Una giornata per celebrare la vita nascente
IStock
Domani a Modena il Festival delle associazioni pro life per impegnare il Parlamento.

I dati continuano a parlare chiaro: 380.000 nati nel 2023, cioè un -3,8% rispetto all’anno precedente, che aveva già visto i decessi più che raddoppiare sulle nascite. Con un’annotazione curiosa: l’Italia ha visto più nati nel 1943 (in pieno conflitto mondiale) che nel 2023! Pare emergere piuttosto evidente l’immagine di un Paese meno vitale e creativo, meno disposto all’innovazione e, soprattutto, gravante sulle future generazioni in termini pesanti; per l’aumento della spesa sanitaria, sociale e pensionistica (visto il sempre più alto numero di anziani), per la contrazione dei posti di lavoro, per l’abbandono dei piccoli Comuni. Ma, soprattutto, è dietro l’angolo il preoccupante impoverimento del tessuto relazionale, specie nei rapporti tra generazioni diverse, la conseguente povertà educativa, la solitudine degli anziani. E, a questo punto, dei bambini.

Svariate sono le cause: economiche, lavorative, affettive, sociali. Ma la più emergente e, a mio parere, rilevante, risulta essere quella culturale. Sta prevalendo la propensione a zero figli, esito di una cultura individualistico-consumistica, più propensa alla gratificazione immediata che a un progetto a lungo termine, come quello di generare ed educare un figlio.

Eppure la trama nebulosa della deriva demografica può ancora essere perforata da raggi di luce capaci di avviare un’inversione di tendenza. Perché è in primo luogo una questione di sguardo. È la capacità, prevalentemente femminile, di «vedere» il bambino non ancora nato in tutta la sua umanità, nonostante condizionamenti culturali e materiali prevalenti. È privilegio esclusivamente femminile quell’abbraccio, lungo nove mesi, tra gestante e figlio, posto a servizio dell’intera umanità. È la forza della vita nascente, così ricca di umanità e di speranza, che da sempre ha fatto sbocciare nelle gestanti in difficoltà la voglia di accogliere il figlio.

Lo sguardo che rivolgo all’altro dice della mia umanità. È l’impegno per rifondare l’idea dei diritti umani, la molla per un’azione strategica a servizio della vita umana, a partire da quella nascente. Dobbiamo quell’impegno a noi stessi ma, soprattutto, alle future generazioni. Dobbiamo sperare in una classe politica che, superando il piccolo cabotaggio, sia capace di guardare lontano. Solo la politica ha gli strumenti per affrontare le svariate difficoltà che alimentano l’inverno demografico e invertire positivamente la tendenza.

Per questo chiediamo al Parlamento di istituire la Giornata della vita nascente (sono già depositate varie proposte di legge), quale occasione di sereno confronto e di salutare dibattito, al fine di alimentare quella cultura per la vita che, nel rispetto di ogni persona, possa generare un clima di progresso per il bene dell’intero Paese. Ecco la ragione per la quale si svolgerà domani, sabato 23 marzo, a Modena, dalle 16 alle 18, il Festival per l’istituzione della Giornata della vita nascente, proposto annualmente dalla rete delle associazioni costituita all’uopo.

È un dovere morale, politico e sociale promuovere la vita cui non possiamo sottrarci, né con la mente, né con il cuore.

Da non perdere

Sinistra in pressing per la legge sul gaycidio
Famiglia e Pro Vita

Sinistra in pressing per la legge sul gaycidio

L’opposizione cavalca la tragedia del ragazzo di 24 anni che sarebbe stato ucciso dal padre per l’orientamento sessuale. Alessandro Zan e la galassia Lgbt danno la colpa a destra e Roberto Vannacci: «Alimentano l’omofobia». Aggravanti già presenti per le discriminazioni.

«Noi guariamo i malati, non li ammazziamo»
Famiglia e Pro Vita

«Noi guariamo i malati, non li ammazziamo»

Oltre 270 dottori di varie Regioni italiane hanno scritto una lettera aperta alla «Verità»: «Il suicidio medicalmente assistito è deontologicamente inaccettabile. Una legge sul tema non serve. Italiani, sosteneteci firmando la nostra petizione online».