È un dato pesante. Su 17.011 minori stranieri non accompagnati (Msna) presenti in Italia al 31 dicembre 2025, in prevalenza di genere maschile (88,6%) e soprattutto provenienti dal Continente africano (63%), ben 6.090 (35,8%) si sono allontanati volontariamente dal sistema di accoglienza.

Il rapporto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, pubblicato lo scorso febbraio, evidenzia che gran parte di coloro che sono usciti dal radar erano di genere maschile (92,7%) e con un’età superiore ai 16 anni nel 78% dei casi.

«I Msna entrati nel Paese in seguito ad eventi di sbarco sono nettamente più coinvolti in eventi di allontanamento (71%) rispetto a coloro che sono stati rintracciati nel territorio italiano», si legge nella relazione.

Significa che si spendono soldi e viene impiegato personale per identificare gli under 18 che arrivano sulle nostre coste, per metterli in strutture e poi se ne vanno, spesso attratti da reti di connazionali.

Minori stranieri, il costo dell’accoglienza in Friuli-Venezia Giulia

A fare che cosa? Solo nel Friuli-Venezia-Giulia, dallo scorso anno sono stati profusi 26,1 milioni euro per l’accoglienza minori, riporta un’inchiesta del Piccolo. Dal 2019, gli stanziamenti destinati a fronteggiare il problema in quella Regione ammontano a 207 milioni di euro.

«Alla nostra struttura, che attualmente accoglie 55 ragazzi, per ogni minore il Comune versa 105 euro al giorno, comprensivi di alloggio, vitto, vestiario, formazione, pocket money – mensile di 60 euro- e costo degli operatori», spiega Vittorino Boem, presidente della Fondazione Casa dell’Immacolata di Udine.

Lo Stato rimborsa le amministrazioni con 100 euro giornalieri a ospite. Al 31 luglio 2026, gli ultimi aggiornamenti pubblicati dalla direzione generale dell’Immigrazione e delle Politiche di integrazione della presidenza del Consiglio, rivelano una presenza di 13.601 minori non accompagnati, di cui 12.903 maschi (88,91%) e 1.508 (11,09%) femmine. Quelli arrivati via mare provengono soprattutto da Egitto, Bangladesh, Eritrea, Somalia, Tunisia.

Ben 7.388 maschi hanno 17 anni (95,5%); i sedicenni sono 2.674 (90,98%); coloro che dicono di avere 15 anni sono 947 (85,47%). In fascia 9-14 ci sono 996 Msna di sesso maschile (60,47%), 88 quelli dai 0-6 anni.

La maggior parte dei minori che arrivano hanno un canale privilegiato di accoglienza, basti pensare che il 62% delle loro domande di protezione internazionale è stato accolto nel 2025, eppure sono prossimi alla maggiore età se già non l’hanno compiuta.

Quanto costa l’accoglienza dei minori stranieri in Italia?

«Sono oltre 500 milioni di euro i costi stimati, solo per il 2026, ma siamo davvero sicuri che siano tutti minori? Una parte consistente è composta da presunti sedicenni e diciassettenni e non mancano i casi in cui successivamente emerge che l’età dichiarata non corrisponde a quella reale», dichiara Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega. «Solo a Monfalcone ne ho scoperti e denunciati tre: dichiarati minorenni, avevano in realtà 24, 26 e addirittura 30 anni. È evidente l’esistenza di un problema nel controllo dell’età e il rischio di dichiarazioni mendaci al solo scopo di poter entrare e permanere in Italia».

Controlli sull’età e allontanamenti, la proposta di nuove regole per i Msna

Al referente per le Migrazioni della Commissione europea, Magnus Brunner, l’eurodeputata ha chiesto di «reintrodurre tutti gli accertamenti sanitari necessari, compreso quello osseo, per stabilire con maggiore certezza l’età di chi si dichiara minorenne.

E sul piano nazionale ho già condiviso con la Lega al governo una proposta di legge per introdurre procedure accelerate per espellere chi mente sulla propria età truffando e, quindi, non ha alcun diritto di restare in Italia».

«Molti di coloro che se ne vanno è perché sono stati “marcati” dalle forze dell’ordine per “scorciatoie” non legali che hanno preso, non avendo voglia di lavorare né di studiare. O raggiungono parenti in altri Stati», spiega Boem, che si dichiara comunque sorpreso dall’alto numero degli allontanamenti volontari registrati su tutto il territorio nazionale.

Regole nei centri e pochi strumenti per gestire i minori problematici

Alla Casa dell’Immacolata, un anno fa un operatore fu aggredito da un quindicenne al quale era stato negato di uscire fuori orario. Se un minore fa qualche cosa di scorretto, nel centro che lo ospita «non si hanno strumenti coercitivi, solo educativi.

Possiamo sospendere la “paghetta” però con scarso effetto. Ci sono stranieri manipolatori, con vissuti complessi, problemi di droga o mentali ma non si può generalizzare», tiene a precisare il presidente della struttura.

Chiede centri differenziati, nei quali ospitare minori agitati. Di fatto, tutti gli Msna possono allontanarsi quando vogliono dalla struttura che li ospita.

Msna, il problema dei rientri e dei costi per lo Stato

«Ci sono regole per il rientro», dice Boem. «Da noi deve essere entro le 21, se il minore non si fa vedere la sua assenza viene segnalata ai servizi sociali, alla Questura e al tutore di riferimento stabilito dal Tribunale, nel mio caso quasi sempre il sottoscritto “pro tempore”. Se entro 24 ore non rientra, risulta allontanamento volontario».

L’assurdità è che se poi riappare dopo due o più giorni, il meccanismo di accoglienza Msna riparte dall’inizio. L’identificazione è più rapida, però c’è la procedura di affidamento al Comune, a una struttura di prima accoglienza che può essere diversa dalla precedente. Un dispendio di energie, di utilizzo di forze dell’ordine.

«L’inclusione sociale dei minori che arrivano soli in Italia comincia dalla possibilità di sentirsi parte di una comunità. Significa garantire accesso all’istruzione, opportunità di crescita, partecipazione e lavoro, ma soprattutto costruire percorsi che permettano a ogni ragazza e ragazzo di esprimere il proprio potenziale», sostiene Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia, presente al Meeting di CL a Rimini.

In realtà, in questi primi sei mesi del 2026, già 7.555 sono usciti da sistema in quanto maggiorenni e 1.417 per abbandono volontario.

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