L’Eurocamera «libera» film e serie. «Vietare i blocchi tra Paesi diversi»
Ansa
La risoluzione esclude sport, eventi live e audio-visual: lo chiedeva la Lega Serie A.

Al momento è solo una risoluzione del Parlamento europeo, solo un primo passo, dal momento che dovrà essere recepita e adottata. Per questo motivo potrebbero passare degli anni. Ma la decisione dell’Eurocamera di dire sì alla rimozione dei blocchi geografici per i servizi di streaming – incentrati su film e serie tv – rischia comunque di scatenare una rivoluzione nel settore dei diritti televisivi.

Il mondo del calcio è in fermento. Toccare i diritti tv sconvolgerebbe tutto il sistema economico. Ma, a quanto risulta alla Verità, nella risoluzione sono stati stralciati gli eventi live e quelli sportivi coperti da copyright. Anzi è stata anche bocciata la richiesta di proposta legislativa nel 2025 per eliminare geo-blocking in audio-visual, come aveva chiesto la Lega Serie A.

Ieri gli eurodeputati hanno adottato una risoluzione nella quale sottolineano la necessità di rivedere le norme dell’Ue in materia di blocchi geografici (in inglese, geoblocking), in particolare alla luce dell’accelerazione della trasformazione digitale e dell’aumento degli acquisti online negli ultimi anni. Le norme attuali consentono ai consumatori di fare acquisti online e di accedere ai servizi oltreconfine senza molte restrizioni, ma i deputati affermano che devono essere applicate pienamente e che è necessario eliminare le barriere rimanenti. Esistono appunto dei blocchi geografici su Internet. E questo limita l’accesso ai film. Spesso sono disponibili solo in certi Paesi.

La risoluzione, che non è vincolante, è stata approvata con 376 voti a favore, 111 contrari e 107 astenuti. Poiché le norme attuali non si applicano a specifici servizi digitali che offrono contenuti protetti da copyright (come e-book, musica, software e giochi online), i deputati sottolineano i potenziali vantaggi dell’inclusione di tali servizi nelle norme dell’Ue, se si dispone dei diritti richiesti per i territori interessati. La consegna transfrontaliera, che non è obbligatoria ai sensi del regolamento, rimane un problema per i consumatori: riguarda il 50% delle transazioni di shopping online. In pratica, i deputati esortano la Commissione e gli Stati membri a facilitare l’accesso dei consumatori ai servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi e a sostenere una riduzione dei costi. I deputati affermano inoltre che i metodi di registrazione e di pagamento online devono essere migliorati, poiché nella loro forma attuale compromettono l’obiettivo delle norme di «fare acquisti come una persona del posto» (shop like a local).

Tutto nasce dall’iniziativa di Herbert Dorfmann (Svp, gruppo Ppe) che denuncia da tempo una situazione discriminatoria per le minoranze linguistiche, «alle quali è negata la fruizione di film o eventi sportivi nella loro lingua madre». Per l’europarlamentare sudtirolese, la risoluzione adottata oggi è quindi «un grande successo» in quanto, su sua iniziativa, ora la Commissione europea dovrà proporre soluzioni concrete su come garantire ai cittadini delle regioni di confine o alle minoranze linguistiche un accesso legale e transfrontaliero ai contenuti audiovisivi.

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