Accoltellatore maranza espulso in Uk torna vicino alla casa della vittima
(iStock)

Cinque anni dopo averla quasi ammazzata con 23 coltellate, Jamal Tonelli è tornato a Mogliano Veneto. E non in carcere, ma a casa dei nonni, a poche centinaia di metri dal luogo in cui, il 22 marzo 2021, aveva aggredito brutalmente Marta Novello mentre faceva jogging. Il ventenne, che allora aveva appena 15 anni, è stato espulso dalla Gran Bretagna dopo una nuova serie di guai con la giustizia britannica. Adesso è di nuovo in Italia. E, soprattutto, è di nuovo lì dove tutto era cominciato. Il suo ritorno è avvenuto lunedì scorso.

Tonelli è atterrato, come se nulla fosse, all’aeroporto Marco Polo di Venezia con un volo British Airways proveniente da Heathrow. Ad attenderlo c’era il nonno materno. Il giovane si è infatti trasferito a casa dei nonni, a poche abitazioni dal luogo in cui, cinque anni fa, aveva aggredito la ragazza. A provocare il rimpatrio sarebbero stati nuovi problemi con le autorità britanniche. Secondo quanto emerge dalle informazioni in possesso delle forze dell’ordine italiane, l’espulsione sarebbe collegata a reati relativi al possesso di sostanze stupefacenti. Non è dunque soltanto la vecchia vicenda italiana a riaffacciarsi nella vita del giovane.

I nuovi guai con la giustizia britannica

Già il 2 gennaio 2025, infatti, Tonelli era finito nuovamente nei guai. La polizia londinese lo aveva fermato dopo un inseguimento mentre si trovava alla guida di un’auto senza patente e privo di assicurazione. Era stato arrestato e successivamente condannato dalla Croydon Magistrates Court al pagamento di una sanzione di 168 sterline, oltre a 85 sterline di spese legali. All’epoca, tuttavia, sembrava esserci spazio per un percorso di reinserimento: lavorava come aiuto cuoco in un ristorante ed era seguito da un’assistente sociale.

L’apprensione a Mogliano Veneto e la vicinanza alla famiglia Novello

Adesso il quadro è cambiato. E il ritorno a Mogliano ha provocato comprensibile apprensione nella comunità locale. Il sindaco Davide Bortolato ha definito la notizia «una pessima notizia per la città, ma soprattutto per Marta e per la sua famiglia», assicurando di aver immediatamente manifestato la vicinanza dell’amministrazione ai genitori della giovane. Anche la famiglia Novello, attraverso il proprio legale Alberto Barbaro, ha fatto sapere che dopo il rientro di Tonelli sarà necessario mantenere particolare attenzione e cautela.

L’aggressione a Marta Novello: 23 coltellate durante una corsa

Del resto, per Marta Novello quella giornata di marzo non è mai finita davvero. Aveva 26 anni e stava correndo lungo via Marignana quando venne aggredita da un ragazzo che non conosceva. Tonelli l’aveva scelta casualmente, con l’intenzione di rapinarla per procurarsi i soldi necessari ad acquistare della droga. Uscito di casa con un coltello da cucina in tasca, aveva raggiunto la giovane in bicicletta, l’aveva gettata in un fossato e si era accanito su di lei con 23 fendenti.

Gli interventi chirurgici e la lunga riabilitazione della vittima

Soltanto una complessa serie di interventi chirurgici e un lungo percorso di riabilitazione le hanno salvato la vita. Un percorso durato anni, al termine del quale Marta è riuscita a riprendere in mano la propria esistenza. Oggi insegna inglese in una scuola media della provincia di Treviso. Nel gennaio 2025 era tornata a parlare pubblicamente della propria esperienza, ringraziando il personale sanitario che l’aveva assistita.

Il processo a Tonelli tra condanne e annullamenti della Cassazione

Mentre la vittima cercava faticosamente di ricostruire la propria vita, il procedimento giudiziario nei confronti del suo aggressore continuava a inciampare in una sequenza di passaggi processuali, annullamenti e rinvii. Tonelli era stato condannato in primo grado a sei anni e otto mesi di reclusione. In appello la pena era stata ridotta a cinque anni. La Cassazione aveva successivamente annullato la sentenza, disponendo un nuovo giudizio per approfondire soprattutto gli aspetti relativi alla capacità di intendere e di volere e alla maturità del ragazzo. Dopo una nuova perizia psichiatrica, la Corte d’appello aveva confermato la condanna a cinque anni nel novembre 2024. Anche questa decisione era stata impugnata dalla difesa, ottenendo un secondo annullamento con rinvio.

L’errore nella notifica che gli permise di lasciare il carcere

Nel frattempo, però, Tonelli aveva già lasciato l’Italia. Nel luglio 2022, dopo aver trascorso un periodo in carcere, prima a Treviso e poi nell’istituto minorile di Nisida, erano scaduti i termini della custodia cautelare. Il ragazzo sarebbe dovuto essere trasferito in una comunità protetta, in attesa degli ulteriori sviluppi giudiziari. Il provvedimento amministrativo che disponeva il trasferimento, tuttavia, conteneva un errore nella data di notifica: era stato indicato il 20 settembre anziché il 20 luglio. Una svista che, di fatto, gli ha consentito di lasciare il carcere e raggiungere la madre a Londra.

Pochi giorni dopo era già in Gran Bretagna. Da allora non aveva più fatto ritorno in Italia. Il suo avvocato, Matteo Scussat, interpellato sul ritorno in Italia, ha preferito non confermare né smentire la notizia. In precedenza aveva comunque ricordato che il suo assistito è un cittadino libero e che, fino a una condanna definitiva, vale il principio della presunzione di non colpevolezza. Sarà pure così, ma intanto la sua vittima, Marta Novello, vive nel terrore. In attesa di un giudizio che pare non arrivare mai.

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