- A un mese di distanza dal suo memoriale, l’ex nunzio torna ad attaccare il Pontefice. E invita il cardinale canadese a tirar fuori le carte decisive contro Theodore McCarrick e il Papa.
- Concedere il sacerdozio a uomini sposati? Perfino il capo della Cei ora si dice «non contrario» all’idea. Ma non è il modo per arginare gli abusi né le altre crisi del clero.
- Monsignor Stefano Russo è il nuovo segretario generale dei vescovi italiani. Una scelta coerente con la linea politica di Gualtiero Bassetti, il presidente che ha schierato la Conferenza episcopale contro il governo. Dalla sua vanta rapporti consolidati con le gerarchie.
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L’ex nunzio negli Stati Uniti Carlo Maria Viganò parla ancora, a un mese dalla pubblicazione sulla Verità del suo esplosivo memoriale in cui ha accusato i vertici della Chiesa, tre segretari di Stato e perfino papa Francesco, di aver coperto gli abusi commessi dall’ex cardinale statunitense Theodore McCarrick. In Italia il testo è stato reso noto sul blog del vaticanista Aldo Maria Valli, nella serata di giovedì.
Ci sono alcuni elementi nuovi e altri già presenti nel memoriale dello scorso 28 agosto. «Resta al centro della mia testimonianza», scrive Viganò, «che almeno dal 23 giugno 2013 il Papa ha saputo da me quanto perverso e diabolico fosse McCarrick nei suoi intenti e nel suo agire» e non avrebbe preso provvedimenti, anzi avrebbe fatto di lui «uno dei suoi principali agenti di governo della Chiesa, per gli Stati Uniti, la Curia e perfino per la Cina». Su questo passaggio si inserisce un elemento di stretta attualità e che riguarda il recente accordo provvisorio (e segreto) che il Vaticano ha siglato con Pechino sulla nomina dei vescovi. Del ruolo di McCarrick in Cina l’ex nunzio non fornisce riferimenti, ma basta informarsi sui viaggi e le dichiarazioni dell’ex cardinale per rendersi conto che negli ultimi anni aveva senz’altro svolto un ruolo utile per le relazioni della Santa Sede con la Cina. Nel giugno 2014 il Washington Post riportava che McCarrick si era recato in Cina «l’anno precedente» per «colloqui delicati sulla libertà religiosa», e nel febbraio 2016 lo stesso ex cardinale concedeva un’intervista esclusiva al Global Times, organo di stampa ufficiale del governo comunista, per dire che vedeva «accadere molte cose che aprirebbero davvero molte porte perché il presidente Xi e il suo governo sono preoccupati per le cose che preoccupano papa Francesco». Perciò sarebbe interessante sapere se la squadra vaticana che ha lavorato al recente e discusso accordo con la Cina, in particolare monsignor Claudio Maria Celli e il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, ha tenuto in qualche modo conto delle missioni e delle relazioni di McCarrick, oppure no. E poi: le motivazioni dell’ex cardinale nelle sue frequentazioni cinesi erano esclusivamente di carattere pastorale, come si dice dell’accordo firmato nei giorni scorsi, oppure erano contigue a qualche agenda politica globale?
L’altro particolare interessante delle nuove parole di Viganò riguarda il suo appello al cardinale canadese Marc Ouellet, prefetto della congregazione per i vescovi, perché dica ciò che sa. Da una serie di elementi, infatti, si può ragionevolmente ritenere che presso la congregazione oggi presieduta dal porporato canadese, da tempo, giaccia un dossier sull’ex cardinale abusatore. Nel primo memoriale dell’ex nunzio se ne fa cenno diretto in un colloquio tra lo stesso Viganò e il Papa nel giugno 2013. Inoltre, sembra che le informazioni in possesso di questa congregazione siano alla base dei «chiarimenti» che il Vaticano avrebbe preparato per rispondere a Viganò.
Nel nuovo testo di Viganò ci sono anche alcuni elementi da provare, come ad esempio il riferimento alle presunte coperture dell’allora cardinale Bergoglio nei confronti del sacerdote argentino condannato padre Julio Grassi; l’interruzione del dossier aperto presso la congregazione della Dottrina della fede sul defunto cardinale Cormac Murphy O’Connor; il ruolo di due indefiniti «amici» omosessuali coinvolti nelle nomine dei vescovi presso la congregazione. Comunque resta molto debole la posizione di coloro che ritengono completamente falsa la testimonianza di Viganò perché sarebbe tendenziosa negli intenti. Le circostanze fondamentali del memoriale e il quadro che ne emerge sono tali da meritare una risposta precisa che vada oltre il problema generico del clericalismo.
Lorenzo Bertocchi
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