Terna e Nexans hanno ufficialmente avviato le operazioni di posa del primo tratto del ramo Ovest del Tyrrhenian Link, il collegamento elettrico sottomarino che unirà Sicilia e Sardegna stabilendo un nuovo primato mondiale. Una volta completata, l’opera raggiungerà una profondità record di circa 2.150 metri sotto il livello del mare, fissando standard tecnologici e ingegneristici senza precedenti per le infrastrutture di trasmissione elettrica.
Il progetto, che comprende anche il ramo Est tra Sicilia e Campania, comporta un investimento complessivo di 3,7 miliardi di euro da parte di Terna. La prima fase della posa del collegamento orientale si è conclusa a maggio 2024 con l’installazione di uno dei due cavi previsti.
«L’avvio della posa del ramo Ovest tra Sicilia e Sardegna rappresenta un passo decisivo per il Tyrrhenian Link, perché segna un traguardo di rilevanza storica: per la prima volta, un cavo sottomarino in corrente continua ad alta tensione verrà installato fino a 2.150 metri di profondità, la più elevata mai raggiunta con un cavo di potenza», ha dichiarato Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna.
Dal canto suo, Pascal Radue, vicepresidente esecutivo di Nexans, ha sottolineato come il progetto rappresenti «un risultato straordinario non solo per le dimensioni e la profondità record, ma anche per l’impatto duraturo sul futuro energetico dell’Italia», reso possibile grazie alle capacità di installazione sottomarina e all’esperienza pluridecennale dell’azienda francese.
Il Tyrrhenian Link prevede la realizzazione di due linee elettriche sottomarine in corrente continua a 500 kilovolt (kV), per un totale di circa 970 chilometri e una capacità di trasporto di 1.000 Megawatt per ciascun ramo. Il collegamento tra Fiumetorto, in provincia di Palermo, e Terra Mala, nel Cagliaritano, si svilupperà per circa 480 chilometri ed è stato autorizzato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica nel settembre 2023.
La posa del primo collegamento sarà realizzata da Nexans in due fasi. La prima, lunga 200 chilometri, terminerà a settembre 2025, mentre la seconda, di circa 280 chilometri, inizierà a dicembre dello stesso anno. Le stazioni di conversione saranno realizzate a Selargius, da cui partirà un cavo interrato di circa 30 chilometri fino all’approdo costiero, e in contrada Caracoli, nel territorio di Termini Imerese, collegata al mare tramite un tracciato interrato di 7 chilometri.
Il Tyrrhenian Link non è solo un’infrastruttura strategica, ma anche un progetto a forte valenza ambientale. Nelle aree destinate alle future stazioni di conversione sono state avviate attività di espianto e ripiantumazione degli ulivi, mentre nei fondali marini sono stati effettuati interventi di trapianto di Posidonia oceanica in Sardegna e di Cymodocea nodosa in Sicilia, selezionando i siti più idonei per favorire il radicamento delle piante e tutelare gli ecosistemi.
Il Tyrrhenian Link, sostenuto anche da un finanziamento europeo di 500 milioni di euro nell’ambito di REPowerEu, rappresenta un pilastro del percorso italiano verso la transizione energetica. Una volta completato, favorirà lo scambio di energia tra Sicilia, Sardegna e Campania, migliorando l’affidabilità del sistema elettrico e contribuendo all’integrazione delle fonti rinnovabili.
Come ha ribadito l’ad di Terna, «è compito dell’azienda fornire al Paese le infrastrutture necessarie al raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica».
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