Sinistra zitta sugli sbarchi delle Ong ma urla per pochi stranieri riaccolti
Migranti giunti a Lampedusa (Ansa)

Passato Ferragosto, l’attenzione mediatica sembra essersi spostata da Ceuta ai dublinanti che l’Italia dovrà riprendersi. Battono cassa Germania, Svizzera, Austria, Finlandia, forse Svezia ma l’elenco dei postulanti è destinato ad allungarsi.

Al momento i numeri sono irrisori, Vienna ha rispedito quattro richiedenti asilo che avevano presentato domanda di protezione internazionale nel nostro Paese, dove sono stati identificati la prima volta prima di spostarsi in un altro Stato. Berlino ha chiesto a Roma di riprendersi tre migranti, la segreteria di Stato della migrazione (Sem) della Confederazione Elvetica annuncia i primi trasferimenti entro fine agosto, Helsinki è in fase di preparazione elenco, la Svezia lo annuncia. Solo Parigi fa sapere che, per il momento, «la decisione politica della Francia è di non unirsi ai Paesi» che rimandano i migranti in Italia secondo le nuove regole. Ansa apprende altresì che da parte della Francia «in ogni caso non ci sarà alcun annuncio» sul tipo di quelli giunti oggi da Finlandia e Svezia «fin quando permarrà una fase di collaborazione e di ravvicinamento con l’Italia», con la quale Parigi «condivide la volontà di operare per far calare i flussi in partenza dalla Tunisia e dalla Libia».

Si tratta di singoli casi, l’Italia ha dichiarato la disponibilità alle riammissioni, ma accettando solo i richiedenti asilo arrivati dopo l’entrata in vigore nella Ue del nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo, il 12 giugno 2026. «La Germania, con cui esiste un accordo che sana i dublinanti anche se entrati meno di dodici mesi fa, la Finlandia e altri Stati stanno chiedendo all’Italia e agli altri Paesi mediterranei di prendere in carico poche persone, meno di dieci. Cosa che non desta preoccupazioni», chiarisce l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Nicola Procaccini.

Invece, solo reazioni scomposte arrivano dalle opposizioni. «Brava Giorgia, bel capolavoro: hai rotto la solidarietà europea e ora ci toccano i cocci. Ma ci rendiamo conto dei danni che fa questo governo?», postava ieri su X il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

Seguivano, a ciclostile, le esternazioni del presidente del M5s, Giuseppe Conte: «Un capolavoro targato Meloni: i rimpatri funzionano, ma contro di noi. Per quattro anni hanno completamente dimenticato di fare quello per cui erano stati scelti: offrire soluzioni ai problemi reali».

Tanta apprensione per l’arrivo (non immediato né scontato) di pochi dublinanti, mentre si cerca di ignorare la ripresa degli sbarchi gestiti dalle Ong. Sotto questo governo, che ha archiviato la stagione delle porte aperte, dall’insediamento dell’esecutivo al 13 agosto di quest’anno sono sbarcati in Italia 42.338 migranti soccorsi da Ong. Metà di questi irregolari (21.066) erano accompagnati a violare le nostre coste da organizzazioni non governative tedesche, quali Sea Watch, Sos Humanity, Sea Eye, Louise Michel.

Migliaia di stranieri, trasportati in Italia da navi umanitarie tedesche che se ne infischiano dei nostri confini. Due giorni fa, nei porti di Ravenna e di Napoli sono approdate altre due navi di Ong tedesche, della Sos Humanity e di Sea Watch, i cui migranti sono stati sistemati in centri di accoglienza.

La segretaria del Pd, Elly Schlein sa solo unirsi al coro di critiche: «Quando dicevo che su Ceuta Meloni ha creato un precedente pericoloso per l’Europa, ma soprattutto per l’Italia, intendevo esattamente questo», dichiara, lamentando assenza di accoglienza e di solidarietà.

Più passano i giorni, invece, più si conferma opportuna la decisione del presidente del Consiglio di sospendere Schengen con la Spagna. Da sabato 8 agosto, da quando Madrid ha iniziato ad applicare la ritorsione contro il nostro Paese, sono state controllate al loro arrivo in Spagna 6.148 persone provenienti dall’Italia, impiegando 911 agenti, come informa il ministero dell’Interno guidato da Fernando Grande-Marlaska.

Però il governo di Pedro Sánchez non ha saputo prevedere e bloccare l’arrivo di 80.000 marocchini a Ceuta, nemmeno riesce a rispedire oltre confine i circa 10.000 che ancora opprimono la città autonoma sulla costa africana. Inoltre, ignora le indicazioni della Commissione europea e invece di rimpatriare i minori stranieri non accompagnati, ne sta facendo arrivare 500 nella Spagna continentale. Si servirà di voli interni, come ha già fatto.

Controlli per chi arriva dall’Italia, ma aerei finanziati con denaro pubblico per spostare irregolari all’interno della Spagna. Lo scorso 25 maggio, la vicedirezione generale per la Pianificazione e la Gestione delle Infrastrutture e delle Risorse per la Sicurezza del ministero dell’Interno spagnolo aveva pubblicato un avviso di gara. «Appalto di servizi di trasporto aereo passeggeri per il trasferimento di cittadini stranieri, attraverso l’organizzazione di voli specifici», del valore di 16.335.000 euro con fondi europei Fami-Frontex.

Termine ultimo per la presentazione delle domande era il 24 giugno, aggiudicataria il 17 agosto è risultata la società Evelop airlines (del Grupo Barceló) e Air Nostrum líneas aéreas del Mediterráneo, che hanno formato un’associazione temporanea di imprese (Ute) per gestire i voli di trasferimento di migranti irregolari per conto del ministero dell’Interno spagnolo. Durata del contratto, 18 mesi.

Air Nostrum aveva vinto anche la precedente gara, dall’ottobre 2024 si era aggiudicata per 18 mesi il servizio di trasferimento di cittadini stranieri, sempre per 16.335.000 euro di fondi europei. «Nel corso del 2025, un totale di 26.654 immigrati clandestini sono stati trasferiti nella Spagna continentale con 135 voli», rendeva noto a gennaio di quest’anno La Gazeta della Iberosfera. Quasi 121.000 euro a volo, per avvicinare ancora di più clandestini al Continente europeo, non certo per rimpatriarli.

Per il noleggio di un aeromobile destinato al trasferimento di irregolari in Albania, lo scorso 20 febbraio, aggiudicatario dell’appalto del nostro ministero dell’Interno fu Air partner srl, al costo di 66.646 euro. Spesa ben al di sotto di quella autorizzata dalla Spagna, però in Italia si gridò allo sperpero di denaro pubblico.

Giova ricordare che lo scorso marzo, la Commissione europea aveva approvato un importante emendamento al bilancio del fondo spagnolo per l’asilo e la migrazione. «La decisione era considerata un voto di fiducia nella gestione dei flussi migratori da parte della Spagna, comprese le recenti modifiche alle politiche che porteranno alla regolarizzazione di circa 500.000 immigrati senza documenti», segnalava il portale Infomigrants.

Il Programma nazionale spagnolo del Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione (Fami) ha ricevuto un finanziamento aggiuntivo di 244 milioni di euro per il periodo 2021-2027, portando il totale a 812 milioni di euro. Con quei soldi, la Spagna porta i migranti ancora di più in Europa.

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