- Auxilium, colosso dell’accoglienza «cattolica» che ospita 100 sbarcati a Catania, finanzia Avvenire e gode di influenti amicizie, da Clemente Mastella a Gianni Letta. Archiviate le indagini sul dominus Angelo Chiorazzo. Che per Salvatore Buzzi e Massimo Carminati era «uno grosso».
- La «carità» vale un fatturato di oltre 60 milioni. L’impresa incassa utili per 543.000 euro: una vera potenza economica nel sociale.
Lo speciale contiene due articoli.
«È stata un’emozione incredibile vedere gli occhi di questi ragazzi che finalmente potevano sentirsi al sicuro». Angelo Chiorazzo, 46 anni, fondatore di Auxilium, la cooperativa che ospiterà temporaneamente 100 dei migranti scesi dalla nave Diciotti, ha spiegato loro che avrebbero dovuto essere grati a papa Francesco. «Quando gli ho detto che erano ospiti della Chiesa e del Papa», ha raccontato il manager all’Agensir, «è scattato un applauso bellissimo». E tra il racconto di una delle tante storie del lungo viaggio intrapreso dai migranti e le terribili disavventure di chi è stato venduto, riparte la solfa dell’importanza dell’accoglienza. D’altra parte lui è uno dei massimi esperti del settore. La coop dei fratelli Angelo e Pietro Chiorazzo da Senise, in Basilicata, è la prima tra le imprese che si occupano di accoglienza, con oltre 61 milioni di euro di utili nel 2016. Per Chiorazzo, «quando uno conosce le storie di questi ragazzi non può mettere in discussione che l’unica via è quella dell’aiuto». Ma per Auxilium ciò significa anche tanti bei soldoni.
Il professionista dell’accoglienza è anche un esperto di strategie mediatiche. Tanto che, a giugno 2018, per il secondo anno consecutivo, la coop era tra gli sponsor della festa di Avvenire a Matera. I temi principali: il Mediterraneo, i conflitti e i flussi migratori. Il confronto, tutto pro accoglienza, tra arcivescovi e giornalisti, al quale ha preso parte anche il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, aveva come scenografia un grande schermo a led piazzato proprio dietro ai relatori. A tutto campo spiccava il logo della coop dell’accoglienza. «Auxilium anche quest’anno si conferma supporto importante», scrive sul quotidiano della Cei l’inviato a Matera Vito Salinaro.
La connessione con Avvenire non è occulta. Anzi. È da tempo che c’è uno scambio di cortesie, come testimoniano i titoli degli articoli sul sito web della coop: «Papa Francesco fa arrivare un bellissimo pacco per gli ospiti delle strutture di Auxilium»; «Il Papa festeggia il suo onomastico offrendo un gelato a tutti i centri di accoglienza migranti Auxilium in Italia». Il 6 luglio, poi, per benedire i nuovi uffici a Senise si è scomodato il cardinale Angelo Becciu, che fino al giugno scorso era sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato vaticana. Nel piccolo comune lucano da cui è partito tutto ricordano ancora un grande convegno con Giulio Andreotti negli anni Novanta. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti.
Il nome di Angelo Chiorazzo, ex vicepresidente del colosso delle coop bianche La Cascina, compare in una quindicina di società, tra Srl, Spa e coop, in liquidazione, cancellate e non. E fra queste c’è appunto Auxilium, «cooperativa socio sanitaria», per descriverla con le parole di Chiorazzo durante una testimonianza del processo Mafia Capitale, che ha fatto dell’accoglienza dei migranti uno dei suoi core business: dal 2007 a oggi Cara, Cat, Cas, Sprar e Cpr qua e là per l’Italia sono gestiti dalla cooperativa partita da Senise. Niente emergenza, però. Solo accoglienza e integrazione. Lo ha precisato lo stesso Chiorazzo al pm Luca Tescaroli: «Noi non abbiamo mai voluto partecipare alle gare per l’emergenza migranti, solo a quelle ministeriali». E proprio per i suoi addentellati nei ministeri Chiorazzo è finito più volte nei guai. «Procedimenti archiviati», ricorda, rispondendo al pm Henry John Woodcock durante un’altra sua testimonianza, quella al processo per la P4 a Napoli, dove era rimasto incagliato nella rete captativa del pm anglonapoletano mentre parlava con Alfonso Papa. Perché al ministero della Giustizia, dove era distaccato l’ex pm diventato direttore generale con Clemente Mastella, Chiorazzo era di casa. Di Mastella era così intimo da aver organizzato più di un incontro con il cardinale Tarcisio Bertone. Un’attività che nel vecchio Udeur gli era costata il soprannome di «Vaticanista». È Chiorazzo, in quella testimonianza, a precisare di aver conosciuto Papa nel 2006: «Io ero amico del ministro». Non solo: «Papa era amico di un mio fraterno amico che si chiama Francesco Borgomeo, caposegreteria del ministro». Ma per i suoi problemi giudiziari a Potenza, dove Woodcock proprio in quegli anni l’aveva intercettato, sostiene di non aver mai chiesto informazioni a Papa. «Con lui mi sfogavo soltanto», afferma Chiorazzo. E infatti, poco dopo, ricorda che «anche a Lagonegro hanno archiviato». L’inchiesta finì lì per competenza territoriale. Indagato con lui c’era Gianni Letta. La notizia dell’indagine fu spacciata per uno scoop dal Fatto Quotidiano. Ma qualche giorno dopo finì in archivio. Chiorazzo, però, a Letta dava del tu. In udienza dice: «Letta? È una delle persone che più stimo al mondo».
Al netto delle vicende giudiziarie, che non hanno mai avuto uno sbocco processuale, restano le relazioni. Come quella con il prefetto Mario Morcone, direttore del Consiglio italiano rifugiati. Anche per quelle telefonate fu aperto un fascicolo che Woodcock, nonostante una sua teoria sulla «liquidità della competenza territoriale», dopo aver indagato, dovette inviare a Bari. L’archiviazione arrivò dopo poco. Ma tanto bastò alla concorrenza per capire che Auxilium era un colosso. Nell’inchiesta Mafia Capitale i pm sentirono Salvatore Buzzi dire al telefono: «Loro se ne fregano, c’hanno i prefetti». E Massimo Carminati, detto il Nero, replicare: «Loro sono grossi…». C’era qualcuno, quindi, che impensieriva i due nel business del sociale. Perché, secondo Buzzi, da Auxilium avevano rapporti con il Viminale. Chiorazzo, sempre in udienza, ha confermato di avere «semplici rapporti di conoscenza» con l’ex viceministro dell’Interno Filippo Bubbico. Tanto bastò, però, a Buzzi e Carminati, per bollare Auxilium come un osso duro. «Loro stanno in posizione di forza», disse il Nero. Ipse dixit.
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