Primi morti in Germania e guai per Macron
  • L’onda dell’epidemia si alza in tutta l’Ue: Berlino conta due decessi, oltre a 1.112 infezioni. Il presidente francese non ha ancora disposto restrizioni però la Francia si ritrova con 1.400 malati, fra cui un ministro. Sbarca a Singapore la crociera con 175 italiani.
  • La Repubblica islamica travolta dall’epidemia. Le vittime reali sarebbero circa 2.300.

Lo speciale contiene due articoli

Con quasi 4.000 morti e oltre 111.000 contagi, ma anche più di 62.000 guariti, «la minaccia di una pandemia sta diventando molto reale», ha dichiarato ieri il direttore generale dell’Oms, Tedros Ghebreyesus. In ogni caso, si tratterà della «prima pandemia che potrà essere controllata. Dei circa 80.000 contagiati in Cina, oltre il 70% sono guariti e sono stati dimessi», ha aggiunto il direttore.

Intanto, con due casi confermati a Cipro, ora sono tutti i Paesi dell’Ue a essere interessati dal coronavirus. E il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha scelto di dimezzare la plenaria (che si tiene straordinariamente a Bruxelles e non a Strasburgo) alle sole giornate di oggi e domani (sarebbe dovuta terminare giovedì).

Registrate le prime due vittime in Germania, dopo che un cittadino tedesco era risultato il primo morto in Egitto: una nel Nord-Reno Vestfalia, il maggior focolaio del Paese, e un’altra a Essen. Cinquemila persone sono in quarantena domiciliare nel Brandeburgo dopo un sospetto di contagio in una scuola. Ma il numero di contagiati in Germania è arrivato a quota 1.112 (210 in più in 24 ore). Secondo Henrik Enderlein, uno dei principali economisti tedeschi, c’è un’analogia tra la progressione del contagio in Italia nella penultima settimana e in Germania nell’ultima settimana: il grafico che ha pubblicato su Twitter sembra dimostrare infatti che la Germania è solo una settimana indietro rispetto a noi e che rischia di andare incontro al nostro stesso destino.

Un pericolo che sembra poter correre anche la Francia, con il suo presidente Emmanuel Macron che, pur preoccupato dagli sviluppi del virus come dimostrano i contatti con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, continua a invitare i cittadini a non chiudersi in casa andando a teatro e partecipando a inaugurazioni. Un atteggiamento che a molti ha ricordato quello assunto una decina di giorni fa dal nostro premier Giuseppe Conte. Ma il virus galoppa: con oltre 1.400 persone infettate (tra cui cinque deputati e il ministro della Cultura) e 25 decessi – per lo più anziani – la Francia rimane il Paese europeo più colpito dopo l’Italia e poco prima della Germania.

Sono saliti a 999 i contagi in Spagna, quasi il doppio rispetto ai 589 di domenica. Raddoppiate le vittime: da 8 a 16. Chiuse scuole e università a Madrid. Nel Regno Unito invece le persone contagiate sono 319, con un incremento di 46 casi in 24 ore. Sono cinque i morti. Primo infetto anche alla Nato di Bruxelles: positivo al test un dipendente che era tornato da una vacanza nell’Italia settentrionale e si trova in isolamento a casa. Il governo irlandese ha deciso di cancellare le parate di San Patrizio, sia a Dublino sia a Cork, a causa dell’emergenza. Nella Repubblica si contano 21 casi di contagio, mentre nell’Irlanda del Nord britannica ne sono stati registrati una dozzina. Le autorità irlandesi erano già state costrette a cancellare diversi eventi sportivi tra cui la partita Irlanda-Italia di rugby del Sei Nazioni. Il governo greco ha disposto il blocco dei voli verso l’Italia settentrionale.

In Iran, epicentro del Medio Oriente, è morto un altro politico, l’ottavo: si tratta dell’ex parlamentare Mohammadreza Rahchamani, già segretario generale del Partito di unità nazionale e cooperazione di matrice riformista. Israele ha deciso di imporre la quarantena per 14 giorni per «chiunque venga dall’estero».

Spostiamoci a Oriente: il virus sembra rallentare in Corea del Sud: nuovi 248 contagi e una nuova vittima per un bilancio di 7.382 casi positivi e 51 morti. Ma quello comunicato ieri è il numero più basso di nuove infezioni quotidiane registrate nel Paese.

In Cina, invece, ci sono tentativi di ritorno alla normalità: riapre – sia pure parzialmente – lo Shanghai Disney Resort, a oltre un mese dalla chiusura mentre da oggi tutti i 14 ospedali modulari costruiti per fronteggiare l’emergenza coronavirus in Cina nella zona di Wuhan potrebbero essere chiusi. La Cina ha fatto registrare 22 decessi, livello più basso mai registrato dall’inizio della raccolta a gennaio. Ai minimi anche i contagi (44, tutti nell’Hubei). In totale, 80.735 contagi, 3.119 morti e guariti saliti al 72%, pari a circa 58.600.

Ultimo passaggio a Occidente, negli Stati Uniti. Due parlamentari repubblicani, Ted Cruz e Paul Gosar, si sono messi in autoisolamento dopo aver avuto contatti con una persona positiva al test ma non presentano sintomi. Il presidente Donald Trump, intanto, minimizza via Twitter: «Lo scorso anno 37.000 americani sono morti per la comune influenza. La media è tra i 27.000 e i 70.000 per anno. Nulla viene chiuso, la vita e l’economia vanno avanti. In questo momento ci sono 546 casi confermati di coronavirus, con 22 morti. Pensate a questo!». Ma secondo il Washington Post, i funzionari della Casa Bianca temono che le cifre raddoppieranno nelle prossime 48 ore. E prende quota l’ipotesi di una pausa di due settimane per il Congresso.

Ultimo capitolo, le navi. Ieri è iniziato nel porto di Oakland lo sbarco della Gran Princess bloccata al largo di San Francisco con oltre 3.500 persone a bordo tra cui 21 contagiati. Dopo giorni di navigazione anche la Costa Fortuna attraccherà: doveva fare scalo a Phuket ma dopo le restrizioni thailandesi la nave – con 173 italiani a bordo ma nessun malato – arriverà a Singapore.

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