalista, ma soprattutto fan scatenata di Bruxelles (pur di fare dispetto a Londra). Dalla condanna dell’ex marito, la Sturgeon ne è uscita indenne giudiziariamente, ma dal punto di vista politico lo scandalo delle spese pazze è un colpo da ko. Il predecessore Salmond aveva sfiorato la vittoria al referendum separatista e Sturgeon ha continuato a chiederne la ripetizione.

Raccogliendo fondi e donazioni che il marito ha speso in videogiochi. Ma Sturgeon piaceva molto, a Bruxelles come in Italia, sponda centrosinistra, per come ha lottato contro la Brexit, per come ha affrontato con durezza Boris Johnson, non esitando a definirlo «un clown» per come aveva gestito la pandemia cinese. Lei, manco a dirlo, in Scozia ha imposto vaccinazioni, lockdown e forme di green pass appena meno invadenti delle follie di Roberto Speranza. Mentre sui diritti civili, il 22 dicembre 2022 fece approvare dal parlamento scozzese la legge più liberale del mondo sulla possibilità di autodeterminarsi il genere. La legge è poi stata impugnata dal Regno Unito e a maggio del 2025 la Corte suprema di Londra ha vietato ai trans di farsi registrare come donne. Insomma, ha volato alto, la signora Sturgeon, tra Edimburgo, Londra, Bruxelles e il mondo intero. Ma è stata abbattuta da un camper nel giardino di casa.

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