Salvini chiama? Vannacci risponde presentando in esclusiva alla Verità la seconda parte del suo corposo programma firmato dall’ideologo Lorenzo Gasperini. Ideologo, non economista chiaramente. Sì, perché da quanto abbiamo potuto verificare anche in questa seconda parte di programma si fatica a trovare le coperture delle pur interessanti idee proposte.
Futuro nazionale sviluppa proposte su più temi: difesa, cybersicurezza e sovranità digitale, sussidiarietà e riforma dell’architettura pubblica, famiglia, e tutti quegli elementi che vengono definiti non negoziabili, ovvero identità cristiana, vita e demografia, sociale, agricoltura e sovranità alimentare.
Per la famiglia i vannacciani propongono l’introduzione di un «vero quoziente familiare». Una proposta antica, non certo originale e che nello specifico viene spiegata così: la ricchezza prodotta deve essere tassata tenendo conto di quante persone essa sostiene. Tale quoziente dovrà essere utilizzato non solo per l’Irpef ma come un «Fattore famiglia Italia», che consideri figli, disabili, caregiver e anziani conviventi parte del nucleo ai fini Isee, strumenti sociali e graduatorie. Idea stupenda, ma come si trovano le coperture? Non è dato saperlo e considerato che tutta Italia ha anziani a carico e che il 22% della popolazione italiana ha una disabilità, secondo gli ultimi dati Istat, praticamente in Italia non resterebbero contribuenti. E mentre Fn si dice contrario alle quote rosa, per spingere la natalità si inventa le «quote azzurre»: nei concorsi pubblici una quota di posti sarebbe riservata ai genitori di famiglie italiane numerose. Alla faccia del merito. Poi si legge: «Lotta all’utero in affitto quale reato universale», solo che nel 2024 il disegno di legge che rende l’utero in affitto reato universale è già passato alle Camere per diventare legge. Presente un Reddito di genitorialità. In sostanza, parte del sussidio risparmiato dallo Stato, quando un percettore di sostegno al reddito subentra nel posto di lavoro lasciato liberamente da un neogenitore, verrebbe trasferita al genitore stesso che sceglie di dedicarsi ai figli, da prolungare nel caso di una nuova nascita.
E ancora: «Piano casa con alloggi popolari, mutui agevolati, canoni calmierati e recupero del patrimonio pubblico». Anche qui, un progetto già avviato dal governo coinvolgendo i privati, reso chiaro che non esistono le coperture. Così come «l’allontanamento dei minori dalla famiglia solo come extrema ratio», tema già portato avanti con forza dal governo e con veemenza dal vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. Poi, per i giovani: «Divieto assoluto di smartphone e dispositivi personali durante l’orario scolastico», ma la legge anche qui è già in vigore. E ancora, «mutuo Tricolore per la prima casa delle giovani coppie italiane», già messo in campo dal governo e fortemente voluto da Giorgia Meloni, con i mutui agevolati per le coppie under 36. Per quanto riguarda la Difesa si spiega bene cosa non si vuole fare: non rispettare l’obiettivo del 5% del Pil concordato in sede Nato, non attivare il Safe, però non si spiega, pur volendo equipaggiare meglio le nostre Forze armate, come si intende farlo. Nel passaggio che riguarda le carriere si intende promuovere la cultura militare nelle scuole offrendo percorsi chiari ma senza reintrodurre la leva obbligatoria.
La proposta più interessante trova luogo nella difesa dei dati. «I dati italiani restano in Italia: incentivi alle imprese che spostano i database su infrastrutture certificate “Cloud Italia” e vincoli di localizzazione in Italia o Ue per i dati strategici della Pubblica amministrazione». Lascia invece più perplessi il «Fondo di garanzia, o sviluppo di polizze volontarie di mercato, per le vittime over 65 delle frodi online». Si tratta, certo, di un’emergenza, ma invece di trovare il modo di rimborsare le vittime, forse sarebbe meglio promuovere una campagna di comunicazione e di formazione per evitare che il fenomeno dilaghi. Il rischio è che qualche furbetto ne approfitti provocando l’innesco di una doppia frode. Molto interessante la proposta di dare il voto plurimo in presenza di figli; come si scrive nel programma, sarebbe infatti un «interessante esperimento politico», così come interessa la proposta del Reddito di rinascita che sostiene le madri italiane fino all’età di 12/18 anni.
Sull’agricoltura il programma diventa decisamente confuso. Al primo punto si stabilisce che «gli aiuti pubblici nazionali ed europei devono essere destinati al vero agricoltore e non al semplice proprietario del terreno». Qui non è chiaro cosa si intenda e quale sia il fine. Come se il proprietario del terreno avesse colpe per il solo fatto di avere la proprietà. Per quanto riguarda la «rinascita delle aree rurali» si è speso tanto inchiostro negli ultimi decenni ma una formula vincente ancora non è stata trovata. E anche qui l’idea c’è, ma manca la soluzione.
«Burocrazia zero» è infine il sogno di ogni italiano. Per Futuro nazionale «lo Stato viene incontro alle famiglie, ispirandosi a modelli di semplicità e sostegno alle famiglie già rodati nei Paesi scandinavi e baltici. Lo Stato non aspetta che il cittadino bussi alla porta, si fa trovare già sulla soglia».
Il programma di Vannacci è ricco, interessante, ma pecca di confusione e poca innovazione. Mancano i numeri: come intendono coprire queste misure? Li aspettiamo per la terza parte del programma.
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