Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, è intervenuto all’Accademia della Guardia di Finanza per un confronto con gli allievi dedicato alle nuove sfide della sicurezza internazionale, soffermandosi sull’evoluzione dello scenario geopolitico e sulle trasformazioni che stanno interessando lo strumento militare italiano.
Nel corso dell’incontro, svoltosi nell’Aula Magna dell’Accademia alla presenza del Comandante generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro, e delle principali autorità civili e militari, Portolano ha descritto un contesto internazionale caratterizzato da tre fattori destinati a influenzare sempre più gli equilibri globali: la competizione strategica permanente tra gli Stati, una crescente instabilità capace di produrre effetti su scala mondiale e la rapida evoluzione tecnologica, che rende accessibili anche ad attori non statali strumenti a duplice uso e potenzialmente offensivi.
Secondo il Capo di Stato Maggiore della Difesa, proprio dall’intreccio di questi elementi nascono minacce sempre più difficili da identificare e attribuire, spesso collocate al di sotto della soglia del conflitto aperto. In questo ambito rientrano le cosiddette minacce ibride, che possono agire contemporaneamente sul piano fisico, digitale e cognitivo, alimentando fenomeni come disinformazione, sfiducia, polarizzazione e rallentamento dei processi decisionali.
Di fronte a questo scenario, Portolano ha sottolineato la necessità di superare una concezione tradizionale della sicurezza nazionale, basata su compartimenti separati, per adottare invece un approccio integrato che coinvolga l’intero sistema Paese: dalle istituzioni al mondo della scuola, dall’università all’industria, fino ai media e ai cittadini.
Nel suo intervento il generale ha illustrato anche il percorso di trasformazione avviato dalle Forze Armate, che punta da un lato a mantenere le capacità operative già disponibili e dall’altro a svilupparne di nuove, sfruttando l’innovazione tecnologica e rafforzando in particolare i domini dello spazio e del cyberspazio.
Tra le iniziative richiamate figurano anche alcune riorganizzazioni interne alla Difesa e la revisione della Pianificazione Generale Interforze, impostata secondo un criterio «mission driven» per individuare le capacità da sviluppare in funzione delle missioni assegnate alle Forze Armate, degli impegni assunti in ambito Nato e del Piano Militare di Difesa Nazionale, al quale contribuisce anche la Guardia di Finanza.
Un passaggio è stato dedicato proprio al Corpo delle Fiamme Gialle, definito una componente fondamentale del sistema di difesa del Paese grazie al suo particolare status, che gli consente di operare sia sul territorio nazionale sia nelle missioni internazionali. Portolano ha ricordato il contributo dei finanzieri impegnati accanto alle Forze Armate nei teatri operativi di Kosovo, Libia, Iraq e Afghanistan.
In chiusura, il Capo di Stato Maggiore della Difesa si è rivolto direttamente agli allievi dell’Accademia, indicando carattere, competenza e coraggio come i tre pilastri della leadership. Un modello, ha spiegato, che si fonda sull’esempio e sulla coerenza più che sulla visibilità, ricordando ai futuri ufficiali che la carriera militare richiede sacrificio, ma offre soddisfazioni che ripagano pienamente dell’impegno assunto al servizio della Patria.