TimValue propone di non scorporare, arriva l’offerta alternativa a Kkr
L'amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola (Imagoeconomica)

Il fondo di investimento Merlyn Partners, che a oggi detiene un ammontare di azioni di Tim di poco inferiore al 3%, ha appena inviato al presidente e ai membri del cda di Tim un piano industriale per il rilancio della società di telecomunicazioni alternativo a quello dell’ad Pietro Labriola.

Merlyn Partners, fondo di investimento lussemburghese fondato da Alessandro Barnaba, che a oggi detiene un ammontare di azioni di Tim di poco inferiore al 3%, ha appena inviato al presidente e ai membri del cda di Tim un piano industriale per il rilancio della società di telecomunicazioni alternativo a quello dell’amministratore delegato Pietro Labriola.

Al posto di vendere la rete, Tim dovrà dismettere le proprie attività regolate e consumer per trasformarsi in un’azienda tecnologica infrastrutturata in grado di offrire soluzioni digitali a valore aggiunto ai propri clienti business e alla Pubblica amministrazione grazie alla propria rete.

È questo il piano con cui l’iniziativa chiamata TimValue mira a massimizzare il valore per tutti gli azionisti e gli stakeholder, salvaguardando l’occupazione, l’esecuzione del Pnrr e gli interessi strategici del Paese e dell’agenda digitale. Il piano, che si prefigge di riportare il valore del titolo a 1 euro entro 18 mesi, si basa sul mantenimento di Netco e della rete di Tim in mani italiane, la creazione di TechCo – un’azienda italiana con ambizioni globali che integrerà efficacemente gli attuali asset di NetCo e le competenze di EnterpriseCo, diventando la nuova Tim – la creazione della rete unica a guida Cdp in TechCo senza chiedere un centesimo al Paese e, infine, la ristrutturazione e la vendita di TimConsumer, la vendita di Tim Brasil e la rinominazione di TechCo in Telecom Italia. Il piano, redatto dall’ingegnere Stefano Siragusa con il supporto del dottor Alessandro Barnaba, fondatore di Merlyn, sarà inclusivo, ponendo al centro Cdp e coinvolgendo e accogliendo tutti gli stakeholder, nel rispetto della storia di Tim e per la valorizzazione e la salvaguardia della forza lavoro e dell’indotto.

Si tratterebbe quindi di un piano industriale alternativo a quello fin qui portato avanti dall’amministratore delegato della società di telecomunicazioni Pietro Labriola, che prevede la vendita della rete all’operatore internazionale di private equity, Kkr. La notizia arriva pochi a pochi giorni di distanza da mercoledì 25 ottobre, quando il titolo Tim aveva perso il 4% in Borsa, segnando il risultato più basso da gennaio. La prossima settimana sono previste in agenda due giornate decisive: il 3 il 5 novembre è in programma un doppio consiglio d’amministrazione per valutare l’offerta di Kkr.

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