- L’ultima vittima è Roby Facchinetti, minacciato da banditi armati. Anche il patron della De Cecco, calciatori e influencer visitati dai ladri. Che non disdegnano neppure la gente comune. Stimato un furto ogni tre minuti.
- Arrivi continui a Lampedusa. Trovati otto cadaveri in un barcone soccorso. Un neonato disperso in mare. Annullato l’attracco a Pesaro della Sea eye, con a bordo 109 persone.
Lo speciale contiene due articoli.
Tre rapinatori incappucciati entrano in casa Facchinetti, a Bergamo, tra via Baioni e lo stadio, a caccia di oro. Pistole in pugno hanno minacciato Roby Facchinetti, la voce dei Pooh, che era in compagnia della moglie Giovanna e dei figli, e gli hanno portato via gioielli e oggetti preziosi. Il musicista, 78 anni, pensava di poter passare una domenica rilassante prima del Festival di Sanremo, quando è cominciato l’incubo. Suo figlio Francesco ieri ha sfogato tutta la sua rabbia su Instagram: «È una di quelle cose che vorresti non capitasse mai nella vita. Sono molto triste e amareggiato di come si è trasformato il nostro Paese. Avere una villa con soldi guadagnati onestamente non è una condanna. Bisogna sentirsi sicuri nel posto in cui si vive ed è una vergogna che in una Paese con la pressione fiscale superiore al 60 per cento noi non ci sentiamo sicuri». La Verità da tempo denuncia la situazione da Gotham city nella quale sono scivolate molte città italiane durante la gestione di Luciana Lamorgese al Viminale. E se il Codacons stima circa 182.000 rapine all’anno all’interno delle abitazioni private, ovvero quasi 500 al giorno e una ogni tre minuti circa (la maggior parte senza un colpevole), la Direzione centrale della polizia criminale nel suo ultimo Rapporto sulla criminalità predatoria ha calcolato 447.820 furti e 12.536 rapine in abitazioni nel 2022, rispettivamente in aumento del 29,7 per cento e del 31,8 rispetto all’anno precedente. Ed è comprensibile che Facchinetti se ne sia uscito con un «complimenti allo Stato e al governo che dalla destra alla sinistra è incapace di mantenere l’ordine e il controllo».
E anche che abbia annunciato l’intenzione di trasferirsi in Svizzera: «Non voglio crescere i miei figli in un Paese dove non possono essere liberi e non possono uscire di casa». Ville di vip negli ultimi tempi ne sono state visitate parecchie. Un mese fa, per esempio, Roberta Martini, influencer, ex modella e imprenditrice milanese della moda, si è trovata in casa tre uomini, anche in questo caso con il volto coperto, mentre dormiva, a notte fonda. È stata svegliata con una mano sulla bocca e immobilizzata con delle fascette da elettricista. Bottino: gioielli, oggetti preziosi e un migliaio di euro in contanti. Esperienza simile per il calciatore del Milan Theo Hernandez. Che non era a casa, a Cassano Magnago (Varese), quando sono entrati quattro rapinatori. Sua moglie Zoe Cristofoli, modella e influencer, è stata sorpresa mentre era con il suo bimbo di sei mesi. È stata aggredita, strattonata e costretta ad aprire la cassaforte. Ha dovuto aprire la cassaforte anche Saturnino De Cecco, proprietario del famoso pastificio. A fine gennaio quattro o cinque uomini con il volto coperto sono entrati nella sua villa di Montesilvano (Pescara). L’imprenditore era in casa con la famiglia (moglie e figlia di cinque anni). I rapinatori hanno portato via gioielli e orologi di lusso. Ma le vittime vip in realtà sono solo una piccola parte. E in alcuni casi le rapine sono anche finite in tragedia. Come a Siena, dove una ottantunenne, Anna Maria Burrini, è stata rapinata e uccisa, strangolata con un laccio per le scarpe da due ucraini, uno dei quali era il suo ex inquilino. Gli anziani sono i più esposti. L’1 febbraio, a Roma, dei finti postini hanno citofonato a casa di una novantaseienne con la scusa di doverle consegnare un pacco. L’hanno malmenata, procurandole delle gravi contusioni alla testa. A Empoli, il 31 gennaio, tre malviventi con cappuccio e guanti sono entrati nell’appartamento di due coniugi di 77 e 74 anni che erano in casa insieme alla loro nipotina di sette anni. Si sono fatti aprire la cassaforte e consegnare un Rolex, alcuni anelli e 150 euro. Pochi giorni prima, il 23 gennaio, a Montespertoli era toccato a un uomo di 88 anni, che aveva sorpreso tre rapinatori mentre stavano tagliando la porta della sua cassaforte. Gli hanno spruzzato dello spray sul volto e poi bloccato sul letto. Scene da Arancia meccanica, invece, nella villa di un commerciante di San Sebastiano al Vesuvio (Napoli). I rapinatori in questo caso erano otto. La banda era armata, con un accento dell’Est europeo. Dopo aver picchiato l’uomo, la moglie e i due figli, i rapinatori si sono fatti dare le combinazioni delle due casseforti e hanno portato via un Rolex, gioielli e qualche migliaio di euro in contanti. A Spello (Perugia), invece, la rapinatrice era una donna. È entrata armata di coltello a casa di una sessantenne, che le ha consegnato tutto quello che possedeva: circa 200 euro che aveva nel portafogli. Esperienza simile ad Alliste (Lecce), dove un uomo di 78 anni e la sua badante, in piena notte, il 17 gennaio, si sono ritrovati due rapinatori in casa. Avevano già forzato la porta d’ingresso, ma non erano armati. Hanno comunque minacciato l’anziano e si sono fatti consegnare il portafogli. Anche a Porto San Giorgio (Fermo) il 10 gennaio un novantunenne si è ritrovato in casa un rapinatore, al quale ha aperto la porta. Dopo essersi beccato un pugno in pieno volto, però, ha cercato di difendersi. Le urla hanno attirato i vicini, che hanno messo in fuga l’uomo, disarmato e a volto scoperto. Identificato, è stato denunciato a piede libero. È finito agli arresti domiciliari, con un permesso speciale per andare al lavoro, invece, il pluripregiudicato di Santa Lucia di Piave (Treviso) che aveva messo a segno una serie di furti violenti ai danni di anziani e del parroco di Mareno di Piave, dove ora hanno tirato un sospiro di sollievo.
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