Tornano a surriscaldarsi i rapporti tra Niamey e Parigi. Secondo Reuters, il governo nigeriano ha accusato la Francia di aver orchestrato il tentativo di rivolta che, a fine agosto, alcuni soldati ribelli hanno effettuato, attaccando varie strutture, tra cui una base militare.
Soldati ribelli contro la base militare: il golpe respinto con l’aiuto di Russia e Algeria
«È stata raccolta una notevole quantità di prove in merito a questo attacco e il Niger si riserva il diritto di portare la questione dinanzi ai tribunali internazionali», ha affermato il governo del Niger in una nota. In particolare, l’attacco da parte dei militari sovversivi si è verificato il 29 agosto. Sempre stando a quanto riferito da Reuters, è stato respinto dalle truppe regolari di Niamey, coadiuvate da forze paramilitari russe e dall’assistenza militare algerina.
Dal colpo di Stato del 2023 alla rottura con Parigi: il Niger entra nell’orbita di Mosca
Non è certo un mistero che i rapporti tra il Niger e la Francia siano assai freddi. Le relazioni tra i due Paesi si sono notevolmente deteriorate dopo che, nel luglio del 2023, una giunta militare ha preso il potere a Niamey con un colpo di stato. Fu proprio a dicembre di quell’anno che Parigi completò il ritiro delle proprie truppe dal territorio nigerino su ordine del nuovo governo locale. Il mese successivo, la Francia annunciò anche la chiusura della propria ambasciata nel Paese.
Russia-Niger, l’alleanza si rafforza: dal sostegno militare alla sfida geopolitica nel Sahel
Contestualmente, Niamey iniziò ad allontanarsi dall’orbita geopolitica di Parigi per entrare in quella di Mosca. Nel luglio del 2024, il Niger istituì, insieme al Mali e al Burkina Faso, l’Alleanza degli Stati del Sahel, che, oltre a prendere decisamente le distanze dalla Francia e dall’Ecowas, rafforzò i propri legami con la Russia. A novembre del 2024, il primo ministro nigerino, Mahaman Ali Lamine Zeine, incontrò, non a caso, il vicepremier russo Alexander Novak. Successivamente, Mosca ha anche riaperto la sua ambasciata a Niamey. Era inoltre l’anno scorso, quando la Russia ha espresso interesse per la realizzazione di una centrale nucleare in Niger.
A cementare ulteriormente le relazioni tra Mosca e Niamey sta l’intervento russo di fine agosto contro i soldati che avevano attaccato la base militare e tentato un golpe. «L’ambasciatore russo in Niger, Viktor Voropaev, ha dichiarato che le autorità nigerine hanno richiesto l’assistenza della forza per neutralizzare i sediziosi», ha riferito Al Jazeera. Il tema geopolitico è rilevante. La presa di Mosca sul Sahel si mantiene, almeno per ora, abbastanza salda. E a Washington si stanno studiando delle contromosse.
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