«Abusare dei bambini è un reato grave». «Nel Regno Unito, entrambe le persone devono dire “sì” al sesso. Si chiama consenso». «Uomini e donne sono uguali: le donne possono lavorare, studiare, viaggiare e fare le loro scelte».
Queste indicazioni surreali fanno parte del manuale di nove pagine per i migranti, approntato dal ministero dell’Interno inglese. Il governo di Sua Maestà ha ritenuto di doverli avvisare che i costumi europei sono un tantinello diversi da quelli cui molti di loro, in Nord Africa o al di sotto del Sahara, sono abituati. Così, uno dei poster spiega che «la violenza domestica è illegale» e che chi «colpisce, spinge», ricorre a «minacce o abusi verbali», «controlla il denaro» delle donne o commette crimini d’onore, «potrebbe essere denunciato alla polizia e perdere il sostegno all’asilo».
Si chiama «choc culturale»: vai in un posto e resti sconvolto dalle abitudini indigene. Capita agli italiani, quando, in Germania, sono costretti a mangiare wurstel a colazione. Capita agli americani, quando, nel nostro Paese, scoprono che il cappuccino non va bevuto con la pizza. E capita ai marocchini o ai nigeriani, quando, raggiunte le bianche scogliere di Dover, vengono informati che nel territorio di Re Carlo non bisogna mai «fare sesso o avere contatti sessuali con un bambino al di sotto dei 16 anni», «tagliare o ferire i genitali di una ragazza», pena l’arresto, la prigione e il rigetto della richiesta di protezione internazionale.
Il breviario dell’Home Office ha rintuzzato il già vibrante dibattito sull’immigrazione: i Tories, ad esempio, vogliono che i richiedenti asilo che delinquono siano direttamente rimpatriati. Soluzione alla danese. Reform ritiene che la pubblicazione inchiodi l’esecutivo laburista di Andy Burnham: il governo, deducono dal partito di Nigel Farage, «è consapevole» che gli immigrati «sono una minaccia». Il primo ministro, dal canto suo, pensa che Downing Street stia facendo passare un «principio molto chiaro: che se infrangi la legge del Regno Unito, sarai espulso dal Paese». Burnham si è vantato anche delle statistiche: il numero degli allontanamenti dei clandestini, ha rivendicato, «è aumentato significativamente». Nel contempo, è calato quello delle richieste d’asilo: tra aprile 2025 e marzo 2026, sono state 93.525, il 12% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Dopo decenni di assurdità woke, però, ai cittadini non basta. Quanto agli abusi sui minori, ad esempio, per aprire gli occhi è stato più che sufficiente lo scandalo delle grooming gang di pakistani, a lungo libere di violentare impunemente i bambini. La vicenda ha contribuito alle difficoltà del Labour e dell’ex premier, Keir Starmer, che era stato superprocuratore ed è stato accusato di non aver perseguito con abbastanza severità gli orchi musulmani. Pesano anche ingiustizie più recenti. Su tutte, il caso di Henry Nowak, il diciottenne accoltellato a morte, lo scorso dicembre, da un sikh in possesso di uno stiletto rituale. La polizia, anziché soccorrere il giovane, lo aveva immobilizzato a terra mentre era in agonia, dando per scontato che, in quanto bianco, fosse lui l’aggressore. Nonostante tutto, all’assassino è stato concesso di intrattenersi in videochiamate con la madre, anche lei imprigionata per averlo coperto. Forse, allora, mancavano le istruzioni scritte: «È vietato pugnalare la gente per strada».
Il ministero dell’Interno, tra le altre amenità, ha comunicato ai migranti che, in Uk, è proibito «molestare le persone». Non si devono «fare commenti sessuali nei confronti degli estranei» e non bisogna «tentare approcci ripetuti con qualcuno, se non è interessato». Altra amara verità per i probi richiedenti asilo: è un reato anche «seguire qualcuno o sbarrargli il passaggio». Quant’è strano questo Occidente, eh.
L’iniziativa del governo inglese si colloca da qualche parte tra la mossa patetica, il «proviamole tutte» e il «come ci siamo ridotti». Ma è uno spunto utile per la sinistra italiana, che ha ricominciato a invocare l’educazione sessuo-affettiva per i «maschi rotti», rigorosamente italiani, dopo il femminicidio di Tania Terrin, uccisa nel Veneziano dall’ex, poi suicidatosi. L’uomo era in libertà, nonostante le quattro querele a suo carico (poi ritirate) e le otto segnalazioni della madre della vittima.
La ferrea logica progressista, in effetti, rischia di incagliarsi in un cortocircuito: da un lato, la sacrosanta battaglia per i diritti delle donne; dall’altro, la pervicace ostilità verso qualunque restrizione all’immigrazione. Benché gli stranieri, che sono sì e no il 10% della popolazione, commettano il 43% delle violenze sessuali. Le ultime, terribili, a Campobasso e a Caorle: in Molise, due ragazze minorenni hanno subito uno stupro di gruppo, per il quale è stato arrestato un egiziano di 18 anni; vicino Venezia, tre stranieri avrebbero abusato di una minorenne che sarebbe stata prima drogata.
Cosa ne pensano al Nazareno? Distribuiamo ai maranza i manifestini inglesi? Prepariamo diapositive per ricordare loro che le donne sono indipendenti e che, se non ci stanno, bisogna farsene una ragione? Funzionerà?
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